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Attualità

Inaugurati giardinetti in Viale Raffaello a Frattamaggiore. E c’è anche un omaggio per l’occasione

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Frattamaggiore. Oggi ricorre la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, istituita dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite nel 1999.

A Frattamaggiore, l’Amministrazione Comunale, guidata dal dott.Marco Antonio Del Prete, ha voluto lanciare ancora una volta un messaggio chiaro e deciso contro la violenza di genere, attraverso la installazione di una panchina rossa nei nuovi giardinetti di Viale Raffaello, inaugurati per l’occasione.

Il simbolo della lotta contro la violenza sulle donne, in un’opera attesa da anni nel quartiere.

L’installazione è stata realizzata grazie alla collaborazione con i Rotaract Afragola-Frattamaggiore Porte di Napoli. Alla cerimonia, tenutasi in forma ristretta nel rispetto delle normative anti covid, oltre al Sindaco, anche l’Assessore alle Pari Opportunità, la dott.ssa Paola Lupoli.

Credo molto nel valore e nell’importanza dei simboli. Perché rivelano la nostra identità e ci ricordano la strada da percorrere. –dichiara il Sindaco a margine dell’evento- Non è un caso che alla prima uscita pubblica con la mia nuova squadra di Governo, nella Giornata della lotta alla violenza di genere, abbiamo deciso di installare questa panchina rossa. E lo abbiamo fatto durante la cerimonia di inaugurazione di uno spazio verde rimasto vittima di reiterati atti di vandalismo. Come il nastro tagliato rende a questo quartiere un’area importante per i tanti cittadini che lo abitano ma soprattutto riqualifica un’area periferica avvicinandola al centro e facendo percepire il lavoro delle Istituzioni, così questa panchina deve ricordare ad ogni donna che non è sola e che le Istituzioni sono al suo fianco. Sempre e comunque. Ma affinché i simboli poi non restino vani, abbiamo bisogno che ognuno di noi si impegni, ogni giorno, per ricordare a tutti che a Frattamaggiore non c’è, e non ci sarà mai, posto per la violenza, in ogni sua forma…e che questa squadra lavorerà strenuamente affinché tutte le persone abbiano la stessa dignità e lo stesso diritto di essere felici

Afragola

Afragola. Nuovo centro vaccinale in città: finalmente l’epilogo

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La commissione prefettizia di Afragola ha consegnato poco fa la struttura del Lumo all’ASL per la realizzazione di un centro vaccinale per la durata utile a vaccinare la popolazione Afragolese.

Finora in molti si erano fatti promotori di proposte e oggi la commissaria Anna Nigro e la disponibilità del gestore ASD Atlantide, hanno reso possibile la realizzazione di ciò che sembra quasi un sogno.

Il nuovo Centro Covid aprirà in città e ora spetta all’ASL attrezzare la sede nelle prossime settimane.

L’ASL Napoli 2 Nord  ha accolto la richiesta di allestire su questo territorio un presidio per effettuare la campagna vaccinale e il centro, come riportato in un nostro precedente articolo, verrà realizzato in locali del complesso Lumo resisi disponibili a seguito di accordi con il gestore della struttura.

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Attualità

Vaccini Johnson&Johnson: c’è già lo stop a causa di 6 casi sospetti

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La Fda (Food and Drug Administration) e il Cdc (Centers for Disease Control) hanno richiesto la sospensione precauzionale del vaccino anti-Covid di Johnson&Johnson negli Stati Uniti, dopo la segnalazione di 6 casi di formazione di «coaguli di sangue» nelle due settimane successive alla somministrazione del preparato.

Tutti i 6 casi di reazione rara avversa hanno riguardato donne di età compresa tra i 18 e i 48 anni, scrive il New York Times.

Sinora, negli States, sono state somministrate circa 7 milioni di dosi del preparato della J&J.

Nel frattempo, la Fda ha raccomandato di «mettere precauzionalmente in pausa tutte le somministrazioni del vaccino», annunciando una conferenza stampa (alle ore 16 italiane) per chiarire le ragioni dello stop al vaccino.

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Attualità

Università. Quando e come riaprirà: le parole della Ministra Maria Cristina Messa

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La Ministra dell’Università e della Ricerca, Maria Cristina Messa, in un’intervista a “Open” ha parlato della riapertura delle Università, spiegando quando e in quali modalità sarà possibile la riapertura.

Ci sono ragazzi al secondo anno dell’Università che non hanno mai visto la propria facoltà, ragazzi che hanno iniziato il proprio percorso senza neppure avere l’opportunità di conoscere di persona i loro docenti, persone che si sono laureate, terminando il loro percorso, senza neppure poter dire addio al mondo che le ha accompagnate per anni. Per non parlare del ricevimento fatto scrivendo il proprio nome su un foglio affisso all’esterno dell’ufficio del professore e delle attese tra libri, ansie e sorrisi seduti a terra in un corridoio prima degli esami, cose completamente sconosciute alle nuove matricole.

Studiare a queste condizioni non è di certo semplice, ma quando si potrà tornare ad una pseudo-normalità?

L’università a distanza, senza le esperienze e le occasioni che si vivono fisicamente negli atenei, semplicemente non è università.

La ministra Maria Cristina Messa lo sa bene: «La maggior parte della formazione deve avvenire in presenza. Questa è una caratteristica imprescindibile per l’università».

Messa è stata la prima donna a capo di un’università milanese, rettrice della Bicocca dal 2013 al 2019, e quarta, in assoluto, in Italia. Con lei alla guida, l’ateneo ha raggiunto la parità di genere assoluta nei suoi organi di governo. Ed è stata anche la prima donna a ricoprire il ruolo di ministra dell’Università e della ricerca.

«C’è un enorme lavoro da fare. Le donne ordinarie sono il 35% del totale. Le ricercatrici, in numero, superano i ricercatori. Ma più si sale di grado, più scende la percentuale di donne» ha spiegato la Ministra.

«Le matricole dell’anno 19/20, che adesso stanno frequentando il 20/21, dovranno sicuramente frequentare il terzo anno in maniera più diretta. La cosa importante, adesso, è seguire con attenzione l’andamento pandemico e programmare la riapertura» ha spiegato Messa.

La ministra, medico specializzato in medicina nucleare, ammette che le incertezze legate al Coronavirus non permettono di avere un piano di riapertura chiaro. Ma nell’intervista ha voluto comunque annunciare una possibile prospettiva «Se, ad aprile, scendono i contagi e aumentano le vaccinazioni, possiamo cominciare a riaprire i laboratori, le biblioteche. Riprendere i corsi in presenza è inutile perché a maggio, di fatto, terminano. Per esempio, le sessioni di laurea si potrebbero fare in presenza. Dobbiamo prepararci per aprire a ottobre».

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