GIUGLIANO – Non vi è ancora una rosa completa dei candidati sindaco nella terza città più popolosa della Campania che già diventa incandescente la Campagna elettorale, forse perché il centrosinistra ampiamente strutturato e portatisi avanti con i lavori mette in serio imbarazzo le altre compagini che al netto di un Poziello ridimensionato, non danno segni rassicuranti sulla propria visione del futuro.

Infatti, sul territorio sono già cominciati i primi attacchi senza volto, quelli che tanto fanno comodo a quella parte politica priva di contenuti che riesce a creare coalizioni legate con la saliva pur di raggiungere lo scopo clientelare di ogni singolo candidato. Gli attacchi che sono soliti trascendere sul personale, dediti al drenaggio di fango nei confronti degli avversari politici messi su per lo più da profili social fake.

La cosa che più svilisce il dibattito politico sul territorio però è che tali attacchi, intrisi di odio e fango, vengono cavalcati anche da quelle testate giornalistiche che per lo più nascono sul territorio per portare avanti gli interessi di un personaggio politico del posto. Per l’amor di Dio, che un personaggio politico si doti di un proprio organo di informazione, nell’agone politico di un territorio come Giugliano, ci può anche stare. L’importante però che quest’ultimo non confondi mai cosa sia la Comunicazione dall’Informazione e soprattutto non si distolga mai dal modus operandi e dal codice deontologico dell’informazione.

Parlo per esperienza personale che deriva da un know how decennale nel mondo del Marketing e altrettanto nel mondo dell’informazione. Un organo di informazione ha un preciso compito di scindere e stabilire quale messaggio debba essere filtrato ed eventualmente diffuso. Se un attacco politico, laddove sia anche leggittimo – no nel caso specifico di Giugliano negli ultimi giorni – è espresso da perfetti signor nessuno, un organo di informazione che si rispetti non può diffondere tale messaggio, a chi verrà attribuito il virgolettato? Di chi si sta parlando? Di personaggi incappucciati che tanto fanno comodo a quella parte politica priva di contenuti?

Evidentemente chi si serve di tale informazione non sa che la Campagna elettorale post Covid sarà totalmente diversa da quelle viste finora. Alla gente non serve sapere quante amanti o quanti debiti ha quel politico nei confronti del fisco. Oggi i cittadini vogliono sapere con certezza chi gli può assicurare i servizi, prima ordinari e poi straordinari, vuole sapere con certezza quali sono le visioni di città che quel candidato sindaco possiede nei confronti del proprio territorio e che mezzi intende usare per attuarle. Queste sono quelle che sono chiamati contenuti e quindi ben vengano inviti come quelli fatti dal candidato sindaco Nicola Pirozzi che ai profili fake ha risposto con la propria idea di campagna elettorale.

Attraverso il proprio post, il candidato sindaco del centro sinistra ha invitato i suoi concorrenti, presenti e futuri a confrontarsi sui temi. Era da tempo che non si sentiva un politico che volesse ragionare e confrontarsi sui contenuti. Quindi il primo che ne possiede si faccia avanti, la gente ha sete di sapere. Da editore e direttore di un organo di informazione, quindi una parte terza alla competizione elettorale, posso assicurare che per la gente di Giugliano sarebbe bello assistere ad un dibattito politico sul territorio incentrato sui temi e sui problemi della loro città, così essi potranno scegliere chi ha maggiori soluzioni o chi ne possiede di più credibili.

La politica del fango è terminata da una vita. Alla pubblicità ingannevole nessuno più ci crede. La gente vuole i fatti e chi non ne ha spala fango. Senza accorgersene che col passare del tempo anche il fango non macchia più e non fa altro che alimentare curiosità verso il bersaglio e paradossalmente regala pubblicità in maniera totalmente gratuita.

Fatti o fango quindi? Che strada vuole intraprendere l’aspirante classe dirigente giuglianese? Una cosa è certa chi possiede contenuti e crede nei fatti viaggia per la propria strada, chi ne è privo cerca di screditare il proprio avversario con false accuse servendosi dei mezzi più disparati, confondendo la nobile arte della Comunicazione con lo sport preferito dalle meretrici di bassa lega, ossia l’inciucio.

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