I casi aumentano in Italia (ieri sono stati accertati 26.831 positivi) ed il Comitato Tecnico Scientifico (CTS) continua a non escludere un lockdown.

La situazione preoccupa perché è molto probabile che il valore dell’indice di trasmissibilità (Rt) abbia già superato o superi presto la soglia del 1,5 registrata la settimana scorsa.

Nel documento Prevenzione e risposta a COVID-19 redatto dall’Istituto Superiore di Sanità (Iss) si legge che un Rt così alto “potrebbe portare rapidamente a una numerosità di casi elevata e chiari segnali di sovraccarico dei servizi assistenziali, senza la possibilità di tracciare l’origine dei nuovi casi“.

A quel punto, secondo l’Iss, sarebbero necessarie “misure di contenimento molto aggressive“, dipendenti dalla durata dell’ondata (da meno di tre ad almeno quattro settimane) e dal livello di rischio (da moderato a molto alto):

– un rischio moderato porterebbe alla possibile chiusura di attività e zone rosse locali, limitando la mobilità in «aree geografiche sub-regionali»;

– un rischio molto alto invece porterebbe alle zone rosse più estese «su scala provinciale o regionale», in sostanza un nuovo lockdown.

Lo scenario meno rischioso prevede inoltre una parte delle lezioni con DAD per gli studenti della scuola secondaria di 2° grado e dell’università o addirittura la chiusura temporanea di scuole/università in funzione del numero di casi.

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