Il coordinatore del Comitato tecnico scientifico Agostino Miozzo, a Inews24.it, ha parlato della situazione epidemiologica in Italia, spiegando ai cittadini che per sopravvivere c’è bisogno di un cambio di abitudini:

Arrivati a questo punto, deve essere chiaro a tutti che anche le nostre più significative abitudini devono cambiare, oppure passeremo rapidamente da un’ondata all’altra.

O facciamo così o verremo travolti da uno tsunami inarrestabile che non si limiterà al coronavirus, ma aumenterà il rischio di morire d’infarto o a causa di un incidente perché non ci saranno ambulanze, sale operatorie o terapie intensive disponibili.

Gli assembramenti per lo shopping e per la morte di Maradona sono la dimostrazione che qualcosa non va nei sistemi di controllo.

Chiusura piste da sci? È una delle poche volte che sono d’accordo con Crisanti. Questo lo dico perché non sempre si può ridurre tutto a ‘bianco o nero’. Sulla chiusura o apertura parziale degli impianti deciderà il Cdm, noi abbiamo dato delle indicazioni, sapendo che il fattore di rischio non deriva dallo sci, ma dagli assembramenti negli impianti, negli alberghi, e a causa degli spostamenti della popolazione. Sappiamo anche però che esiste un’economia che vive di questo turismo e il Governo dovrà fare i conti anche con questo.

Dovrà essere un Natale sobrio e tranquillo senza quella coreografia a cui siamo tutti abituati. È l’unico modo perché sia davvero un Natale sereno. Io stesso sono abituato a pranzi con 20-30 persone a tavola, quest’anno non si può fare. Come non si potrà andare alla tradizionale Messa di Natale a mezzanotte: sono sicuro che il buon Dio ci perdonerà“.

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