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Avellino

Altra zona rossa. Scatta la chiusura per l’ennesimo comune campano

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Il sindaco Antonio Bossone, ieri ha firmato un’ordinanza con la quale vieta ogni spostamento in entrata e in uscita dal comune di Lauro, in provincia di AVELLINO.

Tutte le attività commerciali chiuderanno alle ore 20 e l’accesso ai punti di vendita alimentari dovrà avvenire in ordine alfabetico: il lunedì dalla lettera A alla lettera M, il martedì dalla lettera N alla lettera Z e così via, in alternanza, per il restante dei giorni della settimana.

Vige il divieto di consumare cibi o bevande in aree pubbliche e nell’area antistante bar e altri locali pubblici e il divieto di fumare in tutte le aree pubbliche e aperte al pubblico. Nell’ordinanza si consiglia inoltre alla popolazione ultrasettantenne di non lasciare le proprie abitazioni durante l’intero arco della giornata

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Avellino

Si ferisce con una motozappa mentre lavora: tragedia sfiorata in Campania

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Un brutto incidente si è verificato quest’oggi a Caposele, in provincia di Avellino, dove un uomo si è ferito con una motozappa mentre stava lavorando.

L’uomo del posto, mentre effettuava dei lavori con la motozappa nel suo fondo agricolo, è rimasto ferito agli arti inferiori.

Sul posto sono intervenuti i Carabinieri della Compagnia di Montella e il personale sanitario del 118 che ha trasportato il malcapitato con eliambulanza all’ospedale di Avellino.

Sono in corso indagini da parte dei Carabinieri, finalizzate a stabilire l’esatta dinamica dell’incidente.

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Avellino

“E’ stato manipolato dalla fidanzatina” le parole della mamma di Giovanni, l’omicida di Avellino

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Giovanni Limata, reo confesso dell’omicidio di Aldo Gioia, sarebbe stato manipolato da Elena Gioia, che avrebbe pianificato l’assassinio non solo di suo padre, ma anche della madre e della sorella.

A ribadirlo è stata Maria Crisci, madre del 23enne che, al quotidiano Il Mattino, ha raccontato il passato del figlio.

Agli inquirenti Giovanni Limata aveva confessato di aver ucciso Aldo Gioia, indicando anche l’armadio in cui aveva nascosto il coltello da caccia usato per colpire 14 volte il 53enne che, al momento della tragedia, stava riposando sul divano di casa.

Le urla dell’uomo lo avrebbero costretto a fuggire e avrebbe, quindi, lasciato il giubbotto insanguinato sulle scale. Dopodiché, secondo la sua versione, il ragazzo si sarebbe fatto accompagnare a casa da un’amica.

L’avvocato del giovane, Mario Villani, ha parlato di una “vicenda ancora da definire” ed ha dichiarato che quella sera del 23 aprile Giovanni non era solo, ma c’era qualcuno con lui. 

Maria Crisci, invece, ha spiegato al quotidiano che il figlio in passato aveva vissuto momenti difficili. Aveva anche tentato il suicidio dopo una delusione d’amore, ma che ha “sempre reagito trovando la famiglia dalla sua parte a sostenerlo”.

Giovanni, prosegue la donna, quel pomeriggio era andato ad Avellino con l’autobus. “A tarda sera è tornato stanco, strano, accompagnato da qualcuno, ci ha detto. Poi sono arrivati i poliziotti e l’hanno preso”. Il ragazzo, però, “era convinto di non avere ucciso nessuno”.

Io e mio marito stiamo soffrendo ma non era la nostra famiglia ad essere manchevole. Non è la nostra famiglia che non ha amore al suo interno” ha concluso la donna.

Intanto, secondo alcune indiscrezioni, sulla vicenda sarebbero state interrogate anche due donne, madre e figlia di Cervinara, le quali sarebbero andare nella notte tra venerdì e sabato ad Avellino per riportare Giovanni Limata a casa. Le due sarebbero state interrogate dalla squadra mobile ed avrebbero raccontato la loro versione dei fatti.

Giovanni Limata avrebbe contattato la ragazza per chiedere aiuto in quanto avrebbe detto che aveva litigato nuovamente con Aldo. La ragazza avrebbe convinto la madre e le due sarebbero andare ad Avellino dove ad attenderle c’era Giovanni che non avrebbe fatto alcun cenno a quanto accaduto, ma avrebbe solo confermato di essere scosso perché Aldo aveva detto di nuovo no alla sua relazione con Elena e per questo avrebbero litigato, ma non avrebbe detto alle due donne di averlo colpito diverse volte con un coltello. Le due donne non sarebbero al momento indagate.

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Avellino

Dramma in Campania: a 24 anni, Saverio, si toglie la vita

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 Un ragazzo di 24 anni si è tolto la vita ieri, venerdì 17 aprile, per motivi apparentemente incomprensibile.

Saverio Fiore, aveva infatti un lavoro, una fidanzata, una famiglia che lo amava, tanti amici con cui condivideva tempo, divertimento e aspirazioni. Tante passioni, la moto e gli animali su tutti. Il sorriso sempre stampato sul volto.

La comunità di Quadrelle, in provincia di Avellino, non sa darsi una spiegazione per il gesto compiuto dal giovane Saverio, che ha deciso di togliersi la vita a soli 24 anni.

Sono stati i suoi genitori, infatti, ieri mattina a ritrovarne il cadavere, preoccupati per non averlo visto come sempre a bordo del suo trattore per iniziare la giornata lavorativa. Recandosi all’interno della stalla, accanto alla loro abitazione, si sono ritrovati il corpo del figlio appeso a una corda.

Saverio lavorava nell’azienda di famiglia già da qualche anno, una rivendita di legna che andava avanti da un paio di generazioni. Faceva il boscaiolo e si dedicava a tutte le attività connesse, aveva una particolare dedizione per gli animali, che curava con uno straordinario affetto. Aveva tra l’altro appena comprato sia un trattore che una macchina, investimenti per il presente ma anche per il futuro, a cui improvvisamente il 24enne ha voluto sottrarsi.

Amici, amore e affetto non gli mancavano, unico neo la morte del nonno avvenuta due mesi fa a cui era particolarmente legato e qualcosa dentro di lui deve essersi evidentemente spezzato.

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