Dovevamo attendere (dopo millenni di cultura, la Magna Grecia, svariate dominazioni, un regno tra i più importanti della storia) un insegnante di educazione fisica milanese per capire che siamo tutti dei “ricottari”: un oscuro funzionario, che con uno sguardo livido, torvo, carico di astio è calato dalle Alpi per dirci, in casa nostra, che non facciamo una mazza dalla mattina alla sera.

Con buona pace di tutti quei bambini festanti che lo aspettavano per salutarlo, in una scuola tirata a lucido e a dispetto di tutti quei docenti che si impegnano quotidianamente senza sosta, a fronte di uno stipendio da fame, tra i più bassi del mondo civile e scolarizzato, per dare a questo Paese di “sfrantummati” una classe dirigente all’altezza. La politica locale: non pervenuta!!!

Non c’è che dire: uno dei più vuoti stereotipi, che ha sempre cavalcato il partito del Carroccio, che oggi tutti acclamano come il nuovo partito dei “moderati”: il partito dei duri e puri; con svariati milioni di euro da restituire ai contribuenti, ma pur sempre puro per carità.

Per cultura familiare e personale non sono mai stato d’accordo con il Sindaco di Napoli: altrettanto livido e spocchioso, demagogo e populista, ha però saputo, questa volta, riconoscere quello sguardo negli occhi del ministro; era lo sguardo di un saccente, che viene a fare la sua lezioncina, rivolto ad una platea di “sfessati”, convinto di una sua superiorità morale; un marchese del Grillo post litteram, ma pur tuttavia senza avere la simpatia e la cultura del mitico nobile romano del capolavoro di Monicelli.

Ma è vero, siamo colpevoli: non ci siamo mai impegnati!

E’ vero, non siamo mai stati buoni a cacciare a calci nel culo questi politici e chi li ha portati nella nostra terra! Questa è la nostra colpa più grande!

E non credo che ci riusciremo. Fin quando il voto non sarà realmente libero.

Lino Casobbico

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