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Castellammare di Stabia. L’operazione dei Carabinieri contro i “focarazzi” dell’Immacolata

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Serata di controlli dei Carabinieri della Compagnia di Castellammare di Stabia, impegnati in un servizio a largo raggio in occasione dei tradizionali festeggiamenti dell’Immacolata.

Il servizio, finalizzato al contrasto delle accensioni pericolose e non autorizzate di roghi, ha visto l’impiego di un massiccio numero di militari.

Spento un principio di incendio di una pira a Largo Pozzano, tutta la legna è stata rimossa.

E’ stato poi spento un principio d’incendio di una pira in Piazzetta Mari nel Rione Cicerone: anche in questo caso il legname è stato rimosso. E ancora recupero e rimozione di un grosso quantitativo di legna pronta per essere data alle fiamme in un terreno incolto nel rione Rione Savorito e in via Rivo San Pietro del Rione Scanzano.

E’proprio qui, nel Rione Scanzano, che alcuni ragazzi hanno tentato di innescare un rogo, sul quale era esposto anche uno striscione. Non hanno fatto però in tempo perché interrotti dai Carabinieri.

Tra questi ragazzi, uno è stato denunciato. Si tratta di un 19enne del posto già noto alle forze dell’ordine che aveva partecipato alla raccolta del materiale da dare alle fiamme, inseguito e bloccato dopo un tentativo di fuga dalle pattuglie intervenute. Nelle sue tasche anche una dose di marijuana.

Il giovane è stato denunciato, segnalato alla prefettura quale assuntore di sostanza stupefacente e sanzionato per le norme anti-covid.

Durante i controlli, rinvenute e rimosse altre cataste di legna: in via Venezia e all’interno del Rione Moscarella.

Nella notte è stata arrestata anche una persona per evasione. A finire in manette Manuel Spagnuolo, 42enne del posto, sorpreso in strada, fuori dalla sua abitazione. Perquisito, è stato trovato in possesso di una dose di cocaina.

I controlli sono stati estesi anche nei comuni limitrofi. A Gragnano sono state recuperate molte cataste di legna in via Volte, in via Ponte Carmiano e in via Dante Alighieri.

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Castellammare sotto indagine: la Prefettura invia ispettori per verificare legami tra politica e camorra

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Ispettori del Ministero dell’Interno a Castellammare di Stabia per verificare la possibile presenza di infiltrazioni della criminalità organizzata nell’amministrazione di centro sinistra. Su delega del Ministro dell’Interno, il Prefetto di Napoli, Michele di Bari, ha nominato una Commissione d’accesso che avrà accesso agli uffici comunali per tre mesi, prorogabili una sola volta per ulteriori tre mesi. L’obiettivo è accertare eventuali collegamenti tra politica e clan locali, dopo che le indagini della Dda hanno toccato diversi settori della città.

Le verifiche fanno seguito a diversi filoni di inchiesta che hanno riguardato il calcio cittadino, gli appalti per il nuovo ospedale e il servizio ambulanze, ma anche la politica locale. Tra gli indagati figura il consigliere di maggioranza Gennaro Oscurato, dimessosi lo scorso 15 gennaio per i suoi presunti rapporti con il clan D’Alessandro.

Il sindaco Luigi Vicinanza, in una nota, ha accolto la decisione con serenità: «Siamo pienamente tranquilli sull’operato dell’amministrazione, che ha sempre agito nel rispetto della legalità, della trasparenza e dell’interesse pubblico. Ogni iniziativa volta a garantire ulteriormente questi principi contribuisce a rafforzare la fiducia dei cittadini nelle istituzioni».

Vicinanza ha aggiunto: «Come ho già detto in consiglio comunale, Castellammare è stanca della camorra. È il momento di costruire una vera alleanza per la legalità e per la buona amministrazione. Ben vengano le verifiche della Prefettura, della Magistratura e delle Forze dell’Ordine, utili a fare piena chiarezza e a tutelare la comunità».

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Arresto nel Napoletano per tentata estorsione.

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Una persona è stata raggiunta da un’ordinanza cautelare emessa dal GIP del Tribunale di Napoli, su specifica richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia. I militari della Stazione Carabinieri di Ottaviano hanno eseguito il provvedimento in data odierna, su delega del Procuratore Distrettuale di Napoli, nell’ambito di un’attività investigativa coordinata dalla Procura della Repubblica.

L’individuo è gravemente indiziato del crimine di tentata estorsione, aggravata dal metodo mafioso.

In particolare, il soggetto avrebbe preteso da un imprenditore attivo nel settore del trasporto sanitario il versamento di una somma di denaro per consentirgli la prosecuzione della sua attività lavorativa. Per rafforzare la richiesta, l’indagato avrebbe affermato di agire per conto degli “amici di Castellammare“, paventando l’intervento di un sodalizio criminale nell’eventualità di un rifiuto.

Si sottolinea che la misura eseguita è di natura cautelare, disposta durante le indagini preliminari. Contro di essa sono ammessi mezzi di impugnazione, e il destinatario rimane presunto innocente fino all’emissione di una sentenza definitiva.

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Blitz Anti-camorra contro il Clan D’Alessandro

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La Polizia di Stato ha condotto un’importante operazione anti-camorra, coordinata dalla Dda, che ha portato all’arresto di undici persone a Castellammare di Stabia, tutte affiliate al Clan D’Alessandro.

Tra gli arrestati figura Pasquale D’Alessandro, 54 anni, che aveva assunto la guida dell’omonimo clan dal 2023. Una delle misure cautelari (10 in carcere e 1 ai domiciliari) è stata notificata anche a Paolo Carolei, ritenuto un elemento di spicco del gruppo criminale.

I reati contestati a vario titolo includono associazione a delinquere di tipo mafioso, estorsione, tentata estorsione e detenzione di droga a fini di spaccio. Tutti i reati sono aggravati dall’aver agito con il fine di agevolare il Clan D’Alessandro. La Polizia e la Dda hanno documentato in particolare diversi episodi estorsivi ai danni di imprenditori edili.

Dalle indagini è emerso che il denaro confluiva in una cassa comune utilizzata anche per il supporto economico dei detenuti e delle loro famiglie. È stata inoltre accertata la riconducibilità del clan ad alcune ditte di pulizie titolari di appalti presso l’ospedale San Leonardo e la società calcistica Juve Stabia.

Sono in corso numerose perquisizioni, una delle quali riguarda il fratello di un consigliere comunale di Castellammare.

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