Parte il nuovo corso della Lega in Campania. Al Cinema Metropolitan a Napoli Salvini “battezza” il Carroccio. Con tanto di uomini e struttura. Così com’è stato ampiamente previsto nei giorni scorsi, l’ex vicepremier affida il timone regionale a Nicola Molteni. Una figura vicinissima al leader leghista e non ingombrante sul piano politico. Ma che gli permetterà di avere il controllo scientifico sul reclutamento che il partito adotterà sui territori campani nei prossimi giorni. Proprio così. La verità come sempre sta nel mezzo. Perché al di là delle dichiarazioni di facciata rese alla stampa, la kermesse napoletana stabilisce un criterio politico ignorato da molti addetti ai lavori. Salvini non vuole problemi di nessun genere in Campania. Etici e giudiziari. Ed intende avere l’ultima parola sulle liste per le elezioni regionali e, di conseguenza, sui “generali” con tanto di truppe attraverso cui la Lega maturerà la sua formazione partitica nei prossimi tempi.

In altre parole Molteni, originario della provincia di Como (e non è un caso che l’ex Sottosegretario agli Interni non sia espressione del territorio campano) rappresenta lo strumento più congeniale per inaugurare quel nuovo corso tanto atteso (ed anticipato da noi di Minformo) dagli elettori leghisti che alle ultime elezioni europee hanno votato in massa il partito in Campania. Finita qui? Nemmeno per sogno. Facciamo un piccolo passo indietro. Negli ultimi mesi si è tanto parlato della deputata afragolese Pina Castiello o dell’europarlamentare Valentino Grant, originario di Casagiove, alla guida del partito in regione. Niente da fare. Una nomina, quella di Molteni, che va in direzione diametralmente opposta e che, a questo punto, puzza di bocciatura per i due esponenti campani. Pane al pane, vino al vino. Salvini ha preferito affidarsi ad un suo fedelissimo per tingere di verde la Campania anziché rivolgersi all’attuale truppa leghista. Non a caso nei prossimi giorni 10-15 giorni Nicola Molteni nominerà i segretari provinciali (Napoli, Caserta, Avellino, Benevento, Caserta) i quali, a loro volta, nomineranno i coordinamenti cittadini. Nel giro di un mese, o al massimo due, la Lega avrà una propria identità distinta e distante dai tratti estremisti che una certa sinistra, e soprattutto certi personaggi che navigano attorno al progetto leghista in cerca di visibilità, desidera come il pane diventando, nei fatti, un partito moderato di stampo cattolico. Si scrive Molteni, si legge Salvini. La “democristianizzazione” della Lega in Campania è appena cominciata.

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