AFRAGOLA – Il Sindaco Grillo perde i pezzi. La mozione di sfiducia si gioca fuori dall’aula per mancanza di numeri. Il PD ha fatto sapere il motivo ufficioso per cui non intende aderire all’iniziativa promossa dai gruppi di “A viso Aperto” e M5S e così si sta tentando di stanare tutti quei soggetti che pur sedendo tra i banchi della maggioranza fuori dall’aula, nei corridoi di Palazzo Moriani e sul marciapiede criticano aspramente l’operato del Sindaco Grillo.

A questo gioco al massacro non ci sta Vincenzo De Stefano e per non apparire uguale ai suoi ex colleghi di maggioranza prende immediatamente le distanze da essi, comunicando la sua adesione alla mozione di sfiducia così da non lasciare adito ad equivoci.

Da indiscrezioni raccolte in esclusiva da Minformo il Consigliere De Stefano, appena in aula, ribadirà il suo ruolo di capogruppo di Democratici Popolari per Afragola e del fatto che da solo abbia preso questa decisione senza che la sua collega Dora Moccia, pur condividendo le stesse idee, perché da sempre non presa in considerazione né dal primo cittadino né dall’intera amministrazione, non segue il suo collega di partito preferendo che la cosa si consumi sotto le distrazioni di tutti gli addetti ai lavori.

Non si comprende ancora l’atteggiamento della Consigliera Dora Moccia né si riesce a capire se in realtà le voci che arrivano a riguardo la non partecipazione e la non considerazione siano del tutto vere visto che in aula continua, imperterrita, ad alzare la mano in favore di chi, oggettivamente, sta ancora a badare agli equilibri delle prebende e che ad oggi non ha alcuna programmazione né sul debito pubblico dichiarato e né, in totale ritardo, ha ancora preparato atti preliminari al bilancio del prossimo esercizio.

Di seguito riportiamo le dichiarazioni del Consigliere Vincenzo De Stefano:

“Purtroppo l’amministrazione guidata dal sindaco Grillo è arrivata al capolinea: sono pronto a firmare la mozione di sfiducia insieme alle opposizioni – lo afferma il consigliere comunale di Afragola Vincenzo De Stefano – l’ assenza totale di qualsiasi tipo di confronto politico democratico e l’assoluto abbandono in cui versa la città che mi onoro di rappresentare in Consiglio, mi ha fatto intraprendere questa difficile ma necessaria scelta. La città – conclude il consigliere – ha bisogno di una svolta e degli uomini giusti per uscire dalla crisi politico-amministrativa in cui si trova. “.

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