Resta sintonizzato

Cronaca

NAPOLI. Tentata estorsione ai danni di una pizzeria: minacce e locale danneggiato

Pubblicato

il

Lo scorso 1 ottobre, la Squadra Mobile di Napoli ha tratto in arresto, in esecuzione di un provvedimento di fermo emesso dalla locale D.D.A., LAEZZA Francesco cl. ‘91 e SACCO Salvatore cl. ’97, pregiudicati contigui al clan Contini, gravemente indiziati di tentata estorsione aggravata dal metodo mafioso.

I destinatari della misura, avvalendosi della forza intimidatrice derivante dalla loro appartenenza criminale, hanno tentato, a partire dallo scorso mese di giugno, di imporre il pagamento del “pizzo” al titolare di una pizzeria nel quartiere “Vasto – Arenaccia”.

Gli indagati, in più occasioni, hanno minacciato la vittima affinché corrispondesse loro una tangente estorsiva in occasione delle festività di Pasqua, Ferragosto e Natale, secondo un ormai consolidato modus operandi della criminalità organizzata.

Le indagini, condotte dalla Squadra Mobile e coordinate dalla locale Direzione Distrettuale Antimafia, hanno documentato diversi episodi di minacce e intimidazioni ai danni del ristoratore, tra le quali anche un tentativo di danneggiamento della porta di ingresso dell’esercizio commerciale, mentre l’analisi delle immagini dei sistemi di videosorveglianza ha consentito di addivenire alla compiuta identificazione dei responsabili.

Continua a leggere
Pubblicità
Clicca per commentare

Rispondi

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Casoria

CASORIA. Truffa dello specchietto: occhio a quest’auto

Pubblicato

il

Arrivano altre segnalazioni in merito alla consueta truffa dello specchietto.

In tutta l’area a Nord di Napoli è, ormai, un continuo succedersi di occasioni simili, in cui le povere vittime si vedono costrette a “regalare” soldi con la falsa scusa di aver provocato danni ad uno specchietto(di solito), per evitare l’aumento annuale dei costi assicurativi.

A CASORIA, si sta cercando di riconoscere due “ladri” che a bordo di una Volkswagen Golf di colore bianco avrebbero più volte affiancato auto in transito e, con la solita scusa dell’urto e quindi del danneggiamento avrebbero tentato di racimolare soldi dagli autisti in transito. Se vi dovessero capitare circostanze simili, evitate di fermarvi e denunciate l’accaduto.

Continua a leggere

Cronaca

Aggressione al neomelodico Pino Franzese. La decisione del GIP di Napoli

Pubblicato

il

 Il gip di Napoli ha scarcerato il rapper Armando Di Pinto, 21 anni, e lo zio, Giuseppe Emanuele Di Pinto, 27 anni, accusati di avere aggredito, picchiato e derubato lo scorso 3 maggio a Napoli, il cantante neomelodico Pino Franzese, al secolo Ben Salah Giuseppe, e un suo amico, mentre erano in auto insieme con due ragazze, una ex fidanzata del rapper.
   

Come riportato anche dall’ANSA, il giudice ha disposto l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria ritenendo non sussistenti i gravi indizi di colpevolezza in relazione alla rapina che, invece, sono sussistenti in relazione all’accusa di lesioni volontarie.

Gli stessi indagati hanno confermato, infatti, il movente di gelosia e la lite scaturita quella sera, ma nessuno dei testimoni ascoltati ha confermato sulla sottrazione di oggetti preziosi, così come si evince dall’accusa.

Continua a leggere

Cronaca

Denuncia carabiniere per violenza sessuale in caserma ma viene condannata: i particolari

Pubblicato

il

Condannata per calunnia una 37 enne residente a Ravenna, che aveva denunciato un carabiniere di Napoli lamentando una violenza sessuale subita in caserma. Tuttavia, secondo i giudici, la violenza non si è mai verificata. La donna, processata con rito abbreviato, si è vista infliggere un anno e quattro mesi di pena sospesa. Inoltre, ella, dovrà pagare al militare una provvisionale di 5 mila euro.

La Procura, aveva chiesto l’assoluzione, ritenendo che nelle parole della donna potesse non esserci dolo. La vicenda, risale alla mezzanotte tra il 10 e l’11 gennaio 2018, quando il militare aveva fatto entrare al Comando Provinciale due donne conosciute poco prima in un bar, tra cui la 37 enne. Da qui, la donna, aveva fatto riferimento a due episodi: quello in caserma e un secondo approccio che il militare avrebbe tentato a casa sua. Ad escludere la violenza erano stati due elementi: la testimonianza dell’amica presente e quella del piantone della caserma. Tuttavia, per i fatti avvenuti quella notte, il carabiniere è stato condannato di recente a 11 mesi con pena sospesa, per truffa e forzata consegna.

Continua a leggere

Popolari

Copyright © 2020 Minformo - Testata giornalistica reg. 20/2016 Tribunale Napoli Nord - Direttore Responsabile Mario Abenante