Nei giorni scorsi si è parlato tanto dello scandalo del progetto di recupero e riqualificazione dell’area “ex Cirio” di Castellammare di Stabia: i magistrati di Torre Annunziata hanno scoperchiato un fitto reticolo d’intrecci tra imprenditori, politici, amministratori e colletti bianchi.

Sulla vicenda è intervenuto il Senatore del Gruppo Misto Sandro Ruotolo, che ha affermato:

Con i parlamentari De Petris, Errani, Fattori, Nugnes abbiamo depositato una interrogazione indirizzata al Ministro dell’Interno Luciana Lamorgese dove chiediamo se non ritenga opportuno la nomina, da parte del prefetto, (ex articolo 143 del testo unico degli enti locali), di una commissione d’accesso agli atti del Comune di Castellammare di Stabia, al fine di accertare l’entità di eventuali condizionamenti malavitosi degli organi amministrativi ed elettivi. 

Tutto gira – continua Ruotolo – attorno alla figura di Adolfo Greco, imprenditore già coinvolto nell’inchiesta madre denominata ‘Olimpo’, con l’accusa per concorso esterno in associazione camorristica, per presunte collusioni con il clan Zagaria, e per estorsione aggravata. 

Penso e credo che sia doveroso attivare un controllo sull’amministrazione di quel Comune: le intercettazioni coinvolgono tra l’altro due parlamentari, il senatore Armando Cesaro e l’onorevole Antonio Pentangelo, entrambi accusati di corruzione per aver manipolato la nomina del commissario ad acta per favorire il Greco e destinatari di un’ordinanza di arresti domiciliari. 

Ciò che ci preoccupa e quindi ci ha spinto ad avviare l’atto ispettivo è il delinearsi di un sistema esteso e trasversale che coinvolgerebbe imprenditori, politici, amministratoti, funzionari pubblici e colletti bianchi. 

Ci sarebbe stato – spiega il Senatore – inizialmente il tentativo attraverso il consigliere regionale Mario Casillo, indagato per il reato di traffico di influenze illecite per aver assunto impegni con il Greco tesi al ritiro di emendamenti presentati dal gruppo regionale del PD contrari alla modifica della zona 7 del Put in cui ricade la stessa aera ex Cirio. 

Ciò che colpisce negli atti dell’inchiesta di Torre Annunziata è il nome dell’assessore ai lavori pubblici e alle attività produttive del Comune di Castellammare Giovanni Russo definito una ‘pedina’ di Greco. Allo stesso modo suscita quantomeno perplessità la tempistica e le procedure adottate dall’Amministrazione Cimmino su tutta la vicenda edilizia.

Credo – conclude Ruotolo – che sia importante fare chiarezza e capire se l’intreccio politico-affaristico sia stato tale da alterare e condizionare la vita dell’Amministrazione di Castellammare. Questo è il motivo per cui abbiamo depositato l’interrogazione e chiesto al Ministro se non ritenga opportuno la nomina, da parte del prefetto, di una commissione d’accesso agli atti dell’amministrazione di Castellammare di Stabia, al fine di accertare l’entità e la portata dei fenomeni di condizionamento malavitoso degli organi amministrativi ed elettivi, nonché garantire la piena trasparenza e la corretta azione amministrativa dell’ente locale”.

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