CAIVANO – L’argomento che più sta tenendo banco in questi giorni sul territorio sono le varie riaperture che DPCM e Ordinanze varie che hanno stabilito l’apertura post COVID e a Caivano, forze politiche, attivisti e giornalisti tendono a dibattere su se sia giusto o sbagliato riaprire la fiera settimanale del mercato in via Rosselli nello stesso ed identico modo di sempre. Ossia, senza rispettare le norme vigenti di sicurezza e di igiene.

Infatti come ha denunciato già abbondantemente attraverso la fanpage Facebook di “Liberi Cittadini” il trio partitico formato da “Liberi Cittadini”, “Campania Libera” e “Italia Viva”, esiste una richiesta mai evasa dell’ASL dove si denunciavano alcune criticità in materia di sicurezza e di igiene come: commistioni tra operatori mercatali di prodotti alimentari con quelli di prodotti non alimentari; la mancanza di contenitori per rifiuti (alimentari e non); servizi igienici insufficienti e carenti nella pulizia ordinaria e straordinaria; servizi igienici non funzionanti e servizi igienici non suddivisi per operatori e avventori.

Sia la politica che la Commissione Straordinaria, dal 2015 ad oggi non si sono mai preoccupati del fatto di mettere in sicurezza l’intera area mercatale e c’è ancora chi, sul territorio, denuncia l’esistenza dell’amianto sulla copertura in fondo che coprirebbe la parte alimentare della fiera settimanale.

Tutto lecito. Tutto legittimo. Il mercato deve essere messo in sicurezza e non da subito ma dal 2015. Ma secondo il modesto avviso di altri, tutte queste richieste non possono essere pretese oggi, in un momento così delicato per una categoria già martorizzata dall’emergenza COVID che non aspetta altro che ripartire come tutte le attività già hanno fatto e cominciare a creare reddito per poter permettersi un piatto a tavola. C’è tempo per tutto e anche per ripartire in tutta sicurezza, rispettando le distanze sociali oggi e mettere in sicurezza l’area mercatale domani.

Infatti, da quello che si evince sul territorio è che non sono i punti sollevati dalla terna partitica di centro sinistra a mettere in imbarazzo e a far indignare gli operatori mercatali ma la strumentalizzazione che ne fa una certa stampa che sul territorio vorrebbe dettare tempi e modi all’amministrazione della città.

Tanto è vero che non è dello stesso avviso il portavoce della civica “Caivano Conta” Antonio Angelino che davanti ai nostri taccuini dichiara: “Dopo più di due mesi di disagi vissuti da tutto il comparto commercio e commercio ambulante a causa dell’emergenza da nuovo Coronavirus mi sarei aspettato una discussione sulla riapertura scevra da posizionamenti e da opportunismo politico, ma purtroppo mi sbagliavo. Le prescrizioni contenute “Protocollo di sicurezza” dell’ordinanza n.48 e le linee guida contenute nell’allegato “misure di sicurezza precauzionali per la riapertura dei mercati di soli generi alimentari” (relative al commercio ambulante) dell’ordinanza n.45 del Presidente della giunta regionale hanno infatti chiarito e disciplinato tutto quanto necessario per riprendere in sicurezza le attività commerciali di tutto il territorio campano.
A Caivano, in questo quadro di grande difficoltà, soprattutto per le attività commerciali sospese ai sensi del DPCM 10 aprile 2020 nonché delle ordinanze del Presidente della Regione Campania in materia di prevenzione e gestione dell’emergenza epidemiologica, appare stucchevole la polemica alimentata artatamente che rischia di arrecare ulteriore danno ad uno dei settori maggiormente colpiti dall’emergenza ed inoltre di far slittare per l’ennesima volta la riapertura dell’area mercato che costituisce per molti degli ambulanti (regolari ed autorizzati) l’unica fonte di reddito familiare. Alcune delle prescrizioni, seppur legittime, a gran voce rivendicate nelle ultime ore sono contenute nella legge regionale del 7 gennaio n.1/2000. Ma davvero serviva un’epidemia globale e 20 anni di tempo per pretendere da una commissione straordinaria l’osservanza dei vigenti testi normativi?

Come movimento civico “Caivano Conta” – continua il portavoce –  ci sentiamo di apprezzare pubblicamente gli sforzi profusi dall’amministrazione commissariale straordinaria (anche se in parte atti dovuti) per favorire la riapertura dei settori interessati dalla sospensione DPCM 10 aprile 2020, a differenza di altre occasioni in cui non abbiamo avuto problemi a manifestare e rappresentare il malcontento dei cittadini per disagi e/o disorganizzazione generati da alcuni provvedimenti deliberati.

In un periodo così complicato – ancora –  ci auguriamo che le vigenti fonti normative possano sempre fare il paio con il buon senso, garantendo la sicurezza e il rispetto delle leggi ma allo stesso tempo restituendo serenità, lavoro e dignità a tanti nostri concittadini che hanno patito ed ancora vivono in situazioni di grande sofferenza.

In conclusione – termina – così come chiarito nella nota protocollata il 9/5/2020, colgo l’occasione per ribadire la necessità di sospendere la TOSAP, di prevedere un bonus (una tantum a fondo perduto) per le attività commerciali interessate dalla sospensione di cui al DPCM del 10 aprile ed infine di garantire, osservando tutte le disposizioni legislative vigenti, la riapertura di tutte le attività commerciali di vendita al dettaglio (ordinanza regionale n.48) e dell’area mercato sita in via Rosselli”.

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