Esaurito il tempo delle promesse, sfumato l’eco delle sontuose libagioni e dei luculliani banchetti, entra nel vivo, in attesa del ballottaggio che decreterà la nuova classe dirigente, la campagna elettorale nel Comune di Casavatore sciolto, giova ricordarlo, per infiltrazioni camorristiche, ed emerge forte la vera natura delle forze politiche in campo. Manifesti che non passano certo inosservati, quelli che citano i protagonisti della storia amministrativa del Paese giocando sui cognomi e su presunte responsabilità. Le risposte non si fanno attendere, con gli attacchi tanto violenti quanto sgrammaticati sferrati a mezzo social da qualcuno degli interessati. Un clima avvelenato, ai limiti della querela, che lascia presagire una battaglia all’ultimo voto che terrà accuratamente, ancora una volta, i temi e le necessità del Paese fuori dalla competizione, con i cittadini sempre più spettatori inermi di una guerra che si preannuncia lunga e sanguinosa, e che lascerà sul terreno soltanto la BUONA POLITICA, quella VERA, e con essa i bisogni della comunità. A meno di altre sorprese, l’appuntamento è per il 9 giugno. Che pure arriva, statene certi.

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