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Casoria Ambiente, saluta l’amministratore Aceto: il suo resoconto

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Casoria Ambiente, saluta l’amministratore Aceto: “Un onore aver condiviso quest’esperienza”

Affidato alla cooperativa sociale “L’uomo e il legno” lo spazzamento manuale, lo svuotamento dei cestini e il diserbo

In attuazione del piano industriale approvato a fine maggio, è stato assegnato ad una cooperativa sociale il nuovo servizio integrato per lo spazzamento manuale, lo svuotamento dei cestini e il diserbo. L’affidamento ha una durata di due anni (prorogabili a tre) e vedrà impegnata la cooperativa sociale ‘L’Uomo e il Legno’. Ci sarà un unico soggetto responsabile di tali servizi, mentre il personale dipendente attualmente impegnato nello spazzamento manuale sarà ricollocato nelle altre attività aziendali. Lo spazzamento manuale sarà effettuato sette giorni su sette nelle zone centrali e in quelle maggiormente frequentate, a differenza di quello attuale che esclude la domenica. In tal modo si risponderà ad un’esigenza molto avvertita, contribuendo a cambiare in meglio il volto della città. Anche il diserbo sarà effettuato dodici mesi all’anno, e si eviteranno pertanto i disservizi degli ultimi anni.

Nel periodo giugno-ottobre sono state inoltre concluse diverse delle procedure attuative del piano industriale, come ad esempio:

– sostituzione dei mezzi di proprietà comunale con mezzi a nolo. I nuovi mezzi dovrebbero essere consegnati entro i primi di novembre;

– affidamento dei servizi di raccolta degli indumenti usati e degli olii esausti;

– innovazione e razionalizzazione digitale;

– comunicazione: sono stati affidati due incarichi per due distinte – e integrate – attività. Accanto alla collaborazione per la comunicazione ufficiale (stampa, social, etc.), è stato già predisposto il primo Piano organico per la comunicazione aziendale (che comprende anche le proposte di logo, il nuovo sito web e lo studio di un’applicazione per i servizi di call center e segnalazione disservizi);

– sensibilizzazione ambientale volta alla riduzione dei rifiuti e al miglioramento della raccolta differenziata: è stato assegnato un incarico per la produzione di materiali specifici (occorre avviare le attività) ed è stata finanziata la campagna PULIAMO IL MONDO di Legambiente Campania, con cui era stato sottoscritto apposito protocollo d’intesa;

– accordo Quadro Anci-Conai 2014-2019 – Progetti Territoriali e Sperimentali: Casoria Ambiente ha formalmente ricevuto il sostegno per il cofinanziamento delle attività di comunicazione e sensibilizzazione;

– accordo COREVE: Casoria Ambiente ha ricevuto un assenso di massima. Per il finanziamento ufficiale delle attività proposte occorre attendere l’approvazione del bilancio da parte di COREVE, che dovrebbe avvenire entro il prossimo novembre;

– è stata predisposta una proposta di modifica al Regolamento comunale per la gestione dei rifiuti urbani e l’assimilazione dei rifiuti speciali;

– è stato predisposto l’avviso per la selezione di massimo n. 7 tirocinanti (5 avvocati e 2 contabili).

Oltre ai punti descritti si aggiungono le seguenti attività, per le quali le relative istruttorie sono già avanzate ed occorre soltanto avviare le procedure:

– software per la gestione intelligente delle isole ecologiche mediante processi digitalizzati;

– servizio di analisi merceologica e supporto del Responsabile qualità della raccolta differenziata, con riferimento sia alle utenze domestiche che a quelle produttive e commerciali;

– raccolta e recupero di toner e cartucce per stampanti.

L’amministratore uscente, dott. Gianluca Aceto, ha ringraziato le lavoratrici e i lavoratori che, con dedizione e spirito di collaborazione, e ciascuno secondo le proprie competenze, hanno condiviso il suo tentativo di trasformare la società per renderla adeguata alle sfide del presente e del futuro e costruire una metodologia aperta e collaborativa per raggiungere risultati concreti.

«Ho il solo rammarico – ha dichiarato l’amministratore in una nota di saluto ai dipendenti – di non avere avuto il tempo di dimostrare compiutamente che Casoria Ambiente ha tutti i mezzi per costituire un’eccellenza nella gestione dei servizi pubblici nel Mezzogiorno. Ritengo tuttavia che il lavoro avviato potrà essere messo a disposizione del nuovo Amministratore, al quale, sono sicuro, non farete mancare il vostro sostegno. Considero un onore e un privilegio aver condiviso con voi questa esperienza».

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Ambiente

Legambiente, in Campania il 68% delle spiagge non sono libere

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In Italia è sempre più difficile trovare spiagge libere, specialmente in alcune regioni. Questo record negativo che non permette quindi una balneazione gratis ai cittadini si ha soprattutto in Campania, Liguria ed Emilia-Romagna, dove la media è la più alta rispetto al resto del paese e tocca quasi il 70%.

A dirlo è è il nuovo rapporto di Legambiente “Spiagge 2022”, diffuso oggi a pochi giorni dall’approvazione del Ddl concorrenza che pone finalmente fine alla proroga infinita alle concessioni balneari fissando l’obbligo di messa a gara dal primo gennaio 2024, così come deciso dalla sentenza del Consiglio di Stato.

“C’è una scarsa trasparenza sulle concessioni balneari, i canoni per buona parte ancora irrisori, la non completezza dei dati sulle aree demaniali e soprattutto l’assenza di un regolare e affidabile censimento delle concessioni balnearie in generale di quelle sul Demanio marittimo. Quest’ultimo punto emerge chiaramente dal rapporto: il dato sui canoni di concessioni è fermo al 2021. Parliamo di12.166 concessioni per stabilimenti balneari, secondo i dati del monitoraggio del Sistema informativo demanio marittimo (S.I.D.), effettuato a maggio 2021. In alcune Regioni troviamo dei veri e propri record a livello europeo, come in Liguria, Emilia-Romagna e Campania, dove quasi il 70% delle spiagge è occupato da stabilimenti balneari. Nel Comune di Gatteo, in Provincia di Forlì e Cesena, tutte le spiagge sono in concessione, ma anche a Pietrasanta (LU), Camaiore (LU), Montignoso (MS), Laigueglia (SV) e Diano Marina (IM) siamo sopra il 90% e rimangono liberi solo pochi metri spesso in prossimità degli scoli di torrenti in aree degradate“.

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Napoli. Si compone il decalogo per tutelare le aree protette

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Nasce dalla sinergia tra il Comando Regione Carabinieri forestale Campania e l”Associazione Studi Ornitologici Italia Meridionale (ASOIM), il decalogo dei comportamenti da evitare all’interno delle Aree Naturali Protette, presentato stamattina, nel “saloncino dei busti” del Complesso Monumentale di Castel Capuano.

La Campania, com’è noto, ha una forte presenza di Aree protette molto diverse tra loro: vi sono infatti due parchi nazionali, dodici parchi e riserve naturali regionali, cinque riserve naturali statali, cinque aree marine protette, un parco archeologico marino sommerso, un parco metropolitano, due riserve MAB Unesco, un geoparco Unesco, due zone Ramsar di Interesse Internazionale per la Migrazione degli Uccelli. 

La relazione di presentazione è stata tenuta dal generale B. Ciro Lungo, comandante della Regione Carabinieri Forestale Campania e dal professore Fraissinet, presidente dell’A.S.O.I.M. All’evento hanno partecipato il generale D. Rispoli, comandante interregionale, il generale B. Jannece Comandante della Legione Campania, il presidente del Tribunale di Napoli Elisabetta Garzo, il procuratore aggiunto di Napoli Pierpaolo Filippelli e l’assessore all’Ambiente del Comune Paolo Mancuso. 

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Stato d’emergenza per siccità: cosa cambia

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Il capo della protezione civile, Fabrizio Curcio, ha annunciato che nelle prossime settimane potrebbe essere dichiarato lo stato d’emergenza nazionale per il problema della siccità che continua a caratterizzare il nostro Paese.

“Penso che nelle prossime giornate, al massimo un paio di settimane, avremo chiare le misure e potremo fare la dichiarazione dello stato d’emergenza. I criteri li stiamo definendo con le Regioni e soprattutto le misure” 

“Quest’anno abbiamo dovuto sopportare il 40/50% di acqua in meno, la siccità è un problema diffuso in tutta Italia. Bisogna capire le misure da mettere in campo per mitigarlo”

Il provvedimento potrebbe essere emanato nel giro di un paio di settimane per l’adozione di nuove misure per contrastare la carenza prolungata dell’approvvigionamento idrico.

Lo stesso Curcio ha anticipato la possibilità di introdurre, nelle zone più a rischio, misure limitative sull’utilizzo dell’acqua: “In alcune zone non è escluso che un razionamento dell’acqua porti a chiusure dell’erogazione nelle fasce diurne”.

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