NAPOLI – In Campania esiste ancora un’incognita sulla possibilità di avere un accordo PD-M5S. Il partito pentastellato si è rifugiato nel risultato di Rosseau per decidere chi doveva essere il proprio candidato alle prossime Suppletive in Senato e le preferenze degli iscritti – 708 su 1974 – sono ricadute su Luigi Napolitano.

Valeria Ciarambino, nome proposto da Roberto Fico, fa un passo indietro e lascia il campo al compagno di studi di Luigi Di Maio – così si allarga ancora di più il cerchio magico di “Pomigliano d’Arcore” – così la partita per le regionali è ancora aperta. Lei, fedelissima del Ministro degli Esteri e da sempre accanita detrattrice del Governatore De Luca non potrebbe mai avallare un accordo giallorosso anche all’ombra del Vesuvio, di conseguenza si torna a lavorare ai tavoli diplomatici dei moderati dei vari gruppi politici.

Un altro gruppo politico intento a prendere le distanze dall’attuale governatore è quello di Italia Viva, rappresentato in Campania da Gennaro Migliore attuale deputato e Sottosegretario di Stato al Ministero della giustizia nei governi Renzi e Gentiloni. Infatti da indiscrezioni raccolte in esclusive da Minformo, pare che a differenza di altri territori dove il neopartito fondato da Matteo Renzi ha deciso di non concorrere e/o di formare liste, in Campania potrà avere un ruolo determinante ai fini della formazione di una coalizione di centrosinistra.

Sempre da indiscrezioni raccolte, addirittura dietro le scelte di Gennaro Migliore ci sia la longa manus di Andrea Orlando che da vicesegretario del PD non potrebbe navigare contro il governatore uscente del proprio partito alla luce del sole e si servirebbe quindi del deputato renziano per proporre sul tavolo della sintesi il nome Raffaele Cantone, Presidente dell’ANAC (Associazione Nazionale Anti Corruzione), originario di Giugliano in Campania e magistrato autorevole.

Il disegno di Italia Viva è chiaro: far fuori il governatore De Luca, affidarsi ad una figura autorevole come Cantone e tentare di raggruppare il centrosinistra in un’unica coalizione.

Attualmente, l’attuale Presidente della Regione, nonostante il buon lavoro dimostrato in questi cinque anni, a partire dall’uscita della Sanità dal Commissariamento, il piano di lavoro e la stabilizzazione dei precari, è ancora vittima del fuoco amico. Segno evidente che la politica in Campania è ancora lontana dalle vere necessità del popolo ed è ancora aggrovigliata negli affari di palazzo.

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