ROMA – Una cosa su tutte era certa: Salvini non se ne stava con le mani in mano guardando dalla tv di casa come il Conte bis oggi incassava la fiducia a Palazzo Chigi. La vera partita si gioca domani al Senato e questo lo sanno tutti, sia il M5S con il PD che il leader del carroccio. Da un lato c’è già chi parla di compravendita di senatori a mo’ di Prodi bis. La verità la sapremo solo domani quando vedremo se i grillini ortodossi manterranno ancora vivo il loro odio per il partito di Bibbiano e LeU con la Bonino manterranno fede a quanto dichiarato pochi giorni fa.

Intanto Salvini prova a rigonfiare il petto dal palco di Piazza Montecitorio davanti a migliaia di persone puntando il dito verso il governo da lui battezzato di “poltronari” e lo fa riferendosi a chi le poltrone le riscalda da appena sei anni e fino all’altro ieri erano suoi alleati e che se non lo sono più è per colpa del suo colpo di testa avuto quel famoso 8 agosto sul lido Papeete di Milano marittima.

Insomma uno spettacolo desolante, vedere tante braccia destre tese e mani che impugnavano il rosario scese in piazza in difesa della Costituzione Italiana che è laica e antifascista per natura.

Se è vero che il messaggio di Salvini è cambiato da quel famoso Pontida 2009 allora è bene che glielo si comincia a dire anche ai suoi seguaci.

Il consenso della Lega dalla sfiducia ad oggi è vorticosamente sceso di 7 punti percentuali e siamo sicuri che facendo opposizione verso un governo, da sempre impopolare, senza aver avuto il tempo di dimostrare di poter mantenere quanto promesso, si possa risalire la china ma mai al punto di poter governare l’Italia da soli in tutta tranquillità e per farlo bisognerà rivolgersi a quell’elettorato liquido che aborra la violenza e il fascismo.

La Lega dovrà essere costretta, specialmente al Sud, dove ci sono migliaia di elettori traditi dal Movimento 5 stelle, a raddrizzare il tiro. Non si governa un Paese che ha subito la violenza del ventennio con la forza, fortunatamente quel sentimento agli italiani fa ancora paura e se oggi in piazza ne sono stati tanti a rispondere presente, la strada per la Lega è ancora tutta in salita.

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