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Caserta

Appalti pubblici alle ditte vicine ai clan: sette arresti nel Casertano

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A Caserta i Carabinieri hanno arrestato sette imprenditori edili, accusati di concorso esterno in associazione mafiosa.

Secondo le indagini, gli imprenditori si sarebbero aggiudicati lavori di somma urgenza per 40 milioni di euro riguardanti la rete idrica regionale grazie all’appoggio del clan camorristico guidato da Michele Zagaria.

Tra i destinatari delle misure cautelari ci sarebbe anche Antonio Fontana, ex sindaco negli anni ’90 di Casapesenna.

Inoltre i militari dell’Arma hanno eseguito anche un provvedimento di sequestro preventivo di 10 imprese edili del Casertano per un valore di circa un milione di euro, riconducibili agli indagati.

Battipaglia

Matteo scende dall’auto dopo l’incidente e viene travolto, addio a un 29enne

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CASERTA – Tragico incidente nella notte sull’autostrada A2 del Mediterraneo, nel tratto compreso tra gli svincoli di Battipaglia. A perdere la vita è stato Matteo Ginetti, 29 anni, originario di Eboli, nella Piana del Sele.

Secondo una prima ricostruzione, ancora al vaglio degli inquirenti, il giovane era alla guida di una Fiat Panda che, per cause in corso di accertamento, avrebbe impattato contro il guardrail per poi scontrarsi con una Citroen. Dopo il violento urto, Ginetti sarebbe sceso dall’auto ma, nel tentativo di mettersi in salvo, sarebbe stato travolto da più veicoli in transito. L’impatto non gli ha lasciato scampo.

Sul luogo dell’incidente sono intervenuti i sanitari del 118 e gli agenti della Polizia Stradale di Eboli, coordinati dal comandante Cosimo Di Cicco. Per il 29enne non c’è stato nulla da fare: il corpo è stato rinvenuto a diversi metri di distanza rispetto alla vettura. La salma è stata successivamente trasferita presso l’obitorio dell’ospedale di Battipaglia.

Sono in corso ulteriori accertamenti per ricostruire con precisione la dinamica dell’accaduto. La notizia si è rapidamente diffusa a Eboli, dove la scomparsa del giovane ha suscitato profonda commozione. Matteo Ginetti era figlio dell’imprenditore Girolamo Ginetti, attivo nel settore del gaming, e della stilista Marina Antonucci, da tempo residente nei Paesi Bassi con la figlia Titti.

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Caserta

Camorra, droga ed estorsioni: 21 arresti tra Mondragone e Caserta

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MONDRAGONE – Sono 21 le misure cautelari eseguite all’alba di questa mattina nell’ambito di una vasta operazione condotta dai Carabinieri del Comando Provinciale di Caserta, su coordinamento della Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli, che ha colpito il clan Gagliardi attivo sul territorio. Il provvedimento del gip di Napoli dispone 13 arresti in carcere, 5 ai domiciliari e 3 obblighi di presentazione alla polizia giudiziaria.

I reati contestati, a vario titolo, vanno dall’associazione per delinquere di stampo camorristico all’estorsione e all’incendio, dalla detenzione e porto illegale di armi al traffico di sostanze stupefacenti. Contestati anche i reati di ricettazione, minacce e lesioni personali.

Angelo Gagliardi, alias mangianastri,72 anni di Mondragone già detenuto presso la casa circondariale di Bologna; Antonio Bova, 26 anni di Castelvolturno, agli arresti domiciliari; Luciano Santoro 30 anni di Mondragone; Romualdo Martella, detto Romoletto, 25 anni di Mondragone; Luigi Raia, detto Gigino, 36 anni residente a Sant’Anastasia; Emanuele Iacobucci, 28 anni residente a Mondragone; Alessandro de Pascale 25 anni residente a Mondragone; Alessandro Martino, detto Martone o matto, già ristretto ai domiciliari a Sesto Campano; Mohammed Mahmoud detto Diego, sottoposto agli arresti domiciliari a Mondragone; Andrea Santoro, 35 anni di Mondragone già ai domiciliari; Fabiola Martella, 26 anni, residente a Mondragone sottoposta all’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria; Raffaele Santoro, 54 anni, detto Lelluccio di Napoli ma residente a Mondragone; Virgilio Bellucci detto Bidusco residente a Mondragone; Luigi Marcello detto Chiattone o faccella di Mondragone già sottoposto agli arresti domiciliari; Giovanni Bova, 21 anni di Mondragone; Guido Migliore, 34 anni, detto Pokémon, già ristretto presso il carcere di Santa Maria Capua Vetere; Salvatore Lazzaro, Lulù, 33 anni detenuto presso il carcere di Santa Maria Capua Vetere; Domenico Tagliafierro, 28 anni, detto Mimmuccio di Maddaloni detenuto presso il carcere di Santa Maria Capua Vetere; Nicola La Rocca, 36 anni di Sarno, già detenuto presso il carcere di Perugia; Daniele Testa, 30 anni di Sarno; Raffaele di Rienzo, 55 anni, detto pistolone, di Mondragone; Vera Assunta Gammella, 28 anni di Mondragone; Patrizia Brando, 23 anni di Mondragone; Petronilla Rota, 47 anni di Mondragone; Salvatore Petrillo, 23 anni di Mondragone.

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Caserta

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CASERTA – Un risveglio blindato per la provincia di Caserta, dove dalle prime luci dell’alba è in corso una massiccia operazione della Polizia di Stato. Gli agenti della Questura di Caserta, coordinati dalla Direzione Distrettuale Antimafia (DDA) di Napoli, stanno eseguendo un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di 17 persone, ritenute organiche o vicine ai clan di camorra attivi sul territorio. L’inchiesta delinea un quadro criminale allarmante. Gli indagati sono accusati di reati che spaziano dall’associazione armata finalizzata al traffico di stupefacenti all’estorsione, fino a episodi di sangue come omicidi e tentati omicidi. Un dettaglio che emerge con forza dalle indagini riguarda l’età di alcuni coinvolti: diversi soggetti, infatti, erano minorenni al momento dei fatti contestati, a testimonianza di un reclutamento precoce nelle fila della malavita organizzata. Oltre al controllo capillare del mercato della droga – con accuse che vanno dall’acquisto e trasporto fino alla raffinazione delle sostanze – l’indagine ha svelato nuovi canali di comunicazione della criminalità. Tra i capi d’accusa figura infatti l’uso di dispositivi telefonici all’interno degli istituti penitenziari, uno strumento fondamentale per i boss detenuti per continuare a impartire ordini all’esterno e mantenere il controllo sulle attività illecite. Le forze dell’ordine sono attualmente impegnate in numerose perquisizioni e sequestri volti a colpire il patrimonio del sodalizio e a raccogliere ulteriori prove. Il coordinamento della Procura della Repubblica di Napoli sottolinea la portata strategica di questo blitz, volto a disarticolare una rete criminale che non ha esitato a ricorrere alla violenza estrema per imporre il proprio predominio nel Casertano.

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