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Politica

Amministrative. Caos a Napoli per le primarie

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Per me la via maestra è quella delle primarie, sono sempre stato contrario agli accordi in stanze chiuse”. Queste le parole del segretario del Pd, Enrico Letta, in vista delle amministrative a Napoli. Parole condivise anche dal Consigliere Regionale Francesco Emilio Borrelli, che già lanciò l’idea delle primarie nella trasmissione “L’ Assise” di MinformoTv.

Ma le parole di Letta hanno creato non poche problematiche nel CSX di Napoli, al punto che il PD napoletano ha rigettato la proposta delle primarie per il futuro candidato a sindaco di Napoli.

Nasce quindi il dubbio di chi sia il futuro candidato a sindaco del centrosinistra di Napoli. Un nome su tutti è quello di Gaetano Manfredi, ex Ministro, gradito da tutti. Non si è fatta attendere anche la risposta dei pentastellati, con la possibile candidatura di Roberto Fico.

Un possibile derby nel centrosinistra, creando non poche spaccature tra gli stessi partiti.

Politica

Amministrative a Napoli, De Luca: “Vedo un ritorno di politica vintage”

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Il Presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca, intervenuto a Mezz’ora in più su Rai 3, dopo aver parlato della situazione relativa ai vaccini (leggi qui), si è soffermato sulle elezioni comunali di Napoli:

Io vedo un ritorno di politica vintage, mi sembra di vedere scene anni Ottanta, quando si riuniva il pentapartito per divedersi le candidature nel totale disprezzo delle autonomie territoriali.

Invece deve essere scelto chi è capace di amministrare e ha un programma efficace. Se si immagina qualcosa di diverso è sbagliato. Le primarie possono essere uno strumento“.

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Lavoro

L’intervento di Draghi al vertice UE: “Questo sistema di lavoro è profondamente ingiusto”

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Intervenendo al social summit di Oporto, una riunione informale tra i vertici delle istituzioni europee e i leader dei Paesi membri, Mario Draghi si è soffermato sulle questioni relative all’occupazione.

«Troppi Paesi dell’Ue hanno un mercato del lavoro a doppio binario, che avvantaggia i garantiti, in genere i lavoratori più anziani e maschi, a spese dei non garantiti, come le donne e i giovani. Mentre i cosiddetti garantiti sono meglio retribuiti e godono di una maggiore sicurezza del lavoro, i non garantiti soffrono un vita lavorativa precaria. Questo sistema è profondamente ingiusto e costituisce un ostacolo alla nostra capacità di crescere e di innovare» ha dichiarato il presidente del Consiglio italiano.

Draghi ha rilevato come la pandemia da Coronavirus abbia ampliato la forbice delle disuguaglianze.

«Lo shock provocato dal Covid ha reso i divari, in Italia e in Europa, ancora più profondi. Così come durante la Grande Recessione e la crisi del debito sovrano in Europa, sono i nostri giovani e le nostre donne a pagare il prezzo di questa tragedia. Queste fratture hanno profonde radici storiche e culturali. Ma svelano anche evidenti carenze istituzionali e giuridiche» ha dichiarato il Premier, intervenendo al panel dal titolo “Employment and jobs“.

Draghi ha poi sottolineato come l’Unione europea abbia fatto «da tempo» del suo modello sociale un punto di orgoglio. Ha così lanciato alle istituzioni europee la proposta di rendere il programma Sure, per il sostegno all’occupazione, strutturale.

«Il sogno europeo è di garantire che nessuno venga lasciato indietro. Ma, già prima della pandemia, le nostre società e i nostri mercati del lavoro erano frammentati. Disuguaglianze generazionali, disuguaglianze di genere e disuguaglianze regionali. Questa non è l’Italia come dovrebbe essere, né l’Europa come dovrebbe essere» ha dichiarato il capo dell’escutivo.

Il primo ministro italiano ha invitato, poi, gli omologhi europei a «non ridurre troppo presto gli stimoli di bilancio».

Parlando, nello specifico, del Recovery Plan e del Pnrr italiano, ha ribadito che «il Piano di Ripresa avrà una clausola di condizionalità che incoraggerà le imprese ad assumere più donne e più giovani. Dovremmo diventare tutti più inclusivi. I governi, i datori di lavoro e i sindacati devono fare la loro parte. Ma le politiche nazionali da sole sono insufficienti. L’Italia accoglie con favore il Piano d’azione della Commissione sul Pilastro europeo dei diritti sociali. Il Piano e il Pilastro mettono le esigenze del Mercato unico insieme a quelle di una strategia di crescita più sostenibile ed equa. Ma dobbiamo fare un passo avanti».

Draghi ha spiegato che l’Italia sta cercando di porre rimedio alla «triste situazione» delle disuguaglianze spendendo proprio i fondi che arrivano dall’Europa. «Verranno investiti 6 miliardi di euro per riformare le politiche attive del mercato del lavoro. Il Piano prevede un Programma per l’occupabilità e le competenze, destinato alla formazione e alla riqualificazione di coloro che devono cambiare lavoro o che sono alla ricerca di una prima occupazione, seguendo l’esempio del Programma europeo di garanzia per i giovani».

Spiegando poi «4,6 miliardi di euro sono destinati ad accrescere il numero di asili nido e di scuole materne, alleviando il carico delle madri lavoratrici. Sono previste anche misure di lotta alla povertà infantile. L’Italia sostiene il progetto di proposta della Commissione Ue di Garanzia europea per l’infanzia, nonché i principi contenuti nell’agenda relativi all’assistenza di lungo termine e alle pari opportunità di genere».

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Politica

CAIVANO. Ennesimo comunicato stampa di Italia Viva dopo l’allontanamento della Palmiero

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Riceviamo e pubblichiamo:

Facendo seguito alla notizia apparsa ieri, mercoledì 5 maggio 2021, su alcuni quotidiani online in merito alla lettera di dimissioni dalla carica di capogruppo e di distacco dal gruppo consiliare di Italia Viva a firma della Consigliera Comunale Giovanna Palmiero, il Gruppo Dirigente, il Gruppo Consiliare, l’Assessore e gli aderenti tutti al partito comunicano quanto segue:

Italia Viva continuerà a perseverare nel solco della legalità, della trasparenza amministrativa e della imparzialità con un unico e grande obiettivo: quello di cambiare Caivano e di rendere orgogliosi i caivanesi.

Una decisione, quella presa dalla Palmiero, sicuramente connotativa di una grande immaturità politica dal momento che la Consigliera non ha mai espresso o rappresentato tale eventualità motivandola per trovare una soluzione comune.

Le aspirazioni legittime, così come i desideri di crescita, della Consigliera Comunale sono sempre state assecondate, guidate e condivise, talvolta anche sacrificandone quelle degli altri componenti del gruppo consiliare e partitico perché per Italia Viva le persone sono importanti e i loro desideri, ancora di più.

Pertanto, non riusciamo a comprendere in cosa la Consigliera Palmiero non sia stata libera di esprimersi. D’altronde di tale decisione non siamo mai stati notiziati, così come il suo precedente allontanamento dal Partito, che a suo dire doveva rappresentare una semplice pausa di riflessione, che però si è tramutata in quello che stiamo apprendendo in questi giorni.

Abbiamo sempre condiviso un percorso politico con gli stessi occhi, guardando sempre ai bisogni della città, o almeno credevamo di guardarlo con gli stessi occhi della Palmiero.

Non sappiamo esattamente in cosa la Consigliera si sia sentita isolata, impedita ad esprimersi liberamente o mancata di rispetto.

In Italia Viva, come accennavamo sopra, le persone sono importanti e vengono considerate e coinvolte tutte con lo stesso peso e con la stessa misura. Non siamo per la linea che chi vince governa e chi perde sta a casa.

Il nostro non è mai stato uno “pseudo gruppo dove il ruolo personalistico di qualche singolo supera quello di squadra”.

Essere Consigliere Comunale, in Italia Viva, non ti permette di avere l’esclusiva di pensiero, parola ed indirizzo politico a fronte di un gruppo che ha unito le proprie forze per arrivare al governo della città nell’esclusivo interesse della collettività.

Anzi, ci teniamo fortemente a ribadire che se la Sig.ra Palmiero ha avuto l’occasione di condividere con noi un percorso e di essere eletta nel civico consesso lo deve a migliaia di elettori e 24 candidati che hanno profuso il massimo impegno con un obiettivo comune.

Nei gruppi politici si discute, si cresce, ci si confronta e si cammina insieme. I gruppi politici non sono e non dovranno mai essere delle porte girevoli dove entrare ed uscire solo quando ci si fa comodo.

Nei gruppo politici come Italia Viva le battaglie si combattono a viso aperto e non con codardia e disprezzo per quanti lottavano per uno stesso fine contemporaneamente, mentre altri covavano strategie personalistiche.

I nostri elettori, simpatizzanti, amici ed iscritti ogni giorno aspettano di poterci dare una mano per lavorare nell’interesse della città e sono contenti della scelta elettorale che hanno fatto non sentendosi affatto traditi o delusi da Italia Viva.

Infine, nella sua missiva, la Consigliera Palmiero afferma che non è mai stata notiziata su decisioni politiche e amministrative assunte da parte del partito e dalle “figure istituzionali” dell’amministrazione.

Su questo punto ci sarebbero fiumi di parole da scrivere per esplicare meglio il pensiero della Palmiero, ma con lo stile che contraddistingue Italia Viva a livello locale, così come a livello provinciale, regionale e nazionale proveremo a rispondere a tale provocazione.

Sappiamo che la Palmiero è una neo consigliera eletta (dunque inesperta) che mai ha avuto a che fare con la Pubblica Amministrazione, ma dovrebbe, tuttavia, imparare che c’è una distinzione fondamentale tra due sfere della PA, ossia quella dell’indirizzo politico e del controllo (afferente al Civico Consesso e alla Giunta Municipale) e quella gestionale che riguarda i Funzionari che ne fanno della gestione la propria e fondamentale attività.

Italia Viva è un partito politico, non un ufficio del municipio né di collocamento. Italia Viva discute della cose, dei tempi e dei riti della politica che si vanno ad intersecare con la vita civica.

Italia Viva non “gestisce”, Italia Viva non “informa”, Italia Viva non “lottizza”.

Italia Viva indirizza politicamente le sorti della città nel solco del mandato elettorale e del programma di coalizione condiviso con la città e con i cittadini.

Ci fermiamo qui auspicando che la Consigliera Palmiero possa trovare la sua collocazione capace di assecondare le sue aspirazioni.

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