AFRAGOLA – Erano già nell’aria, seppur gli indagati del caso Conad, l’hanno scampata alle varie richieste di carcerazione da parte del PM Giovanni Corona, erano ben consapevoli che almeno il processo lo dovevano subire e adesso la palla passerà al giudice che dovrà stabilire se le accuse sono fondate o meno.

Ma se da un lato Aniello Baia (assessore alla Polizia Locale, Politiche Sociali e Cimitero), Aldo De LucaAntonio IazzettaGiovanni NapolitanoAlessandra Iroso (dipendenti comunali), Gennaro Giustino (Consigliere comunale di opposizione), Giovanni Giglio (vicesindaco della giunta Tuccillo) e Antonio Arena sono innocenti fino al terzo grado di giudizio, dall’altro lato si alza una questione etica e morale, poiché è intrinseco che un soggetto politico debba essere da esempio verso il popolo, mantenendo un comportamento ligio e integerrimo.

E se la questione morale può solo sfiorare di striscio chi in questa consiliatura non ricopre ruoli di amministrazione o di gestione, la cosa si mette male specialmente per Forza Italia che in giunta esprime proprio Aniello Baia che ha in seno tre delle deleghe più importanti dell’intero esecutivo. Ecco a questo punto gli afragolesi si domanderanno quali saranno le posizioni del sindaco Grillo e dei Consiglieri Fusco, Caiazzo, Bassolino e Izzo in merito alla questione? È giusto secondo loro mantenere un imputato in giunta con la consapevolezza di continuare a farlo amministrare la città come se niente fosse accaduto?

Logicamente la questione morale non si ferma solo all’esecutivo ma si estende anche ai settori comunali e anche lì si attenderanno le varie mosse del sindaco Grillo. Come per coincidenza l’altra imputata la dott.ssa Iroso è a capo del settore di cui è proprio assessore il Baia, quindi la domanda che sorge spontanea è la seguente: È giusto che a capo delle politiche sociali, sia dal punto di vista degli indirizzi che dal punto di vista della gestione, ci siano due rinviati a giudizio? Come se il settore delle Politiche sociali non fosse già attenzionato dalla Magistratura.

In sostanza, i consiglieri azzurri di Afragola non possono sottrarsi a delle risposte che la cittadinanza impone ma sarà anche nel loro diritto, ovviamente, rivendicare di contro, proprio la stessa questione morale e chiedere lumi al sindaco sul motivo per il quale si sia mantenuto nella stessa giunta un altro imputato come Camillo Giacco –  sotto processo per favoreggiamento verso lo zio ex senatore Vincenzo Nespoli già condannato in secondo grado di giudizio a 6 anni di reclusione per la vicenda fondi “La Gazzella” in favore di “Sean” società di cui il nipote era amministratore – attualmente assessore con le deleghe all’Igiene Urbana e RSU,  Edifici Pubblici e Scolastici, Rete viaria cittadina, Rete fognaria e metanodotto cittadino, Rete pubblica illuminazione, Verde pubblico e Parchi cittadini, Trasporto pubblico locale, Parcheggi pubblici e segnaletica stradale, Arredo e decoro urbano, Parco auto.

A questo punto si renderà necessario un serio rimpasto di giunta, visto che tra Camillo Giacco e Aniello Baia il sindaco, sempre se decide di far sua la questione morale, sarà costretto a revocare metà delle deleghe formanti l’esecutivo. Poi, in un ipotetico rimpasto di giunta sarebbe intrigante sapere come si comporterà il duo di “Campania Libera”. Se confermeranno o meno la propria assessora che oltre ad essere dichiaratamente un soggetto politico di destra, con la sua figura, al tempo della foto con Salvini creò non poco imbarazzo per i problemi giudiziari del marito.

Che non siano proprio questi i problemi che hanno attanagliato il sindaco e costretto alle dimissioni, salvo poi, con un colpo di reni, ritirarle per un senso di responsabilità verso la città e gli elettori che l’hanno votato viste le imminenti scadenze obbligatorie che si apprestano ad arrivare? Allora il tutto va messo in discussione. Anche il comportamento silente del primo cittadino in questi giorni.

Infatti, da indiscrezioni raccolte in esclusiva da Minformo, pare che una nuova deadline sia scandita proprio dalla possibilità che i vari consiglieri daranno al sindaco di poter fare o meno pulizie all’interno del proprio esecutivo.

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