Nell’immaginario comune il ’48 fu un pandemonio, un avvenimento violento che colpì alcune monarchie europee, tra le quali quella delle Due Sicilie e quella d’Austria. Non tutti sanno, però, le vere cause dello scoppio di quella rivoluzione. Questo è cio che viene affermano nei libri “Successe il ’48…” del professor Vincenzo Gulì e “Patriotti e galeotti. Sicilia 1848 diario di una rivoluzione” di William Dickinson.
Volendo introdurre l’anno della rivoluzione europea bisogna partire dal 1847, quando la setta massonica inizia le sue operazioni per la rivoluzione da far scoppiare. Venne strumentalizzato anche Pio IX, il quale fu spacciato per un papa liberale. Il ’48 fu causato da focolai, appiccati nelle capitali dei regni colpiti, dal britannico Lord Minto. La sua impresa sarebbe stata molto più ardua nel Regno delle Due Sicilie, in particolare a Napoli e a Palermo, dove si stava vivendo un periodo d’oro dal punto di vista socio-economico. Fu quindi ingaggiato dalla massoneria un intellettuale locale, che avrebbe inventato una serie di menzogne con l’intento di diffamare il regno. Fu scelto Luigi Settembrini, il quale, scrivendo la “Protesta del Popolo delle Due Sicilie”, mostra i Borbone di Napoli come i peggiori sovrani europei. Le prime rivolte scoppiano sullo Stretto sia a Reggio, sia a Messina. La calma fu riportata dall’intervento dell’esercito, che però non spense del tutto i focolai, anche a causa della partecipazione alle rivolte di magistrati come Carlo Poerio. In seguito, dopo che gli altri governanti della penisola avevano dato segni di liberalità, Ferdinando II di Borbone, re delle Due Sicilie, fu invitato da un manifesto firmato “Gl’Italiani dell’Unione” a fare di più per l’Italia. Si dice che i rivoluzionari volessero affidare a Ferdinando II il compito di unificare la penisola. Fu invece un tranello, visto che l’Unità d’Italia era solo un modo per distruggere il Regno delle Due Sicilie, che metteva in pericolo la sovranità economica del capitalismo anglo-sassone. Il Risorgimenti aveva quindi lo scopo di annientare le Due Sicilie, per lasciare via libera al business planetario della Gran Bretagna. La richiesta dei rivoluzionari era la costituzione, attraverso la quale il re perdeva gran parte del suo potere; veniva formata una Guardia Nazionale per difendere le riforme; veniva concessa la libertà di stampa: i mass media, nelle mani dei massoni, potevano essere molto pericolosi per i sovrani.

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