Paolo Crepet: “DITE MILIONI DI NO AI VOSTRI FIGLI”

di Monica Cartia

Il professor Paolo Crepet, celebre psichiatra, educatore, sociologo e autore di numerosi libri e pubblicazioni, è un grande esperto in tema di dinamiche sociali.

L’ho intervistato per Minformo su alcuni temi scottanti.

1. Professor Crepet, le tabelle del recente rapporto Censis ci parlano di un cattivismo molto diffuso tra gli italiani. Lei che cosa ne pensa?

Non ho mai avuto un giudizio positivo sugli italiani, non li ho mai considerati buoni: pensiamo alle colonie, agli anni in cui abbiamo ammazzato bambini e stuprato le donne, pensiamo al fascismo ed alle leggi razziali. Quando è mai esistito il buonismo?

2. A proposito di cattiveria e di violenza, tanti femminicidi purtroppo purtroppo segnano questa nostra epoca. Spesso ad uccidere è il compagno, fidanzato, amante. Ma noi donne ci innamoriamo degli uomini sbagliati?

Credo siate molto tolleranti nei confronti della violenza. La violenza sulle donne è sempre esistita, comunque. Oggi si denuncia finalmente, ma non abbastanza perché le donne devono confrontarsi con il mondo della giustizia che è ancora prevalentemente fatto di giudici maschi, che ragionano e giudicano da maschi. Dunque voi donne fate ancora molta fatica ad essere ascoltate e me ne accorgo ogni giorno nel mio lavoro, ascoltando donne.

3. Io sono convinta che gli uomini non abbiano digerito la nostra acquisita parità. E’ corretto, professore?

Certamente, ma non solo gli uomini. Rifletta: dietro ad ogni uomo c’è una donna ossia sua madre, la madre di quell’uomo. Non facciamo sciocche divisioni tra uomini e donne, si tratta di una questione culturale: ci sono mamme che insegnano il rispetto ai propri figli maschi, altre mamme non lo fanno. Punto. La figura materna ha dunque un ruolo fondamentale.

4. Professore, in che condizioni è la famiglia oggi?

La famiglia oggi è poca roba. Anni fa scrissi un libro dal titolo profetico, SFAMIGLIA, un titolo che prevedeva ciò che oggi è palese e ne siamo tutti responsabili. Mi spiego meglio: chi guida ad alta velocità e poi va a sbattere è artefice di quell’azione finale. Il cambiamento è stato voluto da tutti: abbiamo voluto la parità dei sessi come era giusto che fosse, abbiamo voluto che le donne che lavorassero ed era giusto, abbiamo voluto non fare più figli a vent’anni ma a quaranta. Ecco, la famiglia di oggi è il risultato di tutto questo.

5. Vorrei affrontare anche l’argomento scuola con lei, professore. In particolare le chiedo di esprimersi sulle aggressioni sui docenti, rei di aver messo dei voti bassi, da parte di alcuni genitori.

Tutto è nato con i Decreti Delegati, sono stati una follia, perchè hanno messo sullo stesso piano genitori ed insegnanti. 

6. E noi docenti, secondo lei, che cosa dobbiamo fare?

Continuate a dare voti bassi, a fare il vostro dovere. I genitori non si accorgono che proteggere i figli equivale a non farli crescere, Lei ha mai visto un contadino mettere una pianta da frutto sotto ad una quercia? 

7. Giustappunto, prof, lei si è espresso sui quarantenni definendoli “degli eterni adolescenti”.

Certamente, è proprio così. Viziati e coccolati, mammoni.

8. Che consigli darebbe ai genitori?

Fate i genitori, non delegate i nonni, due genitori sono più che sufficienti. Crescete i figli con le regole, dite loro milioni di no, se necessario. Poi, quello che diventeranno e come saranno, dipendono dalle scelte che faranno, dalle persone che incontreranno, dagli amori, dal lavoro. Ma noi intanto dobbiamo fare il nostro dovere.

9. Anche i prof, quindi.

Certo, sennò che insegnanti siete? Si ricordi che l’insegnante liquido è inguardabile, io la penso alla vecchia maniera. I ragazzi devono alzarsi in piedi quando l’insegnante entra in classe e non è questione di autoritarismo, ma di autorevolezza. Devono capire che il docente è una persona che è lì per farli diventare più colti, più educati e più capaci di stare al mondo e devono ringraziarla. Ecco perché sotto alla cattedra deve esserci la pedana. La falsa democrazia per cui siamo tutti uguali ha generato enormi disastri.

10. Nel suo ultimo libro intitolato Passione, lei ha creato un inventario di storie e riflessioni, che ruotano attorno a questa parola sacra, in tutte le sue accezioni.

Sì, è un libro che ritengo molto utile sia per i docenti sia per i ragazzi. La passione è il senso della vita, tanti esseri umani hanno perso la passione e si sono rovinati. Vedere tanti adolescenti ubriachi mi fa pensare che sono figli di persone che hanno perso la passione. Si ricordi, la passione è l’elisir della vita.

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