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Coronavirus a Napoli. Aumenta la pressione sul Cotugno: scende l’età media dei contagiati

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Aumenta la pressione sull’Ospedale Cotugno, mentre è ancora a livelli gestibili quella sul Cardarelli e sull’Ospedale del Mare.

Il report di oggi degli ospedali napoletani spiega che reggono la pressione al momento nonostante il forte aumento dei positivi al covid19 degli ultimi dieci giorni.

Come riporta l’Ansa, all’Ospedale dei Colli, che comprende Cotugno, Monaldi e Cto, i 286 posti letto tra intensiva, subintensiva e degenza ordinaria, sono quasi tutti occupati.

Al momento, si apprende, non c’è pressione al pronto soccorso grazie a un importante turn over che tra dimissioni e trasferimenti riesce a fronteggiare la situazione.

Al Cardarelli oggi ci sono 112 pazienti covid tra degenza, subintensiva e intensiva, un numero più basso della scorsa settimana quando si era arrivati a 130. Scende però l’età media che è sui 50 anni. In obi covid ci sono 2 pazienti, mentre il terapia intensiva sono occupati 12 dei 14 posti a disposizione. Il Cardarelli regge la pressione anche grazie a trasferimento di Pazienti al II Policlinico.

All’Ospedale del Mare ci sono in tutto 56 pazienti covid di cui 9 in terapia intensiva, uno più di ieri, 8 in subintensiva e 39 in degenza.

Al Loreto Mare sono 35 i pazienti in degenza e 18 quelli in subintensiva sui 20 posti a disposizione.

Al San Giovanni Bosco, ospedale covid con specialistiche, ci sono 32 pazienti covid in degenza sui 39 posti letto disponibili, 6 in ortopedia, 2 in ginecologia, 1 nel nido, 8 in chirurgia e 1 in cardiologia oltre a tre in Terapia Intensiva Cardiologica.

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Crollo Scampia, l’appello del Santobono: “ATTENZIONE!, manca sangue 0 negativo e A negativo”

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“I nostri bambini hanno bisogno del tuo aiuto”: è il drammatico appello lanciato dall’ospedale Santobono Pausilipon di Napoli, dove manca sangue 0 negativo e A negativo, indispensabile per stabilizzare alcuni dei piccoli rimasti feriti nel crollo della Vela Celeste, a Scampia, e fondamentale per gli interventi d’urgenza.

Per donare il sangue, è necessario chiamare il numero verde 3913207599, dal lunedì al venerdì, tra le 10.00 e le 14.00.

Attenzione: non può donare sangue chi è sottoposto a terapie farmacologiche né chi soffre di pressione alta / bassa.

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Definite le commissioni al Parlamento europeo: l’Italia perde una presidenza

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Sono state definite le presidenze e le vicepresidenze di tutte le commissioni dell’Eurocamera. E per l’Italia, rispetto alla precedente legislatura, c’è una novità non marginale: la perdita di una presidenza.

Alla guida della commissione Affari Costituzionali, infatti, non è stato confermato l’eurodeputato di FI Salvatore De Meo, destinato – ma la carica deve essere ufficializzata, alla Plenaria di settembre a Strasburgo – a presiedere la delegazione dei Rapporti con la Nato. L’Italia ha incassato quindi una sola presidenza di Commissione, con Antonio Decaro all’Ambiente. Il capo delegazione M5S Pasquale Tridico, invece, è stato eletto alla guida della sottocomissione agli Affari Fiscali. E’ la Germania, tra i Paesi membri, a conquistare il maggior numero di presidenze, sei. La Spagna incassa la guida di tre commissioni. Due le presidenze alla Polonia. A Varsavia anche una sottocommissione, quella alla Salute con il popolare Adam Jarubas. La Francia incassa la commissione Affari Economici. Il Belgio ottiene la guida della commissione Bilanci, la Repubblica Ceca la commissione Agricoltura, sempre del gruppo dei Conservatori. Alla Finlandia va la commissione Lavoro, mentre la Grecia incassa la guida dei Trasporti.. All’Irlanda la guida della commissione Sviluppo. Alla Romania la commissione Regioni. La Bulgaria infine ottiene la guida della commissione Affari Legali.

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Decreto liste d’attesa, infermieri in stato di agitazione: si va verso lo sciopero

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“E’ arrivato il momento di smascherare le contraddizioni di un governo che da un lato, per bocca del ministro Schillaci, ammette la gravità della questione infermieristica, e dall’altro non va oltre vuote dichiarazioni”. Con queste parole il segretario nazionale del Nursind, Andrea Bottega, annuncia lo stato di agitazione di tutto il personale del comparto, prefigurando “lo sciopero in autunno”.

La mancata attenzione riservata agli infermieri nel decreto liste d’attesa, licenziato dal Senato ed ora all’esame della Camera, è stata solo “la goccia che ha fatto traboccare il vaso. – spiega Bottega all’Ansa – Questo provvedimento, infatti, poteva essere l’occasione giusta per l’esecutivo Meloni di dimostrare attenzione alla categoria. E, invece, le proposte di valorizzazione della professione, ampliandone le competenze, avanzate da diversi senatori, sono state irresponsabilmente respinte”.

Alla base della proclamazione dello stato d’agitazione non c’è solo il decreto liste d’attesa: “Il governo è in carica da 21 mesi. Un lasso di tempo abbastanza lungo durante il quale, tuttavia, se qualche piccolo risultato i medici lo hanno portato a casa, nulla è stato fatto per gli infermieri”, dice Bottega.
“Nulla è stato fatto e neppure – lamenta – programmato, per esempio, contro il demansionamento e nulla si intravede all’orizzonte a livello di risorse aggiuntive per il rinnovo del contratto di comparto, nonostante l’impatto negli ultimi due anni dell’inflazione sui salari di una categoria già tra le meno pagate in Europa. E che dire, infine, dell’indifferenza da parte delle istituzioni rispetto a un tema altrettanto sentito come il mancato riconoscimento del lavoro infermieristico quale usurante?”. 

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