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Figliuolo e Curcio danno l’esempio: vaccinati con AstraZeneca

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Nelle ultime settimane diverse polemiche hanno accompagnato la campagna vaccinale, con particolare riferimento al vaccino di AstraZeneca, sospeso e poi considerato sicuro ed efficace dall’EMA.

A dimostrazione di quanto detto, questa mattina, al drive through della Difesa alla Cecchignola, a Roma, il Commissario Straordinario per l’emergenza Covid Francesco Figliuolo e il Capo della Protezione Civile Fabrizio Curcio hanno effettuato la vaccinazione, facendosi inoculare, dopo aver atteso il proprio turno in fila insieme ad altri militari, la dose di AstraZeneca.

Infine, secondo le notizie riportate dall’Ansa, anche Mario Draghi farà il vaccino di AstraZeneca, come confermato dallo stesso Premier in conferenza stampa:

Non mi sono ancora prenotato ma farò Astrazeneca“.

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Vaccini Johnson&Johnson: c’è già lo stop a causa di 6 casi sospetti

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La Fda (Food and Drug Administration) e il Cdc (Centers for Disease Control) hanno richiesto la sospensione precauzionale del vaccino anti-Covid di Johnson&Johnson negli Stati Uniti, dopo la segnalazione di 6 casi di formazione di «coaguli di sangue» nelle due settimane successive alla somministrazione del preparato.

Tutti i 6 casi di reazione rara avversa hanno riguardato donne di età compresa tra i 18 e i 48 anni, scrive il New York Times.

Sinora, negli States, sono state somministrate circa 7 milioni di dosi del preparato della J&J.

Nel frattempo, la Fda ha raccomandato di «mettere precauzionalmente in pausa tutte le somministrazioni del vaccino», annunciando una conferenza stampa (alle ore 16 italiane) per chiarire le ragioni dello stop al vaccino.

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Università. Quando e come riaprirà: le parole della Ministra Maria Cristina Messa

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La Ministra dell’Università e della Ricerca, Maria Cristina Messa, in un’intervista a “Open” ha parlato della riapertura delle Università, spiegando quando e in quali modalità sarà possibile la riapertura.

Ci sono ragazzi al secondo anno dell’Università che non hanno mai visto la propria facoltà, ragazzi che hanno iniziato il proprio percorso senza neppure avere l’opportunità di conoscere di persona i loro docenti, persone che si sono laureate, terminando il loro percorso, senza neppure poter dire addio al mondo che le ha accompagnate per anni. Per non parlare del ricevimento fatto scrivendo il proprio nome su un foglio affisso all’esterno dell’ufficio del professore e delle attese tra libri, ansie e sorrisi seduti a terra in un corridoio prima degli esami, cose completamente sconosciute alle nuove matricole.

Studiare a queste condizioni non è di certo semplice, ma quando si potrà tornare ad una pseudo-normalità?

L’università a distanza, senza le esperienze e le occasioni che si vivono fisicamente negli atenei, semplicemente non è università.

La ministra Maria Cristina Messa lo sa bene: «La maggior parte della formazione deve avvenire in presenza. Questa è una caratteristica imprescindibile per l’università».

Messa è stata la prima donna a capo di un’università milanese, rettrice della Bicocca dal 2013 al 2019, e quarta, in assoluto, in Italia. Con lei alla guida, l’ateneo ha raggiunto la parità di genere assoluta nei suoi organi di governo. Ed è stata anche la prima donna a ricoprire il ruolo di ministra dell’Università e della ricerca.

«C’è un enorme lavoro da fare. Le donne ordinarie sono il 35% del totale. Le ricercatrici, in numero, superano i ricercatori. Ma più si sale di grado, più scende la percentuale di donne» ha spiegato la Ministra.

«Le matricole dell’anno 19/20, che adesso stanno frequentando il 20/21, dovranno sicuramente frequentare il terzo anno in maniera più diretta. La cosa importante, adesso, è seguire con attenzione l’andamento pandemico e programmare la riapertura» ha spiegato Messa.

La ministra, medico specializzato in medicina nucleare, ammette che le incertezze legate al Coronavirus non permettono di avere un piano di riapertura chiaro. Ma nell’intervista ha voluto comunque annunciare una possibile prospettiva «Se, ad aprile, scendono i contagi e aumentano le vaccinazioni, possiamo cominciare a riaprire i laboratori, le biblioteche. Riprendere i corsi in presenza è inutile perché a maggio, di fatto, terminano. Per esempio, le sessioni di laurea si potrebbero fare in presenza. Dobbiamo prepararci per aprire a ottobre».

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Covid-19. I dati delle vaccinazioni in Campania: somministrate 1.123.459 dosi

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Secondo il bollettino pubblicato quest’oggi, martedì 13 aprile, in Campania sono state somministrate in totale 1.123.459 dosi di vaccino.

Complessivamente sono stati vaccinati con la prima dose 827.238 cittadini. Di questi 296.221 hanno ricevuto la seconda dose.

La più alta percentuale di persone vaccinate è quella del personale sanitario: più del 99% dei soggetti che hanno aderito hanno ricevuto la prima dose e circa il 91% di essi ha ricevuto anche la seconda dose.

Più del 95% degli ospiti delle RSA hanno ricevuto la prima dose e quasi l’86% di essi ha ricevuto anche la seconda dose.

Degli over 80 sono stati vaccinati quasi il 79% dei richiedenti e il 67% ha ricevuto anche la seconda dose.

Come si evince dalla tabella in foto alta è anche la percentuale dei vaccinati tra il personale non sanitario con il 98% delle somministrazioni della prima dose ed l’87%della seconda; coì come il personale esterno alle strutture sanitarie il 98% del quale ha ricevuto la prima dose ed il 75% anche la seconda.

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