AFRAGOLA – Al netto della cattiva e confusionaria gestione dell’emergenza coronavirus che vede il comune di Afragola insieme a quello di Casoria a rischio isolamento, ci sono tante cose da registrare ma per il delicato momento che la gente sta vivendo le conserviamo per quando tutto sarà finito, quando sarà tempo di tirare le somme. Tra ordinanze fatte e ritirate, conferenze stampa pilotate, protezione civile politicizzata e mancanza di controlli sul territorio la confusione è lampante e con l’ultima ordinanza, dove il sindaco memore degli errori già commessi si è meglio documentato scoprendo anche i codici Ateco, si può benissimo asserire che anche quest’ultima è figlia dell’inconsapevolezza e dell’incompetenza. Non si può pensare di arginare il problema sul territorio sostituendosi al Premier Conte o alla sua equipe di esperti, scimmiottando il Governatore De Luca e apportando maggiori restrizioni. C’è da domandare, invece, al Comandante della Polizia Locale quante multe ha sollevato e se è stato in grado di individuare gente che un giorno si e l’altro pure è stato fermata e pizzicata senza reale motivazione a bivaccare per strada.

Ecco, al posto di stare lì continuamente ad inserire all’ordine del giorno in giunta il passaggio a tempo pieno delle nuove leve, ci si cominci a domandare in che modo vengono impiegate e se il loro lavoro apporta benefici alla comunità. Ma non è di questo che voglio parlare oggi, c’è una cosa molto più grave che l’incompetenza o la mala fede di quest’amministrazione ha perpetrato sui buoni pasti agli occhi non vigili di chi per la testa, oggi, ha un solo pensiero: cercare di mettere il piatto a tavola.

Come tutti sanno oramai, col Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, il Premier Conte il 29 Marzo scorso ha stanziato fondi per poter consentire ai Comuni di procurare beni di prima necessità a famiglie meno abbienti, delegando agli stessi ripartizioni e modalità di distribuzione. Ad Afragola sono stati assegnati € 671.545,55. Quasi tutti i Comuni hanno ritenuto opportuno, anche se il DPCM parlava di dare priorità alle famiglie senza nessun sostegno pubblico, lasciare proprio fuori dai buoni spesa le famiglie che già ricevono misure assistenziali come pensioni e/o reddito di cittadinanza, proprio perché i soldi a disposizione di ogni ente erano pochi per soddisfare realmente chi vive ancora sotto la soglia di povertà.

L’Amministrazione Grillo, invece, con delibera di giunta N. 00026/2020 del 31/03/2020 ha ritenuto opportuno portare la soglia minima di ogni contributo a 50€ in maniera da raddoppiare quasi i nuclei familiari spettanti i buoni spesa per l’emergenza COVID-19 e che le assegnazioni dovevano essere fatte in maniera tale da tenere conto della sola priorità alle famiglie che non ricevono alcun sostegno pubblico, inserendo di fatto, anche tutti quei nuclei familiari che già percepiscono il reddito di cittadinanza.

In poche parole per fare in modo che tutte le famiglie “povere” ricevessero buoni pasto, si è pensato bene abbassare la soglia, togliere soldi a chi magari realmente non può mettere il piatto a tavola e regalare comunque buoni pasti a chi già percepisce minimo € 780,00 mensili. Per non parlare dei nuclei più numerosi.

Certamente alla “corte dell’Imperatore Grillo” non c’è Giovanni Pico della Mirandola ma non è stato difficile fare due conti. Se si fossero mantenuti sulla media di € 300,00 a buono pasto, si sarebbero potute sfamare, in maniera degna, circa 2238 famiglie, invece portando la soglia minima del buono a 50€ si abbassa la media singola del buono e con buona cura si può arrivare anche a 4000 famiglie.

La domanda, a questo punto, è d’obbligo: caro sindaco ci spieghi – a me e a tutti gli afragolesi – cosa si riesce a comprare con 50€ ammesso che venga assegnato tale buono ad un nucleo familiare composto da una sola persona? Lei riuscirebbe a mangiarci un mese con sole 50€? Ma poi, è giusto che chi già è uscito fuori dalla soglia minima di povertà con il reddito di cittadinanza debba usufruire di un’altra misura assistenziale? Se la risposta è si, allora ci spieghi il motivo!? Perché ad ora si riesce solo a percepire la voglia di allargare la platea dell’opinione pubblica favorevole.

In un mio editoriale precedente (leggi qui) ho descritto molto dettagliatamente come questa situazione di indigenza potrebbe favorire gli interessi della criminalità organizzata e a maggior ragione quando si ha a che fare con la distribuzione di opere sociali non si può ammettere ignoranza. Sono stra sicuro della buona fede del primo cittadino a cercar di voler accontentare tutti, ma bisogna anche tenere conto che cifre molto basse possono creare malcontento sul territorio e formare sacche di popolazione che pur di nutrirsi saranno costrette a rifugiarsi tra le braccia della malavita organizzata che in quanto a welfare ha molta più liquidità da mettere a disposizione in breve tempo più di quanto possa fare lo Stato stesso. Ecco perché prima di prendere una decisione bisogna pensare bene a ciò che si sta facendo e non me ne voglia caro sindaco, se in quest’occasione lei ha dimostrato incompetenza.

LASCIA UN COMMENTO

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.