AFRAGOLA – Gli eventi che si stanno susseguendo sul territorio afragolese non aiutano il sindaco. Da sempre il primo cittadino è impegnato a mantenere saldi gli equilibri di una coalizione troppo eterogenea per convivere senza alcuno intoppo. Non c’è dubbio che il lavoro fin qui svolto dal primo cittadino per evitare grandi scissioni lo ha svolto sempre nella piena serenità e pacatezza. Due valori che stando ai problemi che comincia a presentare la città vanno via via affievolendosi ed è così che comincia a far capolino il nervosismo fino al punto da sfociare in alterchi abbastanza rumorosi.

Stavolta l’amministrazione è a rischio rimpasto. Da più gruppi si alza la richiesta di un azzeramento di giunta, visto il palese immobilismo di quest’amministrazione. Il sindaco però rimane ancora ostaggio di regole e dogmi dettati da un tipo di politica che fu. I problemi che non riescono a far ragionare con lucidità sono due: l’abusivismo edilizio dove il 5 novembre è stata fissata la data per il terzo abbattimento e la questione più grande tenuta dalla politica e che il sindaco paga lo scotto di essere il capo di una coalizione troppo eterogenea.

Forza Italia fila dritto per la sua strada, anch’esso chiede che l’amministrazione dia delle risposte alla città con un azzeramento dell’esecutivo. La Lega ha presentato un documento dove chiede al sindaco un tavolo operativo e discutere dei problemi della città, non disdegnando l’azzeramento della giunta, visto che i rapporti tra zio e nipote sono ai minimi storici. Il documento è stato fortemente voluto dall’ex senatore in persona ed è stato indirizzato direttamente nelle mani del primo cittadino.

La notizia più eclatante, invece, arriva dal mondo della società civile se così si può chiamare. A quanto pare, dopo l’assenza ingiustificata all’ultimo Consiglio comunale, Biagio Montefusco, annusato l’odore di una crisi irreversibile, tenta di ritagliarsi di nuovo quel ruolo di leadership che nessuno gli vuole riconoscere, cercando di fare da paciere tra le parti. Ricordiamo ancora quando lo stesso Montefusco si fece promotore di un incontro di maggioranza, andato in fumo perché beccato dalla redazione di Minformo in un bar rinomato della città, intento a prendere appunti dall’ex senatore Vincenzo Nespoli.

Il cerchio si stringe e dopo aver chiesto che si tenesse un Consiglio straordinario sulla questione abbattimenti, il sindaco Grillo deve, per forza di cose, prendere la situazione tra le mani e cercare di dare risposte serie alla città. Non fosse per il fatto di non essere considerato complice dell’immobilismo con la convinzione di non dover o poter cambiare la giunta con una squadra più competente.

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