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Napoli. Rischio chiusura per le botteghe di San Gregorio Armeno: i particolari

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“Cedesi San Gregorio Armeno”. Questa la scritta che capeggiava nella mattinata odierna a Napoli, dove un gruppo di pastorai, si sono ritrovati davanti alle botteghe chiuse per lanciare l’allarme. A tal proposito, Salvatore Gambardella, uno dei 40 artigiani di strada inseriti nella lista dei più famosi al mondo, ha così dichiarato: “Sono venuti delle agenzie immobiliari a chiedere se vogliamo vendere le botteghe, vogliono approfittare delle nostre difficoltà per trasformare la strada in un centro commerciale e far sparire la tradizione”. Dello stesso avviso Serena D’Alessandro, vicepresidente e portavoce dei pastorai, che si è così espressa a riguardo: “Il 30 marzo, abbiamo mandato una pec alle istituzioni, nessuno ci ha risposto, ci ignorano”.

Pertanto, nella giornata di mercoledì, i pastorai saranno davanti alla Regione e chiederanno un incontro con De Luca.

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Campania. Situazione Covid del 9 Maggio

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Resta sostanzialmente stabile in Campania la curva dei contagi.
Secondo i dati dell’Unità di crisi della Regione, nelle ultime 24 ore sono 1.233 i casi positivi su 18.199 tamponi molecolari esaminati.

Ieri l’indice di positività è stato pari al 6,37%, oggi è al 6,77%. I decessi sono 10. I guariti sono 1.616.
Negli ospedali i posti occupati nelle terapie intensive sono 119 (ieri, 122). In calo anche le degenze: oggi sono 1.348 (ieri 1.382)

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Violento terremoto: scosse di magnitudo 3.5

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Trema ancora la terra sicula, vicino l’Etna. Scosse superiori di magnitudo 3.5 che hanno messo paura a tutti gli abitanti dell’isola.

Il sisma di maggiore energia, di magnitudo 3.1, è stato rilevato alle 20.13. Gli altri due, entrambi di magnitudo 2.2, alle 20:10 e alle 20:20. L’ipocentro è stato localizzato a 5 chilometri a Nord-Ovest di Sant’Alfio a profondità comprese tra 5 e 8 chilometri. Non si segnalano danni a cose o persone. (ANSA).

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Campania, De Luca: “Mancano i vaccini e questo è uno dei punti critici della campagna”

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Il Presidente della Campania, Vincenzo De Luca, ospite della trasmissione Mezz’ora in più di Lucia Annunziata su Rai Tre, ha parlato della situazione dei vaccini in Campania, riferendosi in particolar modo alla chiusura dei centri vaccinali di Capodichino e della Mostra d’Oltremare (leggi qui):

Noi chiudiamo due centri di vaccinazione per mancanza di vaccini. Oggi in Italia abbiamo vaccinato 17 milioni di cittadini, ma quelli immunizzati, ovvero che hanno ricevuto due dosi, sono circa 7 milioni. Per immunizzare tutto il Paese, per arrivare a 50 milioni di somministrazioni, con questi tempi ci mettiamo altri 10 mesi. Noi dovremmo arrivare a immunizzare tutti massimo per settembre. Mancano i vaccini e questo è uno dei punti critici della campagna.

A gennaio abbiamo deciso tutti insieme di inviare prima le dosi nelle regioni con popolazione più anziana. Era una scelta di responsabilità nazionale, con l’intesa che entro aprile si recuperasse per la Campania con le dosi in meno che abbiamo ricevuto. Il commissario di governo ha detto che si sarebbe distribuito per numero di popolazione. Poi questo criterio non è stato sempre osservato.

Ad aprile non abbiamo recuperato le 200mila dosi di vaccino in meno che abbiamo ricevuto. È gravissimo, perché pesa sulla regione con più alta densità abitativa d’Italia e quindi più a rischio. Ad oggi siamo a meno 194mila dosi per Campania in base alla popolazione.

Vaccinazioni sulle isole? Abbiamo preso una decisione di puro e semplice buon senso, di tutela sanitaria delle isole, che sono territori a rischio. Abbiamo fatto una valutazione relativa a un comparto economico. Era quindi una scelta di buon senso capire che, se saltava il mese di maggio, saltava la stagione estiva. Quindi, al di là degli orientamenti del governo e del commissario al Covid, abbiamo deciso di andare avanti per la nostra strada. Ora proseguiremo, sulla costiera sorrentina, amalfitana, cilentana, nei Campi Flegrei. Vogliamo fare una cosa ragionevole. La Campania è la prima regione d’Italia per la vaccinazione degli ultra ottantenni e per gli ultra settantenni, di conseguenza noi abbiamo seguito rigorosamente le priorità, vaccinando le categorie a rischio. Dopo di che ci siamo detti che dovevamo agire su due piani: oltre le fasce di età, parallelamente proteggere le fasce economiche.

Io sono un altro Sud. Sono contro l’inefficienza e la clientela, sono contro il Sud che produce debiti e poi chiede allo Stato di ripianarli. Questo deve valere per tutto, anche nell’affrontare questa pandemia. Ci sono al Sud come al Nord amministratori efficienti e quelli che non valgono niente. Anche nella mia regione c’è chi ha lasciato tre miliardi di debiti nell’amministrazione che ha governato finora.

Comunali? Io vedo un ritorno di politica vintage mi sembra di vedere scene anni Ottanta, quando si riuniva il pentapartito per divedersi le candidature nel totale disprezzo delle autonomie territoriali. Invece deve essere scelto chi è capace di amministrare e ha un programma efficace. Se si immagina qualcosa di diverso è sbagliato. Le primarie possono essere uno strumento“.

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