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Caserta

Azienda in fiamme: non è esclusa l’ipotesi dolosa

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Un incendio è scoppiato nella serata di ieri, domenica 4 aprile, in un’azienda specializzata nella trivellazione di pozzi.

Nella serata di Pasqua a San Felice a Cancello in via Baracca il deposito della ditta specializzata in perforazioni è stato raggiunto dalle fiamme.

Le lingue di fuoco notate dai residenti dei plessi abitativi limitrofi hanno fatto scattare l’allarme.

La squadra dei vigili del fuoco del Capoluogo ha sedato il rogo in cui sono andati distrutti scaffali di legno ed alcuni attrezzi da trivellazione.

I carabinieri della stazione di Cancello indagano per accertare la natura dell’incendio: non è esclusa l’ipotesi dolosa.

Al fine di ricostruire la dinamica degli eventi, i militari hanno acquisito i filmati delle telecamere di sorveglianza degli esercizi commerciali e delle residenze private in prossimità di via Baracca.

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Caserta

Sparisce in Calabria ma viene ritrovato nella Reggia di Caserta: il mistero di un 64enne

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Sono ormai tre giorni che una famiglia calabrese non aveva notizie di un suo caro, ma oggi l’incubo sembra essere finito.

Il 64enne Francesco Conforti, è scomparso domenica sera dalla sua abitazione di Acri, in provincia di Cosenza, ed è stato ritrovato poche ore fa dai Carabinieri della Compagnia di Caserta.

Il caso ha interessato anche la trasmissione “Chi l’ha visto?”, che ha lanciato un appello ai telespettatori.

È stato però un custode ad aver segnalato la presenza di un uomo nei pressi della Reggia di Caserta, che si è poi scoperto essere proprio il 64enne scomparso, arrivato probabilmente poco prima alla stazione casertana.

L’uomo era in buone condizioni ed è tornato dalla famiglia.

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Caserta

Nonna rapinata e picchiata da un minorenne: si è finto un amico del nipote

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Questa mattina, il personale della Polizia di Stato della Questura di Caserta ed in particolare la Squadra di Polizia Giudiziaria del Commissariato di Aversa, nell’ambito di indagini coordinate e dirette dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale dei minorenni di Napoli, ha dato esecuzione all’Ordinanza di custodia cautelare in I.P.M. emessa dal Giudice per le indagini Preliminari dello stesso Tribunale, nei confronti di P.F. classe 2003.

In tale contesto, il minorenne, è stato individuato quale autore di una rapina aggravata con lesioni, commessa a San Cipriano d’Aversa il 12 gennaio scorso, nei confronti di un’anziana donna.

Il giovane, fingendo di essere un amico del nipote, si è introdotto nell’appartamento della vittima con l’intento iniziale di perpetrare una truffa ai suoi danni.

Successivamente, con artifici e raggiri, l’ha indotta ad aprire una cassaforte a muro e poco dopo, accortosi che all’interno vi erano dei gioielli, ha aggredito l’anziana con schiaffi a due mani e l’ha spinta fino a farle perdere l’equilibrio.

E’ così riuscito ad impossessarsi del contenuto della cassaforte e di Euro 50 per un valore complessivo di 50.000 Euro.

La malcapitata, ricorsa a cure mediche, è stata giudicata guaribile in un tempo superiore a 40 giorni per un politrauma di una vasta area escoriata sanguinante dell’avambraccio, un ematoma alla gamba sinistra, al volto e all’occhio sinistro.

La complessa e brillante attività info/investigativa, tenuto conto anche del peculiare modus operandi del giovane criminale, è stata svolta su indagini per truffe ad anziani commesse sul territorio Napoletano e Casertano.

Gli investigatori hanno così visionato le immagini di video sorveglianza del territorio Agro Aversano e sono riusciti ad individuare l’autore dell’efferato delitto.

Una volta concluse le indagini e considerato il quadro probatorio emerso, il Pubblico Ministero presso il Tribunale dei Minorenni di Napoli, ha chiesto e ottenuto dal Giudice per le Indagini Preliminari, l’emissione di un’Ordinanza di Custodia cautelare in I.P.M.

Stamattina, alle prime ore dell’alba, i Poliziotti del Commissariato di Aversa hanno rintracciato il criminale in un palazzo nel centro storico di Napoli, a Via Duomo, procedendo al suo arresto.

Espletati gli atti di rito, il minorenne è stato condotto presso l’Istituto Penitenziario Minorile di Nisida (NA) a disposizione dell’A.G. procedente.

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Caserta

Abusi sessuali su minori: parroco in manette

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Don Gianfranco Roncone, ex parroco di Presenzano, accusato di abusi sessuali su minori è finito agli arresti domiciliari.

Il giudice per le indagini preliminari Marcello De Chiara del tribunale di Napoli ha disposto la custodia cautelare domiciliare a carico del sacerdote, cinquantacinquenne originario di Sparanise, eseguita dai carabinieri della Stazione di Vairano Scalo.  

Don Gianfranco Roncone è stato coinvolto in una vicenda di abusi sessuali su minori, reato per il quale è stata disposta la misura cautelare personale, mentre risulta gravemente indiziato dei reati di induzione alla prostituzione minorile e possesso di materiale pedopornografico.

Lo scandalo, che vede coinvolto don Roncone, è scoppiato il 23 dicembre 2020 quando i carabinieri della stazione di Vairano Scalo acquisirono i dispositivi telematici (cellulare e personal computer) utilizzati dal sacerdote della comunità di Presenzano al fine di rinvenire tracce di materiale pedopornografico o che attestassero l’intreccio di una relazione con dei minorenni.

Dai riscontri dei militari sono emerse delle ‘palpatine al sedere’ intercorse in due episodi distinti, dicembre 2019 e settembre 2020 ai danni di un piccolo fedele 17enne. Episodi denunciati dal minorenne e di lì a poco, in un’attività di iniziativa dei carabinieri, è partita l’indagine.

Lo scandalo in seno al clero ebbe però delle ripercussioni pressoché drastiche e repentine adottate dalla Diocesi di Teano tant’è che il Vescovo Giacomo Cirulli  il 24 dicembre 2020 sottopose don Gianfranco Roncone al divieto dell’esercizio del ministero pubblico di sacerdote allontanandolo immediatamente dalla comunità parrocchiale di Presenzano.

L’ipotesi accusatoria della Procura Partenopea ha visto il parroco di Sparanise oggetto di induzione alla prostituzione minorile e possesso di materiale pedopornografico, profili indiziari crollati grazie al lavoro dei legali di don Roncone, gli avvocati Renato Jappelli e Dario Mancino.

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