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Salute

Ospedali al collasso. Sindaco-rianimatore del Cotugno lancia l’allarme

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Il governo ha sette giorni di tempo per decidere. Il Cts ha già  le sue raccomandazioni.

Tra gli scenari possibili c’è quello di un lockdown totale di tre settimane per tutto il Paese.

Ieri,Giovanni Lombardi, sindaco-rianimatore del Cotugno di Napoli dopo un turno di 12 ore in pronto soccorso ha lanciato l’allarme: “L’assistenza sanitaria non è più garantita“.

In Piemonte, invece, sono state sospese tutte le visite non urgenti e “a breve pronto soccorso ed ospedali saranno nuovamente al collasso” ha fatto  l’associazione dei Medici e dei Dirigenti Sanitari, chiedendo l’immediata riapertura dell’ospedale in fiera di Torino Esposizione.

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Salute

ASL Napoli 1 Centro: corsa al vaccino prima delle festività natalizie

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NAPOLI – A seguito degli ingenti sforzi della Regione Campania per avvicinare la cittadinanza alla campagna vaccinale, dal 27 dicembre 2020 l’ASL Napoli 1 Centro ha registrato un numero sempre crescente di popolazione intenta a sottoporsi alle dosi di vaccino.

<<Per adeguare l’offerta siamo pronti – fin da domani – ad incrementare ancor di più la rete dei punti vaccinali conservando la possibilità di accedere senza prenotazione>>. Non ha dubbi il direttore generale dell’ASL Napoli 1 Centro, Ciro Verdoliva, nell’accogliere l’ulteriore invito del Presidente Vincenzo De Luca per un ulteriore sforzo straordinario utile a consolidare l’obiettivo di vaccinazione di massa ed aumentare la capacità di somministrazione in termini di dosi giornaliere.

 «Ovviamente questa nuova corsa al vaccino ha creato un maggiore affollamento che si sarebbe potuto evitare – prosegue Verdoliva -, sarebbe bastato venire nei nostri centri nelle scorse settimane e nei mesi passati. Per noi è impossibile non pensare che sino a pochi giorni fa questi centri sono rimasti quasi deserti.

Ad ogni modo la nostra offerta è capillare; basta scegliere il luogo più vicino e comodo e ricordare che non ci sono solo i grandi centri vaccinali. Si può ricevere il vaccino presso i distretti sanitari di base, la rete delle farmacie e dai medici di medicina generale. È importante che anche i cittadini capiscano che stiamo facendo il massimo per rispondere a questo “risveglio tardivo” nei confronti di un bene preziosissimo come la vaccinazione».

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Salute

Covid, Campania: contagi salgono nuovamente e superano quota mille

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CAMPANIA Questo il bollettino ordinario dell’unità di crisi della Regione Campania circa la situazione pandemica da Covid-19.

Questo il bollettino di oggi:(dati aggiornati alle 23.59 di ieri)

  • Positivi del giorno: 1.087
  • Test: 33.833 Deceduti: 3 (*) nelle ultime 48 ore. 1 deceduto in precedenza ma registrato ieri
  • Report posti letto su base regionale:
  • Posti letto di terapia intensiva disponibili: 656
  • Posti letto di terapia intensiva occupati: 23
  • Posti letto di degenza disponibili: 3.160 (**)
  • Posti letto di degenza occupati: 318 (**) Posti letto Covid e Offerta privata.
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Salute

Covid: focolaio nel carcere di Santa Maria Capua Vetere

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SANTRA MARIA CAPUA VETERE – Sono dodici i detenuti positivi al Covid-19 rinvenuti nel carcere di Santa Maria Capua Vetere.

Lo fa sapere il segretario generale del Sindacato Polizia Penitenziaria, Aldo Di Giacomo: “anche se non si dispone di dati aggiornati di fonte ministeriale sulla nuova ondata di contagi nelle carceri campane, la situazione specie nei penitenziari della Campania nel giro di qualche settimana si è fortemente aggravata e richiede, come stiamo chiedendo già da tempo, l’obbligo vaccinale per tutti i detenuti perché limitarlo solo al personale penitenziario non basta a bloccare il focolaio”.

“Ma – aggiunge Di Giacomo – una domanda ci viene spontanea: perché il Garante dei Detenuti per la regione Campania, sempre loquace su tutto, non ha pensato a sollecitare l’obbligo vaccinale per i detenuti? Eppure il quadro del contagio è chiaro e il Garante dovrebbe pur sapere che più di un terzo della popolazione carceraria campana ha gravi problemi di salute e quindi è più esposta al rischio.

A noi pare di cogliere – afferma il segretario generale del Sindacato Penitenziari – una sorta di paura dello Stato che non ha alcuna intenzione di introdurre prescrizioni rigorose sul doppio piano giuridico e sanitario per i colloqui in carcere temendo la reazione di quei clan di criminali che continuano a dimostrare di comandare e controllare i penitenziari”.

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