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Covid-19, Crisanti attacca: “Oggi non farei il vaccino. Serve trasparenza”

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Andrea Crisanti, direttore del laboratorio di microbiologia dell’Università di Padova, a Buongiorno su Sky TG24, è tornato a parlare del vaccino:

Ribadisco che sulle basi delle conoscenze che abbiamo oggi non mi farei il vaccino. Se dovessero rendere pubblici i dati e la comunità scientifica ne validasse la bontà me lo farei, non ho alcun dubbio su questo.

È una questione di trasparenza: se si vuole generare fiducia bisogna essere trasparenti. 

Più gli scienziati lamentano assenza di informazioni e più la pretendono, più la gente si fida. Possibile che non si capisca questo meccanismo? La trasparenza genera un bene inestimabile: la fiducia.

Questa levata di scudi che c’è stata è assolutamente irragionevole, perché non ho detto che non mi farò il vaccino, ma semplicemente che è necessario che tutti nella comunità scientifica abbiano accesso ai dati grezzi. In questo modo facciamo il vaccino tutti quanti, senza nessun timore e alcun retropensiero. 

Al direttore dell’Aifa Magrini (che ha detto che Crisanti ha parlato per stanchezza e dovrebbe chiedere scusa ndr) rispondo che loro dovrebbero chiedere scusa perché hanno approvato il Remdesivir in modo frettoloso. Chiedessero loro scusa di questo, che è molto più importante“.

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Picchia la moglie incinta e poi la chiude in casa: 35enne in manette

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Episodio di violenza di genere a Pedara, in provincia di Catania, dove un uomo di 35 anni ha picchiato la moglie incinta, per poi chiudere il cancello di casa per impedirle la fuga.

Secondo le prime informazioni, i carabinieri accorsi sul posto, hanno trovato nel cortile di casa la donna, di 37 anni, evidentemente dolorante e con vistose tracce di sangue sul viso. A quel punto, la stessa ha riferito agli agenti, di essere stata prima picchiata e poi rinchiusa in cortile dal marito, il quale si era rifugiato in mansarda all’arrivo dei militari.

Inoltre, la vittima ha aggiunto che già in altre occasioni, l’uomo si era reso protagonista di simili comportamenti. Pertanto, il 35enne è stato raggiunto al piano superiore ed è stato arrestato e condotto in carcere, dove dovrà rispondere all’accusa di maltrattamenti in famiglia e lesioni personali.

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Florida, l’Fbi irrompe nel resort di Trump: portati via alcuni documenti

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Blitz degli agenti dell’Fbi presso il resort di Donald Trump a Mar-a-Lago, in Florida, dove nel corso di una perquisizione hanno portato via scatole piene di documenti.

In particolare, gli agenti hanno mostrato un mandato di perquisizione al giudice, nell’ambito di un’indagine sul trattamento dei documenti presidenziali, compresi alcuni riservati che Trump, avrebbe potuto conservare nella sua casa in Florida. L’ipotesi più probabile, è che si tratterebbe di una nuova probabile causa di violazione della legge federale, sulla gestione dei documenti della Casa Bianca da parte di Trump.

Ecco le dichiarazioni di Trump, che al momento della perquisizione, si trovava alla Trump Tower di New York:

“La mia bella casa, Mar-A-Lago a Palm Beach, in Florida, è attualmente sotto assedio, perquisita e occupata da un folto gruppo di agenti dell’Fbi”. Inoltre, secondo l’ex presidente, si tratterebbe di un “attacco dei Democratici della sinistra radicale, che disperatamente non vogliono che mi candidi alla presidenza nel 2024”.

Poi, ha aggiunto: “Niente di simile è mai successo prima a un presidente degli Stati Uniti. Dopo aver lavorato e collaborato con le agenzie governative competenti, questo raid senza preavviso nella mia casa, non era necessario né appropriato. Hanno persino fatto irruzione nella mia cassaforte”!

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Blitz della GdF, maxi sequestro di beni per due aziende di rifiuti: la situazione

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Blitz della Guardia di Finanza di Napoli e della Compagnia di Torre del Greco, che nell’ambito di un’inchiesta della Procura di Torre Annunziata, hanno eseguito perquisizioni e sequestri presso alcune abitazioni. In particolare, tre persone, amministratrici di fatto e di diritto di due società operanti nel settore della raccolta dei rifiuti, si sono viste sequestrare preventivamente 13 automezzi per la raccolta rifiuti, oltre a somme del valore di 1,5 milioni di euro.

Pertanto, i tre indagati avrebbero letteralmente prosciugato il patrimonio aziendale di beni di pregio, tra cui quadri e altre opere d’arte, di soldi e automezzi, portando due società alla bancarotta. Inoltre, nel corso delle perquisizioni, i finanzieri hanno rinvenuto somme di denaro e beni per un valore di 441 mila euro.

Le indagini effettuate, hanno messo nel mirino due società oggetto di fallimento, ovvero la ‘Sagi Service Srl di Torre del Greco e la ‘Melito Multiservizi S.p.a.

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