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Cronaca

Vuole salvare il cane ma cade in un burrone: ferito un 44enne

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Un 44enne, residente nel Salernitano, è rimasto ferito quest’oggi mentre cercava di salvare il suo cane, caduto in un burrone mentre stava percorrendo insieme a lui un sentiero montano in località Monte Finestra, nel comune di Cava de’ Tirreni (Salerno).

L’uomo, nel tentativo di recuperare l’animale, è caduto a sua volta nel vuoto per circa 15-20 metri. Il 44enne è stato soccorso da un elicottero del Comando provinciale dei vigili del fuoco.

Una volta recuperato, l’escursionista, ferito ma cosciente, è stato trasportato all’ospedale di Salerno. Per il cane non c’è stato nulla da fare.

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Cardito

Cardito. “I carrelli sono miei!”: parcheggiatore aggredisce una donna per una monetina

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Paura all’esterno di uno noto supermercato di Cardito dove un parcheggiatore abusivo, un giovane di origini straniere, ha tentato di aggredire una donna per accaparrarsi la moneta del deposito del carrello.

L’uomo, secondo i presenti, avrebbe iniziato ad inveire e sbraitare tentando di aggredire i presenti che hanno cercato di difendere la signora anziana, strattonata letteralmente dall’uomo, il quale urlava affermando: “i carrelli sono miei!”

L’aggressione alla donna é stata evitata solo grazie all’intervento di altri clienti, ma da quello che si sa, l’uomo non ha restituito la moneta alla donna.

Più siamo anziane e più fanno i prepotenti” ha riferito la vittima, visibilmente scossa, secondo NapoliToday.

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Campania

Truffa sul Litorale Domizio: si travestono da finanzieri e inscenano un posto di blocco

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Una nuova truffa è stata messa in atto sul Litorale Domizio: alcuni malviventi, travestiti da finanzieri, bloccano le auto dei passanti e li rapinano.

A denunciare l’accaduto è Gianni Simioli che ha pubblicato sul suo profilo Facebook la segnalazione di un utente.

Ciao Gianni buongiorno, ho appena ricevuto una rapina sulla Domiziana direzione Napoli. Ero con un mio dipendente a bordo del furgone quando due persone a bordo di un Alfa Romeo 156 color verde scuro si affiancano mostrano un finto tesserino (spacciandosi per finanzieri) e ci fanno segno di accostare” ha spiegato la vittima.

Continuando “Al che esce una persona alta, apparentemente pulita con una mascherina con un simbolo che riportava a quello della Finanza e ci chiede i documenti. Ingenuamente glieli mostriamo e ci incomincia a dire che stavano alla ricerca di due rumeni a bordo di un furgone che stavano cambiando banconote false ad un distributore di benzina locale. Ci incomincia a fare altre domande del tipo cosa tenevamo all’interno del furgone e gliele mostriamo sempre con la massima trasparenza facendogli vedere i ddt e la fattura“.

L’uomo ha poi spiegato di aver chiesto il tesserino al truffatore ma che alla sua richiesta il malvivente ha risposto con una minaccia : “se vuoi ti mostro anche la pistola”.

Il finto finanziere gli ha così sottratto 470 Euro ma per fortuna, come ha sottolineato il malcapitato, sia lui che il ragazzo che lavora con lui sono rimasti illesi: “I 470€ li avrò anche persi ma per fortuna io e Alessandro siamo rimasti illesi, solo un grande spavento“.

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Cronaca

Papà morto in difesa della figlia per un parcheggio: identificati i 5 aggressori

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I carabinieri hanno identificato cinque persone che avrebbero preso parte all’omicidio di Maurizio Cerrato, il 61enne ucciso con una coltellata davanti alla figlia nel piazzale di un parcheggio di Torre Annunziata, in provincia di Napoli, la sera del 19 aprile.

La ragazza, sentita due volte dagli inquirenti, ha descritto quello che sembra un vero e proprio agguato: il gruppo sarebbe arrivato dopo una prima discussione, nata per un parcheggio, e avrebbe accoltellato il padre al petto.

La Procura di Torre Annunziata, guidata da Nunzio Fragliasso, ha stretto il cerchio intorno ai sospettati e in queste ore sta ricostruendo le responsabilità individuali.

Maria Adriana, la figlia di Cerrato, ha ricostruito quei minuti di follia che hanno portato alla morte del padre. La donna ha raccontato a Fanpage.it che tutto era nato da un parcheggio: aveva lasciato la sua automobile in un tratto di strada pubblica abitualmente utilizzato da un’altra famiglia, spostando la sedia che solitamente veniva utilizzata per “riservarsi” il posto auto. Si era ritrovata con uno pneumatico squarciato e c’era stata una prima discussione. Poco dopo, mentre stava cambiando la ruota col padre, nel piazzale del garage pochi metri più avanti, i due sarebbero stati raggiunti da cinque persone, tra cui quelle con cui avevano litigato in precedenza, e ci sarebbe stata l’aggressione mortale.

La ragazza ha accompagnato il padre all’ospedale di Castellammare di Stabia, ma l’uomo è deceduto prima di arrivare al Pronto Soccorso.

Da Google si nota che quel parcheggio era “riservato” con il sistema delle sedie da almeno 12 anni: la prima fotografia che le mostra risale al 2008, ma ci sono in tutte le fotografie contenute nella cronologia, fino all’ultima, scattata nel 2020. Cerrato, completamente estraneo a qualsiasi dinamica di malavita, lavorava come custode nel Parco Archeologico di Pompei.

Maurizio e Maria Adriana sono due vittime, vittime dell’indifferenza, di tutti coloro che dinanzi alle innumerevoli ingiustizie si gira dall’altro lato, sono vittime di una società fatta di omertà e paura, di indifferenza e silenzi.

Maurizio Cerrato verrà commemorato questa sera, mercoledì 21 aprile, durante una manifestazione della sezione locale dell’associazione antimafia Libera Luigi Staiano e Raffaele Pastore“, che si terrà in diretta Facebook.

L’evento era già in programma perché oggi ricade il 39esimo anniversario della morte di Luigi Cafiero, ventenne ucciso dalla camorra il 21 aprile 1982 davanti alla fidanzata per un errore di persona.

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