AFRAGOLA – Ieri si è consumata un’altra triste pagina dell’amministrazione Grillo che, molto probabilmente, data la sua scarsa propensione all’imposizione e la sua alta considerazione del buon senso, sarà ricordato come il peggior sindaco della storia di Afragola e la cosa triste è che responsabilmente dovrà subire quest’etichetta anche non essendo tutto colpa sua. Ma veniamo ai fatti.

Ieri si è svolto nella sala consiliare l’Assise Pubblica che ha visto approvato vari provvedimenti importanti per il prosieguo della vita pubblica afragolese, come il regolamento edilizio il regolamento per la monetizzazione degli standard urbanistici ma prima di arrivare all’approvazione di questi due importanti regolamenti si è discusso sul DOS (Documento di Orientamento Strategico) un documento preliminare al PICS (Programma Integrato Citta Sostenibile) che dovrà prevedere un finanziamento di circa dodici milioni di euro di fondi sovracomunali europei filtrati attraverso una cabina di regia istituita dalla Regione Campania.

Alla lettura, però delle varie delibere e dal documento stesso, ci si accorge che tale scritto è stato copiato pari pari a quello del Comune di Sant’Anastasia, ad accorgersene per primo è il consigliere comunale di maggioranza Antonio Boemio che inveisce all’indirizzo del capo staff Dott.ssa Carla Picardi accusandola di non saper fare neanche un copia e incolla visto che nel documento c’erano chiari riferimenti al Comune di Sant’Anastasia.

Ancora più duro è stato l’intervento del Consigliere Giustino che invitava il sindaco Grillo a “cacciarla” immediatamente dal suo staff, data la conclamata dappocaggine. A ruota poi, si sono scagliati contro la capo staff anche i consiglieri Boccellino e Cuccurese.

Ma la Picardi è ancora lì a marcare il suo cartellino e ad incassare soldi pubblici, continuando a fare i suoi bravi copia e incolla fatti male.

Come mai il sindaco neanche qui prende provvedimenti? Come mai ieri in aula il primo cittadino non ha avuto un sussulto di dignità invitando la Dott.ssa Picardi ad accomodarsi all’ufficio protocollo a rassegnare le proprie dimissioni salvaguardando la dignità di un’intera cittadinanza? Ancora una volta abbiamo domande da fare al primo cittadino e non vorremmo pensare che l’aver mantenuto la Picardi al proprio posto faccia parte di un piano al quale il primo cittadino non può sottrarsi per motivi che solo lui e qualcun altro sul territorio conoscono bene.

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