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Cronaca

Prostituzione. Scoperto finto centro massaggi

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Un centro massaggi abusivo dal nome esotico a pochi passi da piazza Garibaldi e annunci sul web che lasciano poco all’immaginazione. Foto di ragazze seminude e in pose provocanti – pubblicate su una bacheca pubblica alla mercé degli internauti – che invitavano la clientela ad approfittare di attimi di “relax & wellness”, in un ambiente “riservato e tutto pulito”, “sanificato e climatizzato”. Un vero e proprio catalogo dove erano riportati anche foto e nomi delle impiegate, tutte napoletane.


I Carabinieri della stazione di Borgoloreto, allertati dai cittadini della zona che lamentavano strani movimenti anche in periodo di emergenza pandemica, hanno ispezionato il locale e trovato camere complete di lettini, tappeti, creme cosmetiche e oli.


All’interno 4 ragazze di età compresa tra i 20 e i 24 anni, tutte napoletane: si sono dichiarate massaggiatrici ma nonostante ciò i militari hanno contestato loro una sanzione covid.
La titolare del centro, invece, una 50enne di Casoria, è stata denunciata per favoreggiamento della prostituzione. Il locale è stato sequestrato.

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Casoria

CASORIA. Truffa dello specchietto: occhio a quest’auto

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Arrivano altre segnalazioni in merito alla consueta truffa dello specchietto.

In tutta l’area a Nord di Napoli è, ormai, un continuo succedersi di occasioni simili, in cui le povere vittime si vedono costrette a “regalare” soldi con la falsa scusa di aver provocato danni ad uno specchietto(di solito), per evitare l’aumento annuale dei costi assicurativi.

A CASORIA, si sta cercando di riconoscere due “ladri” che a bordo di una Volkswagen Golf di colore bianco avrebbero più volte affiancato auto in transito e, con la solita scusa dell’urto e quindi del danneggiamento avrebbero tentato di racimolare soldi dagli autisti in transito. Se vi dovessero capitare circostanze simili, evitate di fermarvi e denunciate l’accaduto.

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Cronaca

Aggressione al neomelodico Pino Franzese. La decisione del GIP di Napoli

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 Il gip di Napoli ha scarcerato il rapper Armando Di Pinto, 21 anni, e lo zio, Giuseppe Emanuele Di Pinto, 27 anni, accusati di avere aggredito, picchiato e derubato lo scorso 3 maggio a Napoli, il cantante neomelodico Pino Franzese, al secolo Ben Salah Giuseppe, e un suo amico, mentre erano in auto insieme con due ragazze, una ex fidanzata del rapper.
   

Come riportato anche dall’ANSA, il giudice ha disposto l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria ritenendo non sussistenti i gravi indizi di colpevolezza in relazione alla rapina che, invece, sono sussistenti in relazione all’accusa di lesioni volontarie.

Gli stessi indagati hanno confermato, infatti, il movente di gelosia e la lite scaturita quella sera, ma nessuno dei testimoni ascoltati ha confermato sulla sottrazione di oggetti preziosi, così come si evince dall’accusa.

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Cronaca

Denuncia carabiniere per violenza sessuale in caserma ma viene condannata: i particolari

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Condannata per calunnia una 37 enne residente a Ravenna, che aveva denunciato un carabiniere di Napoli lamentando una violenza sessuale subita in caserma. Tuttavia, secondo i giudici, la violenza non si è mai verificata. La donna, processata con rito abbreviato, si è vista infliggere un anno e quattro mesi di pena sospesa. Inoltre, ella, dovrà pagare al militare una provvisionale di 5 mila euro.

La Procura, aveva chiesto l’assoluzione, ritenendo che nelle parole della donna potesse non esserci dolo. La vicenda, risale alla mezzanotte tra il 10 e l’11 gennaio 2018, quando il militare aveva fatto entrare al Comando Provinciale due donne conosciute poco prima in un bar, tra cui la 37 enne. Da qui, la donna, aveva fatto riferimento a due episodi: quello in caserma e un secondo approccio che il militare avrebbe tentato a casa sua. Ad escludere la violenza erano stati due elementi: la testimonianza dell’amica presente e quella del piantone della caserma. Tuttavia, per i fatti avvenuti quella notte, il carabiniere è stato condannato di recente a 11 mesi con pena sospesa, per truffa e forzata consegna.

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