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CARDITO-CRISPANO. Il Consorzio Cimiteriale ha il suo nuovo presidente

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Con grande entusiasmo, ieri, nei nostri nuovi studi, il sindaco di Crispano, Michele Emiliano intervistato dal direttore di Minformo, Mario Abenante, all’Assise City Focus (il nuovo format che entra più nel dettaglio dell’interland di Napoli Nord) ha annunciato che finalmente l’annoso problema riguardante la consegna dei loculi al Cimitero di CARDITO-CRISPANO è stato definitivamente risolto.

Spesso unico appiglio per i critici delle amministrazione Emiliano-Cirillo, anche il “nodo Cimitero” è stato sciolto.

Infatti, è stato nominato il nuovo Presidente del Consorzio Cimiteriale, a dimostrazione che si è ormai raggiunto un punto di svolta effettivo alla risoluzione dei problemi.

A garantire sul collaudo e l’assegnazione dei loculi sarà GIOACCHINO ONORATO, ex candidato della lista “Unità e Cambiamento“, che sostituisce il Presidente uscente Salvatore Lima.

Noi abbiamo intervistato in esclusiva il primo dei due, che è sembrato entusiasta per questo nuovo ruolo a lui incaricato dai sindaci Emiliano e Cirillo.

Volevo ringraziare sin da subito il Sindaco di Crispano Michele Emiliano, per la fiducia accordatami, indicandomi come Presidente del consorzio cimiteriale Cardito-Crispano e il Sindaco di Cardito Giuseppe Cirillo, presidente Dell’Assemblea del consorzio.

Come componente del CDA già in carica, ho partecipato attivamente all’annosa risoluzione del completamento dei loculi, e so benissimo quanto lavoro ci sia dietro nel portare a termine il manufatto, per cui, al presidente uscente Salvatore Lima, e a tutti i componenti del CDA vanno I miei sentiti ringraziamenti per il lavoro egregiamente svolto .

Sin da subito, una volta completato il collaudo, ci attiveremo nell’ avviare le procedure di rito che porteranno all’assegnazione dei loculi, visto che i nostri concittadini di Crispano e Cardito attendono da tempo la consegna. Già dalle prossime sedute, insieme ai componenti del CDA vaglieremo nuove proposte, come il rifacimento del cancello lato Crispano, lavori di riqualificazione e altre iniziative, che mireranno ad una fruibilità del complesso cimiteriale, sempre più eccellente.

La consegna dei lavori dei loculi, non dovrà essere la fine, ma l’inizio di una nuova progettualità seria e longeva, che dovrà garantire per sempre una degna e serena sepoltura ai nostri cari.

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Cardito

CARDITO. Ancora zero risposte per la famiglia di Pasquale Russo assassinato 7 anni fa.

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CARDITO – I cari di Pasquale Russo imprenditore ammazzato nei pressi della villa comunale di Cardito il 5 novembre 2015, ex consigliere comunale e padre di famiglia, non si rassegnano.

A distanza di 7 anni non è stata fatta ancora luce sulla verità e sui motivi del suo omicidio. Oggi sarà celebrata la messa commerativa nella chiesa di Sant’Eufemia a Cardito.

“Pasquale continua a mancarci” queste le parole del fratello Mimmo imprenditore del settore edilizio.

Pasquale Russo padre di tre figli era conosciuto e ben voluto da tutta la comunità locale, da amici, parenti e semplici conoscenti. Avrebbe tanto voluto veder coronare il sogno di sua figlia che il 25 ottobre scorso si è laureata in giurisprudenza con 110 e lode.

Tutti insieme lo ricorderanno in un momento di raccoglimento in via Kennedy nei pressi della villa comunale a Cardito.

“Io e la mia famiglia – ancora il fratello della vittima – abbiamo ancora fiducia nella magistratura anche se le cose vanno a rilento ma prima o poi la magistratura farà il suo dovere e a darci il nome dei mandatari ed esecutori. La nostra speranza risiede proprio negli ultimi sviluppi delle indagini, che restano secretate, e nelle parole del pentito di camorra Michele Puzio che con le sue parole sta diradando qualche nube”.

Pasquale Russo ammazzato il 5 Novembre 2015
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Caivano

Caivano e Cardito: Carabinieri effettuano servizio di controllo in citta, arresti e sequestri

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I carabinieri della compagnia di Caivano hanno effettuato un servizio coordinato a largo raggio nella città a nord di Napoli e a Cardito con diversi controlli e perquisizioni.
Durante le operazioni i militari della locale stazione insieme ai colleghi della sezione radiomobile hanno rinvenuto e sequestrato in un’area condominiale di via Antica Belvedere una pistola a tamburo marca Iver Jonson calibro 38 con 4 colpi all’interno del tamburo e una pistola semiautomatica Browning cat-6754 carica di 8 colpi di cui uno in canna. Rinvenuta anche una busta con all’interno altri 10 colpi calibro 38.

Non solo armi ma anche droga: trovate 6 buste sottovuoto con all’interno marijuana per un peso complessivo di 658 grammi e 11 panetti di hashish che invece superano il chilo di droga. Sequestrata poi altro stupefacente già pronto per la vendita: 47 stecche di hashish e 42 bustine termosaldate con all’interno marijuana per altri 213 grammi complessivi di droga. Trovato anche un bilancino di precisone e diverso materiale per il confezionamento. Le armi sequestrate saranno sottoposte ad accertamenti per verificare il loro eventuale utilizzo in fatti di sangue o altri delitti.

A Caivano i Carabinieri della locale stazione hanno arrestato su disposizione della Corte di Appello di Napoli Massimo Martino*, 47enne del Parco Verde già noto alle forze dell’ordine. L’uomo era già agli arresti domiciliari ed è stato trasferito nel carcere di Poggioreale dove dovrà scontare la pena di 8 anni di reclusione per associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti.

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campania

Cardito. Ergastolo ai colpevoli della morte di Giuseppe Dorice

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La Corte di Assise di Appello di Napoli (seconda sezione, presidente Alfonso Barbarano, giudice a latere Davide Di Stasio) ha confermato la condanna all’ergastolo per Toni Essobti Badre per l’omicidio del piccolo Giuseppe, il bimbo picchiato a morte, anche con un bastone, il 27 gennaio 2019, a Cardito, in provincia di Napoli, e per il tentato omicidio della sorellina. Determinante è per la decisione, è stato il comportamento di Valentina che non ha impedito l’omicidio del figlio .Al termine del primo grado di giudizio Essobti e Casa erano stati condannati rispettivamente all’ergastolo e a sei anni di reclusione.

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