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Politica

Positivo al Coronavirus, a rischio la campagna elettorale per Donald Trump

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Il presidente degli Stati Uniti d’America,  Donald Trump, è risultato insieme alla moglie Melania positivo al coronavirus. La sua campagna elettorale è a serio rischio

Cancellato l’appuntamento in Florida, deve restare in quarantena. E mancano appena 33 giorni alle nuove elezioni americane. Da parte dei principali capi di Stato internazionali sono arrivati gli auguri di pronta guarigione.

 

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Politica

Elezioni, Calenda tuona: “Letta ha fatto accordi con chi è comunista”

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Il leader di Azione Carlo Calenda, dopo aver rotto l’intesa con Enrico Letta ha scatenato l’ira dei Democratici con queste dichiarazioni:

“Il Pd ha fatto prima un patto con noi e poi ha fatto un patto, con contenuti contrari, con chi ha votato 55 volte contro la fiducia a Draghi, con chi dice di no a tutto, al termovalorizzatore, con chi in fondo è comunista, perché poi, alla fine della fiera è questo. E io ho detto a Letta: ‘se firmi un patto e formalizzi questo la gente non ci capirà più niente, sembrerà un’accozzaglia di persone, come erano Bertinotti, Turigliatto, Pecoraro Scanio’. Letta sapeva perfettamente che avrei rotto, lo sapeva Più Europa. Hanno pensato di tenerci dentro dicendo: ‘sennò dovete raccogliere le firme’. Raccolgo le firme, perché questa cosa qua è inguardabile”.  

Poi, ha aggiunto: “Quelle di Emma Bonino sono critiche totalmente in malafede. Sapeva tutto e non solo, ha sempre negoziato dalla parte del Pd. Il perché, lo dovrà spiegare ai suoi elettori. Come fa una persona che si definisce atlantista a stare con chi vota contro la Nato, e fa tutto contro l’Europa e contro l’agenda Draghi, lo dovrà spiegare Emma Bonino. Con grande affetto, ma Emma Bonino sapeva tutto e ha fatto una scelta, chiaramente una scelta che pagherà in termini di posti”.  

Infine, sul possibile terzo polo con Renzi:

“Io in questo momento, sto lavorando a una cosa sola: costruire un programma solido, sulla scia di quello che abbiamo presentato peraltro con Più Europa, che parla di rigassificatori, termovalorizzatori, no tasse, revisione del Reddito di Cittadinanza. Basta con la politica del bonus, questo Paese ha bisogno di parlare di come risolvere i problemi. Da noi gli elettori non avranno programmi irrealizzabili, ma solo cose nette delle cose da fare per l’Italia”.

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Politica

Elezioni, parla la Meloni: “Se FdI prende più voti, il nome giusto è il mio”

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Torna a parlare Giorgia Meloni, leader di Fratelli d’Italia, che ai microfoni di Rtl 102.5, ha così dichiarato:

“Le regole si conoscono. A differenza di quello che piace molto alla stampa, non farò la campagna elettorale parlando di nomi, premier e ministri. Le regole si conoscono nel centro-destra. Il partito che prende più voti in una coalizione, propone al Presidente del Consiglio la figura che dovrebbe essere indicata, che vorrebbe fosse indicata come premier. Spetta al Presidente della Repubblica. Il nome sono io, perché non dovrebbe esserlo? La cosa che non capisco è: perché la Meloni no? Io penso che chi vota Fratelli d’Italia, voti in quest’ottica”.

Ecco invece le parole di Matteo Salvini, leader della Lega, che ha così risposto a chi gli chiedeva del disaccordo della Meloni, su un suo possibile ritorno al Viminale:

“Chi fa cosa, lo decidono gli italiani con il voto del 25 settembre. Non ci sono ministri adesso, premier, sottosegretari: aspettiamo il 25 settembre. Se gli italiani scelgono il centrodestra e nel centrodestra danno un consenso di più alla Lega, sono pronto a prendermi l’onore e l’onere di prendere per mano questo Paese e di scegliere il meglio per questo Paese”.

Infine, attraverso le sue pagine Facebook, il leader di Forza Italia Silvio Berlusconi, si è così espresso:

“Una pillola al giorno leva il medico di torno. Una pillola al giorno del nostro programma, dovrebbe levare di torno i signori della sinistra. La pillola di oggi, si chiama patrimoniale. Il segretario del Pd, Enrico Letta, ha già annunciato di voler introdurre una patrimoniale sui nostri risparmi e un’imposta sulle successioni. Noi, al contrario, non approveremo mai, in modo assoluto, un’imposta patrimoniale sulla casa, un’imposta patrimoniale sui risparmi, un’imposta sulle successioni e sulle donazioni. Se sei d’accordo, se pensi anche tu che il denaro, guadagnato onestamente e già pesantemente tassato, debba rimanere nostro per i nostri figli e i nostri nipoti, il 25 settembre devi andare a votare e devi votare Forza Italia”.

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Editoriale

Elezioni Politiche. Conte M5S pensa di candidare Maurizio Patriciello e altri nomi antimafia svilendo così il senso della lotta

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NAPOLI – Lo avevo scritto e anticipato! Solo che non avrei mai immaginato che la politica sarebbe scesa così in basso. Al punto tale da arrancare sui nomi da poter candidare per le prossime elezioni politiche. La mia, più che un invito, era una provocazione fatta al prete di periferia ed era quella di non stare solo a parlare, giudicare e far fare passerelle ai ministri, deputati e senatori ma metterci la faccia, e non solo dal punto di vista mediatico ma lavorando alacremente e realmente per il bene della collettività. Ma Giuseppe Conte coglie subito l’opportunità – non è escluso che qualche politico dalla base gli abbia girato il mio editoriale (leggi qui) – e come si legge anche dalle pagine de Il Mattino di stamane, pare che l’ex Premier stia proprio sondando il terreno con Maurizio Patriciello.

La difficoltà dei pentastellati sta nel fatto che non hanno nomi altisonanti da poter dare in pasto all’opinione pubblica per far alzare di qualche punto percentuale i sondaggi del loro partito, lo scoglio maggiore lo si trova principalmente per i collegi uninominali e non è escluso che per il prete si stia pensando proprio al Campania 1-04. Il collegio che comprende sia Caivano, città dove opera il proprio sacerdozio, e Frattaminore sua città natia.

Oltre il prete sotto scorta, Conte sta pensando anche ad altri due nomi, quello del Magistrato Federico Cafiero De Raho e l’ex capo della Squadra Mobile partenopea e vicedirettore dell’Agenzia interna dei Servizi segreti, Vittorio Pisani.

Insomma, l’ex Premier non fa altro che affermare ciò che scrivo da tempo. Oramai per chi se lo conquista seriamente sul campo o per chi se lo costruisce artatamente, l’appellativo di anticamorra, antimafia, anticlan o quello che esso sia, sta diventando sempre di più un mestiere, una maniera per affermarsi sia dal punto di vista pubblico che politico, e di conseguenza aspirare agli scranni più alti del nostro Paese con tutti gli agi e i privilegi che essi comprendono.

Già dall’entrata del Movimento 5 Stelle in Parlamento si è registrato un netto calo della qualità della politica sia dal punto di vista del dibattito pubblico, di competenze e culturale . Da quando è alla guida, l’ex Premier Conte, non essendo un politico nato dal basso ma scelto dalla casta, ha fatto anche peggio, raggirando tutti quelli che erano i dettami primordiali del Movimento stesso e mi riferisco al fatto che prima di adesso, prima di andare a scovare i più demagogici nominativi dal panorama antimafia italiano, per far breccia nelle pance degli italiani, per candidarsi tra le file pentastellate si dovevano avere alcuni requisiti come quello di essere iscritto almeno da due anni sulla piattaforma e farsi votare dagli iscritti entro un termine prestabilito.

Non credo che i De Raho, i Patriciello e i Pisani laddove accettassero la candidatura possedessero questi requisiti o sarebbero disposti a farsi scegliere o votare da una cerchia ristretta di elettori pentastellati.

Ovviamente tutto questo gira nell’ordine delle ipotesi, tanto è vero che Maurizio Patriciello ha già smentito la notizia dal suo profilo social, ma se davvero venissero candidati questi nomi, soprattutto quello del prete che segnerebbe anche un cambiamento, giusto o sbagliano che sia, dal punto di vista sociale, vorrebbe dire che la politica non è più quell’arte nobile di arruolare gente con una larga visione e tempo da dedicare alla cura della Res Publica ma si stabilirebbero dei precedenti abbastanza pericolosi, ossia, quelli che per fare carriera politica basta essere o “diventare” un personaggio anticamorra e di conseguenza si svilirebbe anche il senso della lotta con la pericolosa derivazione di affermare, ancora una volta, che la politica in Italia sia funzionale al lavoro delle mafie.

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