La sensazionale scoperta potrebbe aprire nuove frontiere nella conoscenza dell’origine dei buchi neri e su come si comportano unendosi ai sistemi binari.

Ad Agosto 2019 arrivò sulla Terra un segnale captato direttamente da i rivelatori Advanced Virgo e Advanced Ligo. Il segnale era frutto di una fusione tra un oggetto sconosciuto e un buco nero grande circa 23 volte la massa solare.

La particolarità è che lo studio delle onde gravitazionali in seguito alla fusione ha portato come risultato che la grandezza del buco nero è diventata circa 25 volte la massa solare, dopo la fusione.

La scoperta potrebbe aprire nuove frontiere nella conoscenza dell’origine dei buchi neri e su come le stelle muoiono e si uniscono in sistemi binari.

Provabilmente si tratta di una massa intermedia fra quella della stella di neutroni più pesante e quella del buco nero più leggero: un intervallo che costituisce l’area grigia che gli astrofisici chiamano “gap massa” e che da tempo è un vero e proprio rompicapo. Per decenni infatti gli scienziati si sono chiesti se ci fosse altro in quel “gap” che media tra la stella di neutroni più pesante e il buco nero più leggero

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