Tra le guerre più famose della storia, in particolare di quella antica, ci sono le guerre puniche: combattute tra l’allora potenza marittima Cartagine e Roma, i cui eserciti avevano conquistato quasi tutta la penisola italiana fino all’Appennino Tosco-Emiliano. Le guerre puniche furono tre.
Causus belli: Il vero artefice di queste guerre fu un certo Gerone II, re di Siracusa, il quale aveva ottenuto questo titolo dopo aver sconfitto i Mamertini, mercenari campani costretti a rinchiudersi a Messina. I Mamertini chiesero aiuto sia ai cartaginesi che ai romani. A causa della rivalità tra le due potenze, dopo la guerra con Pirro, non era possibile che si alleassero contro un unico nemico per aiutare i Mamertini.
Prima guerra punica: Poiché si sentirono minacciati dalla presenza cartaginese in Sicilia, dopo varie indecisioni, Roma organizzò una spedizione militare guidata da Appio Claudio Cadice, che attraversò lo stretto. Roma e Cartagine, che insieme avrebbero dovuto aiutare i mercenari campani, finirono per scontrarsi tra loro. La guerra si divise in due fasi: una detta guerra sulla terra e l’altra detta guerra per mare.
Per rendere il tutto più semplice e ridotto, mi servirò di una cronologia, raccontandovi la guerra anno per anno, lasciandomi aiutare dall’Atlante Storico Garzanti.
264: L’Esercito romano, comandato dal console Appio Claudio Cadice sbarca in Sicilia. I romani vincono la battaglia di Messina sconfiggendo i siracusani e poi i cartaginesi.
263: Arrivano i rinforzi romani comandati dal console Manio Valerio Massimo Messalla. Gerone II si allea con i romani.
261: Dopo sette mesi di assedio i romani sconfiggono i cartaginesi, che riescono a scappare da Agrigento. In seguito i romani costruiscono una flotta per combattere il dominio navale di Cartagine. 100 quinqueremi e 20 triremi.
260: Viene combattuta la battaglia delle Isole Lipari, prima battaglia navale. I romani del console Gneo Cornelio Scipione vengono sconfitti. In seguito Gaio Duilio vince la battaglia di Milazzo grazie all’aiuto dei “corvi”, che permettono di abbordare le navi nemiche e di combattere sui loro ponti.
259: I romani attaccano La Sardegna e la Corsica, conquistando Alalia.
258: I romani sconfiggono, durante la battaglia di Sulci Tirrenica, l’ammiraglio cartaginese Annibale Giscone.
256: Si combatte presso Capo Ecnomo la più grande battaglia navale dell’antichità, che vede Roma sconfiggere Cartagine. La flotta romana è comandata dai consoli Lucio Manlio Vilsone e Marco Atilio Regolo. Le truppe romane sbarcano in Africa ed espugnano Tunisi. Nonostante la richiesta di pace da parte di Cartagine, la guerra prosegue.
255: Battaglia di Tunisi. I cartaginesi, guidati dallo spartano Santippo sconfiggono i romani, grazie alla cavalleria e agli elefanti. Durante la fuga, la flotta romana viene distrutta da una tempesta.
254: Dopo aver costruito una nuova flotta, i romani conquistano Palermo. I cartaginesi contrattaccano, ma grazie a Cecilio Metello Roma conquista ben cinque città.
251: I cartaginesi, guidati da Asdrubale Maior, vengono sconfitti a Palermo, ma riconquistano Agrigento.
249: Battaglia di Trapani. Roma perde la sua flotta. In seguito a questo disastro, Aulo Atilio Calatino diviene dittatore di Roma e si reca in Sicilia.
242: Dopo varie scaramucce di poco conto, alle quali partecipò anche Amilcare Barca padre di Annibale, di cui parlerò in seguito, i romani ricostruiscono una flotta e conquistano Trapani.
241: Termina la prima guerra punica in seguito alla decisiva vittoria di Roma nella battaglia delle Egadi.
Finita la guerra, Roma divenne la maggiore potenza del Mediterraneo. Le perdite umane furono pesanti per entrambi i contingenti: centinaia di migliaia di caduti. Tra le condizioni di pace alle quali Cartagine dovette sottostare ci sono: evacuare la Sicilia, perdere il controllo del Mediterraneo, pagare una pesante indennità di guerra.

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