CASAVATORE – Sempre più accesi i colori di questa fervida campagna elettorale che sembrava aver preso l’avvio con tinte piuttosto anonime: il confronto al vetriolo tra i candidati alla carica di Sindaco, approdato alla rete su gruppi social e web tv, ha messo a nudo antichi veleni dagli effetti per nulla mitigati dal trascorrere degli anni. In un faccia a faccia tra i due ex amministratori di lungo corso è emersa prepotentemente una chiara volontà di riscatto personale che sembra non avere nulla a che vedere con gli interessi della collettività. Una totale assenza di temi, proposte e soluzioni tristemente precipitate sul fondo di una sterile polemica sugli effetti di amministrazioni alternatesi negli anni a cavallo del terzo millennio, le cui drammatiche conseguenze sul territorio sono ancora ben visibili. Tra assenti più o meno eccellenti, orgogliose autocelebrazioni e colorite accuse di inettitudine la voce fuori dal coro, ancora ostinata a parlare di temi e visioni politiche a lungo termine, rimane quella dell’unico candidato mai cimentatosi nell’azione amministrativa. Presupporre una reale innovazione, del resto, mettendo in scena attori dai costumi ormai consunti e con il solito vecchio copione appare impresa assai ardua: l’utilizzo, poi, di figure collaudate migrate dalle precedenti compagini pur diversamente assortite, rischia di mettere nuovamente in serio pericolo la salute del piccolo Comune a nord di Napoli, già provato da oltre due anni di gestione Commissariale. Le dichiarazioni del candidato più attempato, poi, di evidente vicinanza con le legioni politiche Casoriane e i vertici di palazzo Santa Lucia caratterizzeranno senz’altro le scelte dell’azione governativa, a cominciare dai papabili componenti della Giunta, con quali conseguenze è difficile immaginare, mentre dal lato opposto si delinea il ritorno in grande stile di ulteriori fiumi di cemento. In questo marasma, restano la scelta antimeridionale della Lega e delle destre unite per l’occasione e quella del Movimento Cinque Stelle. Tra poche ore, per fortuna, si vota.

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