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Città Metropolitana

L’ex Assessore Metropolitano Cirillo ricorda a De Magistris gli impegni presi con la CTP

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Negli ultimi giorni tiene banco la vicenda della Ctp nell’area metropolitana di Napoli, che versa in una particolare situazione debitoria.

A fare chiarezza su tale situazione è stato il Consigliere Metropolitano Giuseppe Cirillo, ex Assessore ai Trasporti, che nel Consiglio Metropolitano del 29 Dicembre ha presentato una mozione per ricordare gli impegni e gli obblighi assunti, e non mantenuti, dalla Città Metropolitana nei confronti dello stesso Cirillo e del suo partito, il PD.

In pratica, nel Dicembre 2018, il Sindaco, con una delibera di giunta, fissò le prospettive aziendali per la Ctp. Nel febbraio 2019, poi, fu approvato un piano industriale di 60 milioni di euro per il risanamento dell’azienda. Nel novembre 2019, il Consiglio Metropolitano assunse l’impegno di risolvere il problema dell’indicizzazione.

Tutti questi impegni non sono stati mantenuti e, inoltre, nel giugno 2020, è stata comunicata alla Ctp la volontà della Città Metropolitana di versare 36 milioni di euro per risolvere l’accordo transattivo: tale volontà è stata accettata nel luglio 2020.

Per tali motivi, il 16 ottobre 2020, Cirillo ha lasciato la delega ai trasporti, sapendo che la Città Metropolitana avrebbe versato i 36 milioni di euro entro il 30 Novembre.

Purtroppo, però, nonostante sia passato il termine, allo stato attuale tale versamento non è stato effettuato. La Ctp ha presentato un’istanza di concordato e gli stipendi si pagheranno con gli interventi contributivi sostitutivi. Stante tale scenario, la Ctp è destinata a fallire.

C’è però un’ultima speranza, visto che il Sindaco De Magistris si è impegnato a versare, entro la fine di gennaio, ben 29 milioni di euro, che potrebbero risollevare le sorti di questa azienda storica.

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Attualità

Dipendenti linea 1 di Napoli positivi al tampone da Covid-19

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7 dipendenti della centrale di controllo della linea 1 di Napoli sono risultati positivi al tampone da Covid-19.

 Il sito che ospita la centrale di controllo viene sanificato tre volte al giorno, vengono controllati gli accessi e, all’ingresso, a tutti viene misurata la temperatura, sottolinea l’azienda di trasporto. L’Anm ha inviato una comunicazione ai dipendenti della centrale comunicando il contatto con soggetto positivo evidenziando che “secondo la procedura aziendale, sottoposta e verificata anche dalla AsL di competenza”, è possibile evitare la comunicazione al medico curante, effettuando tamponi rapidi con strutture convenzionate e con immediatezza di esecuzione. “Con risultato negativo al tampone e osservando la massima cautela nel limitare gli spostamenti esclusivamente tra casa-sede di lavoro, mantenendo ogni precauzione nell’uso della mascherina e, possibilmente, attuando un isolamento dai familiari durante le ore di permanenza a casa, il dipendente potrà continuare a lavorare“.

Conclude la nota: “L’Azienda assicura ai dipendenti della centrale che ripeterà da domani e fino al 29 gennaio il tampone tutti i giorni nella sede di Colli Aminei e dal 30 gennaio con frequenza di uno ogni due giorni almeno, con costi a proprio carico. All’esito dei risultati dei tamponi di oggi, Anm valuterà le modalità di prosecuzione della circolazione della Linea 

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Città Metropolitana

NAPOLI. Fallimento CTP. Parla l’Amministratore Unico della Compagnia Augusto Cracco

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NAPOLI – Dopo la notizia diramata in esclusiva dalla nostra testata in merito alla Richiesta da parte della Procura per il fallimento della CTP – Compagnia Trasporto Pubblico S.p.A. – azienda partecipata di Città Metropolitana, abbiamo voluto vederci più chiaro e capire quali erano le contromosse adottate dall’azienda ma soprattutto se la politica, in questo caso il Sindaco De Magistris avesse messo in atto qualche azione che potesse scongiurare la chiusura della storica azienda metropolitana.

A tal riguardo abbiamo raccolto le dichiarazioni dell’Amministratore della CTP Augusto Cracco: “Nella mattinata di oggi ,all’udienza dinanzi al GD del Tribunale di Napoli Nord, fissata a seguito delle istanze di fallimento presentate dalla Procura e da un privato, la Società ha anticipato i punti principali del progetto di rilancio in ambito concordatario, a garanzia del servizio pubblico, della conservazione dei posti di lavoro e a tutela dei creditori, con il sostegno della Città Metropolitana di Napoli, il tutto sotto la vigilanza ed il controllo da parte degli Organi della Procedura pre-concordataria per la quale CTP ha presentato istanza e che auspica venga aperta dal Tribunale di Napoli Nord (la decisione e’ prevista nelle prossime settimane).
È questo il percorso individuato dalla Società per la protezione della continuità aziendale che dovrà necessariamente contemplare, da un lato, il riequilibrio strutturale del conto economico anche con l’incremento della produzione chilometrica e, dall’altro, la valorizzazione degli asset e del patrimonio della Società per la migliore soddisfazione dei creditori”.

Adesso la palla passa al Tribunale Napoli Nord che dovrà decidere se le misure attuate dalla Compagnia siano utili a scongiurare il peggio. Vi terremo informati.

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Città Metropolitana

ANTEPRIMA. La CTP vicina al fallimento. È stata già depositata la richiesta del Pubblico Ministero

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NAPOLI – A niente è valso l’appello dell’ex delegato ai Trasporti di Città Metropolitana Giuseppe Cirillo dove in un video pubblicato sulla pagina social ufficiale dell’ente di Santa Maria La Nova chiese al Sindaco De Magistris di indicizzare l’azienda, così come promesso, e di rimpinguare le casse di 38 milioni di euro. Cifra che sarebbe servita a coprire il buco in bilancio all’azienda CTP “Compagnia Trasporto Pubblico S.p.A.”.

Infatti, questi soldi alla Compagnia non sono arrivati ma contestualmente in data 28 Dicembre 2020 il Pubblico Ministero del Tribunale Napoli nord della Sezione Fallimentare ha depositato un richiesta per la dichiarazione di fallimento dell’azienda partecipata di Città Metropolitana.

Il Pubblico Ministero coadiuvato dalla Polizia Giudiziaria della Guardia di Finanza, durante le indagini ha accertato uno stato di impotenza economico-patrimoniale idoneo a privare il soggetto della possibilità di far fronte con mezzi normali ai propri debiti. Inoltre, avviando un’approfondita analisi dello stato economico-patrimoniale dell’azienda si rileva un costante stato di erosione economica dato da una perdita strutturale nella quale i ricavi non riescono a coprire i costi di gestione, oltre ovviamente i costi finanziari e straordinari.

Da quello che emerge dalle indagini, ad aggravare la situazione e quindi rafforzare ancor di più la richiesta per la dichiarazione di fallimento sono elementi che, in questi casi rappresentano atti sintomatici della situazione di insolvenza, così come sintomatici vengono ritenuti oltre agli inadempimenti, le conseguenze stesse degli inadempimenti, quali elevazioni di protesti e pignoramenti, emissioni di decreti ingiuntivi, la risoluzione di contratti di leasing, la mancata corresponsione degli emolumenti ai lavoratori con i connessi contributi assicurativi e previdenziali.

Ad aggravare ancor di più la situazione economica-finanziaria della Compagnia di Trasporto Pubblico c’è anche un’altra mancanza che esce fuori da un’informativa della Guardia di Finanza dove espone alcuni elementi, tali da far ritenere una più che conclamata lesione della veridicità dei dati esposti in bilancio. Nello specifico ci si sofferma sull’incongruenza dei dati non sovrapponibili dei debiti dell’azienda tra quelli reali e quelli dichiarati nel 2015 dove la differenza è rappresentata da circa tre milioni e cento di euro.

Insomma, allo stato attuale, priva di somme fresche che possano rimpinguare le casse e dare respiro al proprio bilancio, l’azienda di trasporti metropolitana vive una condizione che in gergo viene definita “impresa bloccata” perché raggiunta una situazione di patologica asfissia economica e per questo molto vicina al fallimento.

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