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Allarme al Carcere di Poggioreale: “Troppi agenti penitenziari contagiati!”

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Il vicesegretario regionale dell’Osapp, Luigi Castaldo ha lanciato l’allarme: a Poggioreale mancano gli agenti penitenziari, in troppi i contagiati.

Pur se con grosse criticità il poco personale di Polizia Penitenziaria operante nel carcere di Poggioreale rispetta con zelo il proprio dovere con forte senso del dovere e spirito di abnegazione, ma dalle piante organiche mancano oltre 200 unità ed in questo travagliato periodo epidemiologico visti i contagiati in essere, la grave carenza si fa sentire maggiormente, costringendo molto personale al ricorso dello straordinario ed al rinvio di congedi per esigenze di servizio” ha spiegato Castaldo.

Continuando: “Nonostante le forti misure preventive messe in campo sotto il profilo sicurezza, tra i primi istituti d’Italia a montare il termoscanner per il rilevamento della temperatura a tutti i poliziotti penitenziari ed a tutto il personale civile proveniente dall’esterno e ad utilizzare ogni forma di precauzione disponibile, la Sars-Cov-2 è riuscita a colpire asintomaticamente ed entrare all’interno silenziosamente ed invisibilmente“.

Precisando poi che “Grazie all’equipe della sicurezza sui posti di lavoro prevista dal DLgs 81/2008, capeggiata con forte senso di responsabilità e deontologia dal dott.Berdini Carlo direttore del G.Salvia e scientificamente seguita dal dott.Irollo Vincenzo dirigente medico competente, si è disposto un ferreo protocollo Covid-19 e stabilito un’unità di crisi interna che monitora attentamente tutti i casi di contagi e segnala le dovute mancanze“.

Per Castaldo “la Sars-Cov-2 non ha fatto sconti a nessuno e tutto il sistema penitenziario sta riscontrando grosse criticità pur se sono state messe e saranno messe in campo ulteriori azioni di contrasto a questo maledetto virus, ma oggi più che mai in molti istituti penitenziari campani c’è necessità urgente di unità di Polizia Penitenziaria per continuare a contrastare questa pandemia. Strumentalizzare puntando il dito senza proporre soluzioni cercando di trovare capri espiatori, può solo determinare ulteriore clima di astio e stress lavorativo”.

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Attualità

Folle inseguimento in strada: arrestato 29enne di Cimitile

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I carabinieri della Sezione Radiomobile della Compagnia di Nola, hanno arrestato per resistenza a Pubblico Ufficiale, danneggiamento aggravato e lesioni personali, Antonio Pignatelli, 29enne di Cimitile già noto alle forze dell’ordine.

Secondo le prime informazioni, i militari, hanno individuato l’auto con all’interno il sospettato, ma questi, alla loro vista, ha iniziato a fuggire ed è partito l’inseguimento. La corsa, è durata 40 minuti e, nonostante fosse braccato, l’uomo non si è arreso e ha continuato a speronare più volte l’auto degli agenti. L’inseguimento, è terminato a Cimitile, con la cattura del 29enne. Pertanto, Pignatelli, è stato sottoposto agli arresti domiciliari in attesa di giudizio.

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Sorpresi a spacciare in strada: due giovani in manette

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I carabinieri della stazione di Macerata Campania, in provincia di Caserta, hanno tratto in arresto in flagranza di reato per spaccio di sostanze stupefacenti, un 20enne di origini marocchine e residente a Curti, oltre ad un 28enne albanese e residente a Portico Caserta.

I due, sono stati sorpresi mentre cedevano, dietro pagamento di 15 euro, un involucro contenente hashish del peso complessivo di 0,5 grammi ad un acquirente, prontamente segnalato alla Prefettura. Pertanto, gli arrestati, sono stati sottoposti agli arresti domiciliari in attesa di giudizio.

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Attualità

Campania, ansia per Antonio: l’uomo svanito nel nulla da un mese

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Continuano le ricerche a Cervinara, in provincia di Avellino, per la scomparsa di Antonio Moscatiello, svanito nel nulla ormai da un mese. Un testimone, dice di averlo visto lo scorso 27 giugno, incamminarsi lungo la strada che va da via Partenio fino a località Coppola. Da allora nessuna traccia.

Permane il mistero, visto che nessuno, dice di averlo visto salire su un autobus o di avergli dato un passaggio, mentre la possibilità che abbia addirittura cambiato Paese, non trova riscontri concreti. Tuttavia, finché non si troveranno prove sufficienti, il caso non potrà essere riaperto.

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