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Politica

Stato di emergenza, proroga fino al 31 gennaio?

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Per la giornata di lunedì è in programma il consiglio dei ministri che discuterà del prossimo DPCM. Due i temi sul tavolo del governo: la proroga dello stato di emergenza fino al 31 gennaio e chiedere alle regioni un passo indietro e limitare la presenza delle persone negli eventi sportivi.

Il Premier Conte interpellato dai microfoni dei giornalisti ha spiegato così il suo punto di vista: “Allo stato la situazione continua ad essere critica, per quanto la curva dei contagi sia sotto controllo, richiede la massima attenzione dello Stato e dei cittadini. Perciò abbiamo convenuto che andremo in Parlamento a proporre la proroga dello stato di emergenza fino alla fine di gennaio 2021“.

Dovevamo farlo in questa settimana ma c’è anche il silenzio elettorale, quindi era opportuno attendere lunedì sera dato che ci sono i ballottaggi in alcuni comuni” conclude Conte.

 

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Afragola

AFRAGOLA. Si dimette l’Ass. alle Politiche Sociali Francesco Di Micco

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AFRAGOLA – Altra gatta da pelare per il Sindaco Antonio Pannone. Stamattina al protocollo sono arrivate le dimissioni formali ed irrevocabili dell’Assessore Francesco Di Micco.

Dopo il bilancio, un altro settore molto delicato, soprattutto dopo la querelle legata alla nomina del Direttore dell’Azienda Speciale per le Politiche Sociali, resta senza delegato all’interno dell’esecutivo.

Personali o indotte, ufficiosa o ufficiale la motivazione non si sa. Fatto sta che anche nel settore più “redditizio”, dopo quello dell’urbanistica, opportunamente blindato dal Presidente del Consiglio Biagio Castaldo, ci sarà una corsa all’occupazione della poltrona. Vi terremo aggiornati.

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Politica

Elezioni, intesa siglata tra Letta e Calenda: ecco i dettagli

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Si è concluso poco fa, l’incontro andato in scena oggi tra il leader di Azione/+Europa Carlo Calenda e il segretario del Pd Enrico Letta, che hanno sottoscritto un importante accordo in vista delle prossime elezioni del 25 settembre. Ecco i termini dell’intesa:

La totalità dei candidati nei collegi uninominali della coalizione, verrà suddivisa tra Democratici e Progressisti e Azione/+Europa nella misura del 70% (Partito Democratico) e 30% (+Europa/Azione), scomputando dal totale dei collegi quelli che verranno attribuiti alle altre liste dell’alleanza elettorale. Questo rapporto, verrà applicato alle diverse fasce di collegi che verranno indentificati di comune intesa. Le parti, si impegnano a chiedere che il tempo di parola attribuito alla coalizione nelle trasmissioni televisive, sia ripartito nelle stesse percentuali applicate ai collegi. 

A tal proposito, arrivano le parole di Enrico Letta alla Camera:

“Un momento per annunciare che, a seguito di un incontro con delegazioni dei due partiti, abbiamo siglato un’intesa che riteniamo molto importante, un patto elettorale, all’interno di un accordo più largo con altre componenti a nostro avviso fondamentali per essere vincenti nei confronti della destra”.

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Politica

Governo, Renzi sulla Meloni: “Non è fascista, ha solo alleati imbarazzanti”

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Il leader di Italia Viva Matteo Renzi, è intervenuto questa mattina alla trasmissione ‘Non stop news’ su Rtl 102.5, dove ha parlato delle prossime elezioni e dei suoi avversari politici:

“Giorgia Meloni non è fascista. È una donna di destra che combatterò sempre e che non voterò mai. Ha alleati imbarazzanti, ma darle della fascista significa demonizzarla, come faceva un tempo la sinistra con Berlusconi. Tu vinci se sei più credibile”.

Poi, ha ricordato: “Giorgia Meloni è stata Ministra del governo Berlusconi 14 anni fa, e non ha fatto niente per cambiare questo Paese. Attacchiamola per questo, non per quello che ha fatto Mussolini un secolo fa. Quanti voti prenderà? Certo, dipende dagli altri. Se ci fosse un terzo polo ampio, verrebbero portati via molti voti dalla destra. Se però la sinistra sta tutta insieme con Enrico Letta, che dice di voler aumentare le tasse, è evidente che non sta facendo la campagna elettorale contro la Meloni, ma paradossalmente sta facendo la campagna elettorale per la Meloni”.

Infine conclude, parlando dell’ingresso di Brunetta, Carfagna e della Gelmini con Azione, il Partito di Calenda:

“Per loro è più logico stare in un centro moderato che con la sinistra barricadera, che addirittura non ha votato Draghi. Se da Berlusconi passano direttamente in una coalizione con Fratoianni e coi Verdi, mi dispiace per loro, perché immagino il loro imbarazzo. Questo Fratoianni, che è segretario della sinistra ex comunista e che è coalizzato con il centrosinistra, ha sempre votato contro Draghi. Inutile attaccare la Meloni perché è contro Draghi, se poi imbarchi quelli che sono contro Draghi anche loro”.

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