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Chiusure ristoranti, parla Peppe Di Napoli: “Se non moriamo di Covid, moriamo di disperazione”

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“Se non moriamo di Covid, moriamo per disperazione”. Parole e musica di Peppe Di Napoli, star campana del web, tra i ristoratori presenti oggi al Circo Massimo di Roma in protesta contro le restrizioni del governo. Titolare di un ristorante a Pianura, è famoso per i suoi video sul web seguiti da migliaia di followers. Ecco le sue parole: “Le difficoltà anche a Napoli sono tantissime. L’affitto lo dobbiamo pagare, chi ne paga tremila, chi ne paga 30 mila, ma tutti lo paghiamo. La luce, si paga sempre lo stesso. L’occupazione del suolo pubblico l’abbiamo pagata, altrimenti rischiamo di perdere la concessione. Noi abbiamo già versato 1.800 euro ad esempio. Le tasse le paghiamo. Lo Stato ci deve aiutare in modo giusto, perché le spese sono molte e gli imprenditori si stanno suicidando”.

Poi conclude: “Noi abbiamo abbassato i prezzi per far mangiare il popolo. Io sono venuto per solidarietà. Io ho una pescheria-ristorante, avrei potuto anche farne a meno. Però non esiste. Noi napoletani abbiamo il cuore e dobbiamo aiutare chi sta in difficoltà. Io sono venuto per questo motivo: per onore, per rispetto e soprattutto per non fare caos, perché a me i disordini non piacciono”.

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Maxi sequestro a Villaricca: scoperto ‘tesoro’ da 53 milioni di euro contraffatti

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Blitz dei carabinieri della Compagnia di Giugliano, che nel corso di una perquisizione domiciliare hanno rinvenuto ben 53 milioni di euro contraffatti, occultati in una cantina a Villaricca. In particolare, si tratta di 53 milioni di euro in banconote da 100, 50, 20 e 10 euro.

Pertanto, è stato colto in flagranza di reato Antonio Sgambati, 51enne già noto alle forze dell’ordine e proprietario dell’abitazione. Egli è stato arrestato per falsificazione, spendita e introduzione nello Stato di monete falsificate.

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Campania, localizzata banda di falsari a Villaricca: tra loro anche un maresciallo e un medico dell’Asl

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I carabinieri del Comando antifalsificazione monetaria di Napoli hanno dato esecuzione a ben sette misure cautelari nei confronti di altrettante persone, tra cui figurano anche un medico dell’Asl e un maresciallo dell’Aeronautica Militare in servizio come infermiere. Inoltre, sono state notificate anche otto denunce ad altrettanti indagati.

Secondo una prima ricostruzione, i militari dell’Arma hanno scoperto che l’associazione a delinquere falsificava patenti, carte d’identità valide per l’espatrio, certificati medici e banconote da 50 euro spacciate in Italia, ma finite anche in Spagna e Francia.

In particolare, il centro della banda è stato localizzato a Villaricca, in provincia di Napoli. Inoltre, ramificazioni dell’associazione sono state individuate a Giugliano e nelle province di Benevento e Caserta. Mentre riscontri dell’operato della banda sono emersi anche in Veneto, Emilia Romagna e Toscana.

Nel complesso, i carabinieri hanno sequestrato 49 patenti di guida e 9 nautiche, tre certificati di vaccinazione Covid-19, 8 fogli rosa, tre permessi di guida provvisori e un certificato di abilitazione alla guida di veicoli a motore, tutti risultati contraffatti.

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Blitz della GdF, scoperta la truffa degli pneumatici: 11 arresti

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Blitz dei carabinieri di Caltanissetta e della Guardia di Finanza nissena, che hanno smantellato un’organizzazione che si occupava della vendita di pneumatici. In particolare, tale sodalizio operava in Campania, Sicilia, Puglia ed Est Europa.

Secondo le prime informazioni, esso era composto da alcuni imprenditori che attraverso la cosiddetta ‘frode carosello’, avrebbero ottenuto un indebito risparmio d’imposta, simulando una serie consecutiva di vendite di prodotti mai usciti dai magazzini della prima società venditrice.

Tuttavia, le successive indagini hanno consentito di accertare come la presunta organizzazione criminale avesse ramificazioni sull’intero territorio della Repubblica Ceca, dove sarebbero stati creati fittizi soggetti giuridici necessari per la realizzazione delle frodi.

Pertanto, la frode sarebbe stata realizzata per favorire una società avente sede a San Cataldo, la quale avrebbe omesso di versare imposte per circa 2,5 milioni di euro, scaturenti da un fittizio fatturato di circa 8 milioni di euro. Inoltre, tramite l’indebito vantaggio fiscale, le ha permesso di assicurarsi una posizione di supremazia nel mercato degli pneumatici, venduti al pubblico a prezzi notevolmente inferiori a quelli determinati dalle regole della concorrenza, a svantaggio delle imprese rivali.

Infine, tre degli indagati sono destinatari della misura degli arresti domiciliari, mentre i rimanenti sono stati semplicemente interdetti dall’esercizio delle attività d’impresa e al divieto d’assunzione di uffici direttivi delle persone, per la durata di un anno.

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