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Casal di Principe

CASAL DI PRINCIPE. In carcere per pizzo parenti del boss Iovine

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CASAL DI PRINCIPE: Questa mattina c’è stato un arresto di tre persone per via di un estorsione per conto del clan dei casalesi che sono stati finalizzati e controllati per la vendita di un caffè e delle attività di grossi cantieri edili nell’agro aversano. In alcuni territori è stata fatta un’ordinanza Cautelare dai militari di Caserta nei confronti di Claudio Giuseppe di 42 anni che ora è diventato un detenuto. Finiscono in manette anche sua moglie la figlia di Luciano Gargiulo detto anche “Calimero” e il fratello. Tutt’e tre colpevoli per delitto di tipo mafioso.

L’attività investigativa è iniziata grazie a Claudio Virgilio che ha ammesso di aver estorto del denaro per conto del capo del clan. Nonostante la cattura di Claudio colui che era in carcere ovvero Claudio Giuseppe ha continuato a fare lo stesso progetto grazie al fratello e alla figlia di Calimero quindi grazie alle dichiarazioni di alcuni collaboratori  è contestato di essere divenuto uno dei nuovi soggetti di riferimento del clan “dei Casalesi” nei territori di San Marcellino, Frignano e Villa di Briano, ma era pronto ad estendere il suo potere camorristico anche in altri territori.

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Casal di Principe

Casal di Principe: fanno il pieno, poi picchiano il benzinaio e scappano senza pagare

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Attimi di tensione alle 7 di questa mattina presso un’area di servizio lungo via Circumvallazione a Casal di Principe. Due individui, come si legge su Edizione Caserta, hanno prima effettuato il rifornimento come tutti i clienti, poi al momento di pagare hanno aggredito l’addetto del distributore malmenandolo prima di scappare.

Sul posto sono intervenuti i carabinieri della Compagnia di Casal di Principe che conducono le indagini del caso per risalire all’identità dei due malintenzionati. Decisive potrebbero essere le immagini delle telecamere di sorveglianza presenti sul posto.

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Casal di Principe

Agnese morta di Covid, ma è un errore dell’ospedale: i familiari avevano organizzato il funerale

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Sembra una resurrezione, ma non è altro la conseguenza di tanta confusione. Per Agnese Grimaldi, 52enne di Casal di Principe, è stato dichiarato il decesso dall’ospedale Covid Hospital di Maddaloni. In realtà, però, la donna era viva. Inizia tutto quando la struttura sanitaria, impegnata nella lotto contro il virus, chiama i familiari e dà a loro la tremenda notizia: Agnese non ce l’ha fatta.

Dopo i primi momenti di sconforto iniziano le chiamate alla ditta di onoranze funebri per l’organizzazione dei funerali ed i manifesti da esporre tra le strade. Arrivano anche le condoglianze e la data dei funerali, prevista per le 11:30 di questa mattina. Quando la ditta arriva al Covid Hospital, però, la piacevole sorpresa: la signora Agnese è viva. I familiari, sbigottiti ma anche infuriati per l’errore dell’ospedale, provano a capirci qualcosa. Ci vorrà però poco, in realtà, per realizzare quanto accaduto.

Tra la “falsa” morte e la comunicazione reale sarebbero passate 5 ore. I parenti stanno valutando la possibilità di presentare denuncia per il grave errore commesso.

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Casal di Principe

“Ogni colpo della ruspa è una pugnalata al cuore”. Iniziano le demolizioni a Casal di Principe

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CASERTA – E’ iniziata la fase demolitiva degli immobili abusivi siti in Casal di Principe nella provincia di Caserta.

Nella zona di via Ancona le abitazioni sono per la maggior parte tutte abusive, a causa dell’assenza di un piano regolatore il ventennio passato, quando furono edificate.

Allora non vi erano strumenti urbanistici né la coscienza urbanistica dei giorni nostri. A dimostrazione di quanto detto possono essere citate le strade della zona che non solo non rispettano le dimensioni previste per legge, ma non sono asfaltate.

Nonostante la protesta dei residenti, che ha allontanato la data dell’abbattimento, quest’oggi sono arrivate le ruspe. La resistenza degli abitanti è stata del tutto inutile, i lavori sono iniziati e ciascuno ha dovuto lasciare per sempre la propria dimora.

Sconforto e frustrazione per i visi tristi dei residenti che hanno assistito alla demolizione della loro casa, del loro rifugio.

“Ogni colpo della ruspa è una pugnalata al cuore” dice la proprietaria di un altro stabile vicino, pure abusivo. “Tanti sacrifici inutili”.

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