27 società assumevano centinaia di lavoratori per poi, in breve tempo, licenziarli tutti,  dando la possibilità di ricevere la cosiddetta “disoccupazione”.

Questo è quanto ha scoperto la compagnia della Guardia di Finanza di Aversa. Dalle indagini sono emerse le fittizie dichiarazione sui rapporti di lavoro. Tramite appositi consulenti fiscali, si creavano schermi societari per ottenere i sussidi pubblici.

Tutte le società sono risultate prive di sedi operative, quindi create con l’apposito fine: quello di servire solo per i “finti” disoccupati.

Gli ulteriori riscontri di polizia giudiziaria compiuti dalla Guardia di Finanza hanno permesso di accertare che le imprese “fantasma” appartengono ad un  determinato ambito territoriale ben delimitato, che vede coinvolti per lo più i comuni dell’agro aversano e, in particolare, in questi ultimi casi, Villa di Briano, Villa Literno, San Marcellino e Casal di Principe, e in secondo luogo i settori economici più colpiti dal fenomeno, che sono risultati, ancora una volta, quelli delle imprese edili, dei servizi di pulizia e del volantinaggio.

Circa 660 i denunciati, tra imprenditori e percettori del sussidio, per una cifra rubata all’Ente previdenziale di circa 2 milioni di euro.

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