CAIVANO – Stamattina si dovevano decidere le sorti della politica caivanese. Il Presidente della prima sezione civile Dott.ssa Paola Bonavita insieme al giudice Dott.ssa Valeria Rosetti e al giudice relatore Dott.ssa Nadia Zampogna avevano accolto l’istanza dell’Avv. Michele Emiliano difensore dell’ex assessore Falco e di Orazio Abbamonte luminare del diritto civile ingaggiato dall’ex sindaco Simone Monopoli, dove avevano richiesto gli atti desecretati sui quali fondano le accuse da parte del Ministero riguardo l’incandidabilità di Simone Monopoli, Luigi Falco, Pinto e Celiento e avevano fissato per oggi l’udienza per ascoltare le difese dei quattro accusati. Alla fine dell’udienza si sono riservati di deliberare poiché il Ministero è risultato inadempiente.

In aula non erano presenti né l’avvocatura del Ministero degli Interni e né elementi della Prefettura, ma non solo, il Ministero degli Interni non ha fornito ai difensori gli atti secretati e la relazione libera da omississ, così come da richiesta accolta dal collegio dei giudici. In poche parole, ad oggi chi viene accusato non sa e non conosce l’impianto sul quale è stata costruita l’accusa e né tanto meno chi accusa ha avuto il coraggio di presentarsi in aula.

Tutto in discesa praticamente per i quattro dichiarati incandidabili dal Ministero degli Interni, visto che solo un capovolgimento di fronti, basato su motivazioni a tutti sconosciute potrebbe far pendere la bilancia verso un’incandidabilità. Eppure in quel caso gli accusati non dovrebbero demordere, poiché laddove fossero raggiunti da un verdetto ingiusto – visto come stanno le cose – dovranno essere determinati nel ricorrere alla Corte di Appello.

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