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Olesya Rostova non è Denise. Sbotta l’avvocato in diretta: “Questa mi è sembrata una trappola”

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Cade l’ultimo dubbio sulla vera identità di Olesya Rostova, che a quanto risulta dalle analisi del test del DNA a cui si è sottoposta, non è Denise Pipitone. Si conclude così, l’ennesima falsa pista che aveva dato speranza a Piera Maggio e a tutta Mazara del Vallo. Ma a scatenare le polemiche non è stata tanto la notizia in sé, quanto piuttosto il modo in cui è maturata, visto che l’emittente russa ha voluto sfruttare fino all’ultimo la pista italiana, per evidenti ragioni di business.

Un atteggiamento questo, che ha indispettito e non poco l’avvocato di Piera Maggio, Giacomo Frazzitta, che durante la diretta ha invitato la giovane a dire la verità, invitandola con queste parole: “Olesya, intervieni tu, dacci il gruppo sanguigno e concludiamo questa storia che mi sembra assurda. Datemi il gruppo sanguigno o vi saluto, questa mi è sembrata adesso una trappola”. Poi lo stesso legale ha così concluso: “In Italia non avrebbero mai reso possibile una cosa del genere, non con queste modalità”.

Oltre all’avvocato e a Piera Maggio, a rimanere delusi dall’esito della vicenda, sono stati i telespettatori italiani, che attraverso i social hanno dato così sfogo alla loro indignazione: “Poteva risparmiarsi almeno di ridere davanti al dolore di Piera Maggio” oppure “Sembra sia stato tutto preparato” e ancora “Che epoca buia,. L’esaltazione del nulla, senza rispetto per la dignità altrui. Schifo”

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Inchiesta mascherine. L’ex commissario Arcuri indagato dalla Procura di Roma

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L’ex Commissario straordinario per l’emergenza Covid Domenico Arcuri, è finito nel registro degli indagati della Procura della Repubblica di Roma per peculato. L’accusa, sarebbe contenuta nel fascicolo sulla fornitura di mascherine cinesi. Il 24 febbraio scorso infatti, c’erano stati un arresto e quattro misure interdittive, per l’arrivo in Italia di tali mascherine senza certificazione.

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Attualità

Napoli. Sequestrata una pistola carica e circa 2 chili di droga: i dettagli

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I carabinieri della Compagnia di Bagnoli, hanno controllato nella serata di ieri 76 persone e 43 veicoli. In particolare, gli agenti, hanno puntato il loro mirino sul Rione Traiano, dove è stato inferto un duro colpo alle piazze di spaccio locali. Sono stati sequestrati 260 grammi di cocaina, 290 grammi di marijuana, oltre a 1 chilo e 400 grammi di hashish. La droga, era nascosta nei bidoni per l’immondizia e all’interno di alcuni tubi di plastica per fognature o edilizia. Durante i controlli, è stata anche rinvenuta una pistola Beretta 98FS con matricola abrasa, completa di caricatore, all’interno di un vano contatori.

Pertanto, l’arma, sarà sottoposta ad accertamenti balistici, affinché possa essere abbinata ad eventuali fatti di sangue o intimidazione. Infine, sono state multate per violazione alla normativa anti contagio ben 8 persone, di cui 6 segnalate alla Prefettura come assuntori di stupefacenti.

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Covid, insufficiente il numero di vaccini in Campania: la situazione

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Ancora insufficiente il numero di vaccini che arrivano in Campania. Questo è quanto emerge dalle indicazioni giunte ai medici dell’Asl: l’unica certezza attualmente, sembrano essere le 148 mila dosi di Pfizer annunciate per mercoledì, ma se si considera che sono stati richiesti circa 50 mila vaccini al giorno, i centri campani durerebbero in questo caso meno di tre giorni.

Invece, non è giunta alcuna comunicazione circa le dosi di AstraZeneca e Moderna, mentre è previsto l’arrivo di 15 mila dosi di Johnson&Johnson dopo il 16 aprile, un numero al momento troppo basso. Intanto, dall’unità di crisi dichiarano: “A Figliuolo diciamo che siamo pronti fare tutti i numeri che chiede ma se ci mandi le dosi”. Poi continuano: “Abbiamo stretto l’accordo, stanno facendo la ricognizione per l’allestimento, ma una farmacia per fare le vaccinazioni deve investire, adibire uno spazio, assumere personale, mettere una tenda o un camper, spendere insomma almeno 5-6.000 euro, ma poi gli devi garantire un feed di vaccini”.

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