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ARZANO. Colpisce un conoscente con un coltello dopo una lite: denunciato 48enne

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ARZANO: Carabinieri denunciano 48enne per tentato omicidio e lesioni. Ha colpito un conoscente dopo una lite

Nella notte tra sabato e domenica i carabinieri della tenenza di Arzano sono intervenuti in via Salvator Rosa dove era stato segnalato un uomo insanguinato, ferito con vari fendenti alla gamba e alla spalla.

La vittima, poco prima, era stata aggredita per strada da un suo conoscente, che dopo averlo offeso dal balcone, era sceso per strada e, al termine di una lite scoppiata per motivi futili, lo aveva colpito più volte con un coltello da cucina lungo 20cm.

Tutto sarebbe nato da alcuni apprezzamenti fatti dall’aggressore alla compagna della vittima. La versione dei fatti fornita dalle persone coinvolte, tuttavia, è ancora al vaglio degli inquirenti.

I Carabinieri, intervenuti poco dopo, hanno garantito al malcapitato le prime cure affidandolo poi al 118 e al pronto soccorso del San Giovanni Bosco dove gli sono state suturate ferite alla zona lombare, alla coscia e alla caviglia.

La vittima un 34enne di Arzano, se l’è cavata con 15 giorni di prognosi.

Poco distante del luogo dell’evento è stata ritrovata la lama utilizzata e a qualche metro il manico del coltello.

L’aggressore, un 48enne già noto alle ffoo, nel frattempo si era già dato alla macchia.

I carabinieri lo hanno cercato per tutta la notte e, la mattina successiva, sentitosi braccato, si è spontaneamente consegnato alla Tenenza locale: per lui una denuncia per tentato omicidio e lesioni.

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[VIDEO] Arzano. Arrestato Pasquale Cristiano dai Carabinieri

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La Tenenza di Arzano e il Nucleo Investigativo di Castello di Cisterna hanno arrestato e condotto in carcere CRISTIANO Pasquale, ritenuto elemento di vertice del gruppo criminale “167”, operante in Arzano, costola del clan “Amato-Pagano”. Lo stesso, mentre era sottoposto agli arresti domiciliari, veniva autorizzato lo scorso 6 giugno a partecipare alla comunione del figlio, rendendosi protagonista di un “carosello” in Ferrari nelle vie del paese, nonostante gli fosse stata rigettata la richiesta finalizzata alla partecipazione ai festeggiamenti.
Il CRISTIANO, infatti, a bordo di una fuoriserie di ultimissima generazione, una Ferrari decappotabile, noleggiata per la circostanza, si era aggirato per il centro di Arzano, accompagnato da altri veicoli di grossa cilindrata e persone a piedi, tra i quali anche altri pregiudicati, tutti identificati dai carabinieri, creando disagio per la circolazione, con modi e tempistiche non compatibili con il percorso imposto dall’obbligo di immediato rientro presso la sua abitazione.
Il provvedimento è stato adottato dalla Corte di Appello di Napoli su richiesta della Procura Generale, sulla base di un’informativa dei Carabinieri di Arzano che hanno documentato e evidenziato la condotta del CRISTIANO, ritenuta una vera e propria provocatoria “prova di forza”, finalizzata all’affermazione della sua presenza sul territorio.
Sono stati posti a fondamento dell’ordinanza ulteriori passate violazioni di CRISTIANO Pasquale alla misura alla quale era sottoposto poiché, in più di un’occasione, aveva manifestato insofferenza ai controlli di routine delle Forze di polizi

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Arzano. Dopo la sfilata in Ferrari, boss finisce in manette

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La Tenenza di Arzano e il Nucleo Investigativo di Castello di Cisterna hanno arrestato e condotto in carcere Cristiano Pasquale, ritenuto elemento di vertice del gruppo criminale “167”, operante in Arzano, costola del clan “Amato-Pagano”.

Lo stesso, mentre era sottoposto agli arresti domiciliari, era stato autorizzato lo scorso 6 giugno a partecipare alla comunione del figlio, rendendosi protagonista di un “carosello” in Ferrari nelle vie del paese, nonostante gli fosse stata rigettata la richiesta finalizzata alla partecipazione ai festeggiamenti.

Cristiano, infatti, a bordo di una fuoriserie di ultimissima generazione, una Ferrari decappotabile, noleggiata per la circostanza, si è aggirato per il centro di Arzano, accompagnato da altri veicoli di grossa cilindrata e persone a piedi, tra i quali anche altri pregiudicati, tutti identificati dai carabinieri, creando disagio per la circolazione, con modi e tempistiche non compatibili con il percorso imposto dall’obbligo di immediato rientro presso la sua abitazione.

Il provvedimento è stato adottato dalla Corte di Appello di Napoli su richiesta della Procura Generale, sulla base di un’informativa dei Carabinieri di Arzano che hanno documentato ed evidenziato la condotta del Cristiano, ritenuta una vera e propria provocatoria “prova di forza”, finalizzata all’affermazione della sua presenza sul territorio.

Sono stati posti a fondamento dell’ordinanza ulteriori passate violazioni di Cristiano Pasquale alla misura alla quale era sottoposto poiché, in più di un’occasione, aveva manifestato insofferenza ai controlli di routine delle Forze di polizia.

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Arzano. Boss in Ferrari per la comunione del figlio: aveva un permesso dai domiciliari

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Pasquale Cristiano, ritenuto dagli inquirenti il capobastone del clan 167, ottenuto dai giudici il permesso di lasciare i domiciliari per partecipare alla Prima Comunione del figlio, si è recato in chiesa in una fiammante Ferrari decapottabile.

Come riporta “Il Mattino”, dietro di lui, una Lamborghini, guidata dal capozona di Frattamaggiore, che apriva un corteo di Suv e auto di grossa cilindrata.

I carabinieri della compagnia di Casoria e quelli della locale tenenza hanno inviato un dettagliato rapporto sia alla Direzione Distrettuale Antimafia che alla Procura di Napoli Nord, competente per territorio, per le valutazioni e gli eventuali provvedimenti del caso.

A denunciare l’accaduto sono stati il senatore Sandro Ruotolo e il presidente del Pd di Napoli, Paolo Mancuso.

Bisogna di nuovo accendere i riflettori su Arzano perchè nonostante gli sforzi dello stato per ripristinare la legalità, la camorra lancia segnali pericolosi alla cittadinanza: ‘noi ci siamo’. L’ultimo inquietante episodio sarebbe accaduto domenica scorsa” si legge in una nota congiunta.

Alla festa di Comunione i pregiudicati si sono infatti presentati in Ferrari e Lamborghini. Un messaggio chiaro e diretto.

Nonostante sia indagato dalla magistratura come boss degli Amato-Pagano ad Arzano, citato tra l’altro nell’ultima ordinanza di custodia cautelare che ha portato in carcere 31 persone a Melito e da un anno agli arresti domiciliari, ha potuto usufruire di un permesso per partecipare alla celebrazione in chiesa in occasione della comunione del figlio.

L’uomo, alla guida di una Ferrari in corteo con una Lamborghini, guidata dal presunto capozona di Frattamaggiore e accompagnato da altre auto di grossa cilindrata avrebbe scorazzato rumorosamente per oltre mezz’ora per le strade della cittadina. Per agevolare il passaggio del corteo, i guardaspalle avrebbero bloccato gli incroci e fermato il normale traffico veicolare” hanno scritto Ruotolo e Mancuso.

La magistratura, le forze dell’ordine, la prefettura ad Arzano stanno conducendo una battaglia durissima contro la camorra e la malapolitica. La pressione investigativa ha portato ad importanti risultati ma purtroppo c’è da constatare come il radicamento e la riproducibilità criminale fanno di Arzano un caso nazionale. Ricordiamo che il Comune si è sciolto per infiltrazioni della camorra per ben tre volte negli ultimi dieci anni” hanno concluso.

[Foto: Il Mattino]

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