Resta sintonizzato

Bagnoli

BAGNOLI. Droga in cambio di denaro: arrestato 44enne

Pubblicato

il

Bagnoli: un uomo arrestato per droga

Ieri mattina gli agenti del Commissariato Bagnoli, durante un servizio di contrasto allo spaccio di sostanze stupefacenti, hanno notato in via Enea una persona che, dopo essere uscita da un’abitazione, ha consegnato qualcosa a un giovane in cambio di denaro.

I poliziotti hanno bloccato entrambi trovando l’acquirente in possesso di una bustina contenente cocaina mentre, presso l’abitazione da cui la persona era uscita, hanno rinvenuto due involucri della stessa sostanza per un peso complessivo di circa 3 grammi, un bilancino e la somma di 300 euro.

Antonio Lucariello, napoletano di 44 anni, sottoposto alla misura dell’obbligo di presentazione alla P.G., è stato arrestato per spaccio e detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente, mentre l’acquirente è stato sanzionato amministrativamente.

Continua a leggere
Pubblicità
Clicca per commentare

Rispondi

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Attualità

Il nuovo murales di Jorit: Pablo Hasel, simbolo della libertà d’espressione

Pubblicato

il

E’ una dedica a Pablo Hasel il nuovo murales di Jorit a Bagnoli.

Simbolo della libertà d’espressione, il rapper catalano è stato arrestato in Spagna per “apologia di terrorismo e ingiurie alla Corona”.

Si era barricato all’interno dell’Università di Lérida, in Catalogna, per sfuggire alla pena di nove mesi di carcere ma la polizia ha fatto irruzione e lo ha arrestato.

Il caso del rapper indipendentista è diventato così tra i più noti, e non solo in Spagna.

Alcuni tweet e testi delle sue canzoni sarebbero state ritenute offensive nei confronti della corona spagnola.

Come, ad esempio, la canzone “Juan Carlos el Bobón”, che senza la “r” fa perdere alla parola tutta la sua regalità trasformandola in “sciocco”.

O anche l’ultimo video, apparso su YouTube e visualizzato da oltre 200mila persone, dove viene ripreso l’attuale sovrano Felipe VI inneggiare alla libertà di espressione come arma essenziale per costruire una democrazia.

Frasi che stonano, per rimanere in tema, con la vicenda di Hasel che nel videoclip canta: “Senti tiranno, non ce n’è solo per tuo padre. Che il grido repubblicano trapani il tuo timpano. Amo l’oppresso, odio il regno oppressore”.

La questione è diventata oggetto di dibattito pubblico, provocando la mobilitazione di artisti e personalità di spicco della cultura.

Ho realizzato l’opera in un campetto che era in stato di abbandono dopo un incendio, c’erano le giostrine ma tutto è stato bruciato. Il Comune avrebbe dovuto occuparsene ma ora un privato, Sergio Lomasto, lo sta riprendendo per attrezzarlo di nuovo e aprirlo ai bambini e alle famiglie. Io sono qui perché anche l’arte restituisce dei luoghi alla cittadinanza” ha spiegato Jorit che questa volta ha scelto di realizzare l’opera non sulla facciata di un palazzo ma a terra, nei pressi della stazione di Bagnoli.

Ho scelto Hasel perché è una figura che a Bagnoli può dire molto, visto che è sempre stato vicino ai lavoratori e a favore del miglioramento dello stato sociale, e qui in un quartiere nato per i lavoratori dell’Italsider ha un messaggio forte, mentre aspettiamo che diventi un quartiere con accesso al mare e un nuovo luogo bello di Napoli” ha continuato l’artista.

Il suo arresto è preoccupante, perché causato da tweet e canzoni, lui non ha detto falsità ma ha espresso delle opinioni nei confronti della corona e dello stato spagnolo ed è preoccupante che sia stato arrestato. In più in Italia c’è stata poca solidarietà nei suoi confronti, solo da qualche artista come Zerocalcare, mentre dalla scena rap italiana non c’è stata una forte reazione” ha concluso l’artista, fortemente amareggiato per la situazione di Pablo Hasel.

Continua a leggere

Bagnoli

Napoli. Difende l’amico ma viene picchiato anche lui: 13enne bullizzato fuori scuola

Pubblicato

il

Un ragazzino di 13 anni è stato aggredito fuori scuola a Bagnoli da un gruppo di bulli dopo aver difeso un suo amico.

“Fatti i fatti tuoi!” ma il ragazzino non li ha ascoltati e così lo hanno pestato. Si è intromesso ed ha avuto il coraggio di difendere il compagno e anziché abbassare lo sguardo, come troppo spesso fanno anche i più grandi, ha detto alla gang di lasciare stare l’amico più piccolo e gracile. Loro però sono tornati indietro e l’hanno aggredito.

L’episodio si è verificato alla fine di gennaio all’esterno di una delle scuole più grandi e frequentate di Bagnoli.

Le indagini sono state affidate ai poliziotti del commissariato locale, uno dei due bulli è stato già individuato mentre proseguono gli accertamenti per risalire all’identità dell’altro, che sarebbe di qualche anno più grande. Sulla vicenda è al lavoro la Procura dei Minorenni vista la giovane età dei coinvolti.

Due giovani, che non frequentano quella scuola, hanno preso di mira uno studente con insulti e spintoni davanti all’istituto. A quel punto l’altro ragazzo si è avvicinato alla coppia di bulli e ha chiesto loro di smetterla.

I bulli hanno così preso di mira lui, aggredendolo violentemente e, pochi minuti dopo, sarebbe stato picchiato nuovamente.

Il pestaggio è avvenuto davanti a numerosi studenti che in quei minuti stavano uscendo dalla scuola.

Medicato in ospedale, il giovane ha avuto una prognosi di una settimana ma, per fortuna, non ha riportato danni permanenti.

Nei giorni scorsi i poliziotti hanno individuato uno dei due responsabili del pestaggio.

Continua a leggere

Bagnoli

Terremoto nella camorra di Napoli: si pente il braccio destro del Boss

Pubblicato

il

Il braccio destro del boss di camorra di Bagnoli, Yusseff Aboumouslim, detenuto, è diventato collaboratore di giustizia.

L’uomo, nei giorni scorsi, avrebbe già fatto le prime dichiarazioni alla Dda.

Numerosi gli anni di galera già scontati, la prospettiva di una condanna pesante per l’accusa di estorsione ma, soprattutto, di fare parte del clan Esposito di Bagnoli, con il ruolo di braccio destro del boss Massimiliano Esposito.

Da qui, la decisione che ha causato uno scossone nella camorra dell’area ovest di Napoli: il ras Yusseff Aboumouslim è diventato collaboratore di giustizia.

Nei giorni scorsi avrebbe già reso le prime dichiarazioni ai pm della Dda, che avrebbero portato ai primi risultati: nella giornata di ieri nel quartiere e nelle aree limitrofe sono state eseguite diverse perquisizioni.

Secondo gli inquirenti Aboumouslim è un personaggio di primo piano del clan, uomo di fiducia del boss Esposito e del figlio Cristian, entrambi attualmente detenuti.

Temendo una ritorsione da parte del clan i familiari del 28enne, ai quali sarebbero già stati diretti insulti e minacce, sono stati sottoposti a protezione.

Il pentimento di Aboumouslim può rappresentare un punto nodale per le indagini sulla camorra di Bagnoli ma anche su quella dei quartieri limitrofi, dato che il clan, dopo la scarcerazione di Esposito, per gli inquirenti si sarebbe esteso anche sulle aree vicine tramite azioni di forza e accordi con gli altri gruppi malavitosi.

Uno dei messaggi di reazione del clan è stato pubblicato sul profilo Facebook di Cristian Esposito, figlio di Massimiliano “lo scognato”, e attualmente detenuto: è possibile che l’account venga utilizzato dai familiari o da persone a lui vicine.

“Purtroppo abbiamo un tumore in famiglia ma noi restiamo sempre con il nostro onore, morire ma non tradire. Eri un mio fratello ma oggi provo solo disgusto. Volevi imitarmi ma ricordati, la famiglia 6.5 è unica ed è piena di onore” è quanto scritto sul profilo Facebook e cancellato subito dopo

Quelle cifre, nel gergo ormai consolidato di camorra, indicano la lettera F e la E, ovvero Famiglia Esposito.

Come riporta Fanpage.it, Aboumoslim, 28 anni, è stato arrestato l’ultima volta nell’ottobre 2020 dalla Squadra Mobile della Questura di Napoli e dagli agenti del commissariato di Bagnoli della Polizia di Stato, insieme ad altri due giovani, anche loro ritenuti legati al clan attualmente egemone nel quartiere.

Secondo le accuse il ragazzo, destinatario di ordinanza di custodia cautelare, insieme agli altri due arrestati, era stato contattato da un truffatore che si era rivolto a lui per recuperare dei soldi da un ex socio: Aboumouslim aveva costretto l’uomo a consegnare il denaro ma poi aveva estorto altri soldi a quello che aveva chiesto il suo aiuto, imponendo una tangente sulle truffe.

Nel febbraio precedente era stato arrestato per possesso di armi da guerra: tornato libero da pochi mesi, era stato bloccato insieme ad altre tre persone e nelle loro disponibilità gli agenti di Bagnoli avevano trovato un fucile mitragliatore, una mitraglietta e numerose munizioni di vario calibro.

 

Continua a leggere

Popolari

Copyright © 2020 Minformo - Testata giornalistica reg. 20/2016 Tribunale Napoli Nord - Direttore Responsabile Mario Abenante