Negli ultimi giorni abbiamo assistito ad un vero e proprio scontro tra la Regione Campania e il Comune di Napoli sulla questione Movida.

L’ordinanza n.248 del Comune di Napoli, che prevedeva che nel fine settimana i locali potessero rimanere aperti fino alle 3.30 del mattino e nei giorni feriali fino alle 2 e 30, contrastava l’Ordinanza Regionale di De Luca.

Così la Regione Campania, rappresentata dagli avvocati Almerina Bove, Michele Cioffi, Massimo Consoli e Tiziana Monti, aveva così presentato immediatamente un ricorso al TAR (Tribunale Amministrativo Regionale).

Oggi è arrivato l’esito di tale ricorso. I magistrati amministrativi hanno ritenuto l’ordinanza del Comune di Napoli un atto “difforme ed ampliativo” rispetto all’ordinanza n. 53 della Campania.

Il Tar ha così ritenuto legittima l’azione della Regione in virtù di un possibile “aggravamento del rischio sanitario anche in ambito ultracomunale, atteso il prevedibile afflusso dai comuni limitrofi, se non da tutta la provincia, sul territorio del comune Napoli in ragione dei più ampi orari previsti dall’ordinanza sindacale e delle eventuali attività ludiche dalla stessa consentite“, sottolineando la “situazione di incertezza” derivante dalle due distinte ordinanze “differenziate e contrastanti” al punto tale da “ingenerare oggettivi dubbi sulla liceità dei comportamenti da tenere, da parte degli operatori economici e degli avventori, e conseguenti criticità nello svolgimento delle attività di verifica e controllo da parte degli operatori a ciò deputati, con potenziali rischi di ordine pubblico“.

I locali della Movida potranno restare aperti fino all’1 e vendere alcolici solo fino alle 22.

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