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Campania

Fidanzati arrestati in un B&B: vendevano droga per Capodanno

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Due fidanzati di 25 anni sono stati arrestati dalla polizia in un Bed&Breakfast a Salerno: avevano affittato una stanza fingendo di voler trascorrere lì le vacanze ma in realtà era la loro base per distribuire cocaina ed eroina in città.

I due ragazzi sono stati trovati in possesso di cocaina ed eroina già divise in dosi e sono accusati di detenzione finalizzata allo spaccio e sottoposti ai domiciliari in attesa del processo per direttissima; il cliente, anche lui fermato e identificato, è stato segnalato alla Prefettura come assuntore.

Gli agenti della Squadra Mobile della Questura di Salerno hanno scoperto la piazza di spaccio durante i controlli sulle strutture ricettive, in molti casi utilizzate per feste private in modo da aggirare le norme anti contagio Covid-19.

Insospettiti da un anomalo andirivieni presso la struttura, i poliziotti hanno individuato la coppia e hanno cominciato a tenerla d’occhio. Sono riusciti così a sorprendere M. C. mentre passava due dosi di eroina ad un giovane del posto. Una volta accertata la vendita di droga è scattata la perquisizione all’interno della camera affittata dalla coppia. La ragazza, L. A., è stata trovata in possesso di 49 dosi di cocaina e 42 di eroina e di 235 euro in contanti in banconote di vario taglio, ritenuti provento dello spaccio di droga.

Secondo gli investigatori, anche sulla base del quantitativo di stupefacenti sequestrato, i due avevano pensato di prendere la stanza del bed and breakfast proprio con l’intenzione di trasformarla in una piazza di spaccio per vendere droga prima di Capodanno, senza attirare l’attenzione sulla propria abitazione e sperando che i clienti passassero inosservati, scambiati per altri affittuari della struttura.

 

 

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Battipaglia

Neonata muore durante il parto: cinque sanitari indagati per omicidio colposo

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Quattro medici e un’ostetrica dell’ospedale Santa Maria della Speranza di Battipaglia, in provincia di Salerno, sono indagati per omicidio colposo per la morte di un feto, partorito già senza vita il 4 giugno scorso.

La Procura di Salerno ha avviato un’indagine per capire cosa abbia portato al decesso, e se sia in qualche modo riconducibile a un errore medico. I carabinieri hanno sequestrato le cartelle cliniche della donna e quelle relative alla gravidanza.

Nel registro degli indagati è stata iscritta l’intera equipe del reparto di Ostetricia e Ginecologia, ovvero i sanitari che hanno avuto a che fare con la donna, una giovane di Battipaglia alla 36esima settimana di gravidanza, dal momento del suo ricovero fino al parto.

Il feto è stato sottoposto all’autopsia il 14 giugno. I risultati verranno comunicati entro i 60/90 giorni come da prassi.

I funerali si sono svolti questa mattina nella chiesa Maria Santissima del Carmine, nel rione Stella.

Le versioni dei sanitari e quella della famiglia della donna differiscono totalmente.

Secondo i medici, all’arrivo in ospedale, il 4 giugno, il feto era già morto: il tracciato e l’ecografia non avrebbero riscontrato battito cardiaco della piccola; si sarebbe verificata una emorragia che avrebbe comportato la morte del feto in utero, già prima del parto.

Secondo i familiari, invece, una visita medica effettuata il lunedì precedente non avrebbe rivelato nessun problema e il feto sarebbe stato vivo e la donna lo avrebbe sentito scalciare fino a dieci minuti prima del parto; motivo per cui hanno deciso di presentare denuncia, contestando presunti errori all’equipe medica che avrebbero causato la morte della bambina.

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Attualità

Vaccino sperimentato al Pascale: efficace contro il Covid e le varianti

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Proseguono i test sul vaccino anti-covid eVax, il candidato italiano prodotto dalle aziende Takis e Rottapharm Biotech e che ha coinvolto nella sperimentazione anche il Pascale di Napoli.

Secondo i dati dei modelli preclinici, pubblicati sul sito BioRxiv, il farmaco riuscirebbe a contrastare il virus mostrandosi efficace anche contro le varianti.

I risultati provengono dalle analisi condotte su modelli animali relativi alla sperimentazione clinica di fase 1 e 2 attualmente in corso.

Lo studio è frutto della sinergia tra Istituto Spallanzani, Istituto Regina Elena, Ingm e ospedale San Raffaele di Milano, università tedesca e israeliana, National Infection Service del britannico Public Health England.

Sulla base di tale studio a inizio marzo sono state avviate le sperimentazioni presso alcuni dei più importanti centri italiani: Ospedale San Gerardo di Monza, Istituto Nazionale Tumori IRCCS Pascale di Napoli, Istituto Spallanzani e Centro Ricerche Cliniche di Verona. Il tutto col supporto dei laboratori di VisMederi di Siena.

Il vaccino italiano, sia nel suo funzionamento che per le modalità di somministrazione, si differenzia da quelli finora autorizzati per la messa in distribuzione. Il candidato eVax, infatti, utilizza la tecnologia del Dna e la tecnica di elettroporazione sviluppata grazie alla collaborazione con l’azienda IGEA di Carpi: saranno brevi stimoli elettrici a consentire il passaggio del Dna all’interno delle cellule.

Sono stati avviati anche i primi test sull’uomo. Questi hanno coinvolto anche la città di Napoli dove il farmaco è stato iniettato ad un campione di volontari.

I risultati finora emersi, e presentati ad un’importante rivista internazionale, mostrano che il candidato riesce a contrastare il covid, agendo positivamente anche sui nuovi ceppi.

Lo studio clinico è in corso e ci aspettiamo i primi risultati su sicurezza ed immunogenicità del vaccino per fine Agosto. Nello scenario attuale, COVID-eVax potrebbe rappresentare un ottimo strumento in Paesi dove non c’è attualmente disponibilità di vaccini o come richiamo della risposta immunitaria nel tempo indotta da altre piattaforme vaccinali” ha concluso Lucio Rovati, Presidente e Direttore Scientifico di Rottapharm Biotech.

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Campania

Pompei apre all’alba: solstizio d’estate nel suggestivo sito archeologico

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Una passeggiata al mattino presto è una benedizione per l’intera giornata

(Henry David Thoreau)

E quale miglior modo di iniziare l’estate scorgendo l’alba del solstizio da uno dei luoghi più magici al mondo? Da uno dei luoghi più antichi e suggestivi? Dalla magnifica città sepolta ma allo stesso tempo immortale, il 21 giugno si potrà ammirare l’alba e dare il benvenuto all’estate dalla magnifica Pompei.

Il sito archeologico, infatti, per l’occasione, sarà aperto straordinariamente dalle 4.45. La prenotazione è obbligatoria, con acquisto biglietto su ticketone.it o presso le biglietterie del sito, da venerdì a domenica (orari di sportello/9-17,30), per un numero massimo di 99 persone.

L’ iniziativa è riservata a 100 visitatori al massimo, che accederanno dal varco di ingresso agli scavi di Porta Marina Superiore e sosteranno nella via delle Terme per osservare il fenomeno astronomico che avverrà alle 5,50.

Saranno presenti docenti e specialisti dell’Università della Campania per le informazioni scientifiche, e saranno fornite ai visitatori brochure esplicative.

L’ uscita sarà da da Piazza Esedra. L’iniziativa è realizzata in collaborazione con la Scabec Regione Campania e fa parte del cartellone di eventi di “Campania by night estate 2021“.

Nel giorno in cui il sole appare più alto nel cielo, sarà possibile osservare nell’area archeologica di Pompei il sorgere del sole, in asse lungo via delle Terme. I raggi solari, entrando parallelamente a quelli viari, inonderanno le strade (via delle Terme, via di Nola e via dell’Abbondanza), nell’attimo dell’alba di luce, riflettendosi sulle architetture e sui basalti stradali.

Un ciclo che si ripete continuo e sempre uguale, con una variazione di solo mezzo grado, un diametro solare, rispetto a ciò che avrebbero osservato gli antichi pianificatori dell’abitato.

La forma della città, infatti, come era stato già ipotizzato a fine Ottocento, deriva il suo impianto dal movimento del sole e dall’evento solstiziale.

Una caratteristica scientifica e culturale che si riflette nel modo di costruire le città, riscontrata anche in altri siti della pianura campana e che è oggetto di un progetto di ricerca di un gruppo di studiosi e dottorandi del laboratorio Capys dell’Università della Campania.

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