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Caserta

Miracolo a Castellammare: giovane mamma si risveglia dal coma dopo due mesi

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Felicia Vitiello si era recata in ospedale per fare un intervento di routine al seno, non sospettava di certo che da quel giorno non avrebbe più rivisto le sue bimbe.

Purtroppo però dopo l’intervento c’è stata l’infezione e poi il calvario che ha visto la giovane mamma 32enne di Castellammare di Stabia, in bilico, per due lunghissimi mesi, tra la vita e la morte.

Si è svegliata nei giorni scorsi ed ora sta affrontando la riabilitazione con la consapevolezza che il peggio ormai è alle spalle.

Felicia si trova presso una struttura sanitaria di Caserta, in attesa di riabbracciare il marito e le figlie, che ha salutato poco prima dell’intervento al seno che ha dovuto effettuare a febbraio. In sala operatoria qualcosa è andato storto e un’infezione del sangue ha messo a repentaglio la sua salute.

Sono uscita indenne da tutte le conseguenze del coma, è un miracolo. Mi sono pettinata e truccata da sola il giorno dopo il mio risveglio. Non ci sono tracce di infezione” racconta la donna, ancora sotto choc per l’accaduto.

Dieci giorni in rianimazione prima di essere dichiarata fuori pericolo: “Dopo la salvezza dal primo coma, mi sono risvegliata. Dopo la tac, però, sono entrata di nuovo in coma, ho visto la mia anima staccarsi dal mio corpo umano e salire” spiega la giovane mamma, che attende di riabbracciare finalmente la famiglia.

“Padre Pio mi ha salvata, ora voglio solo riabbracciare le mie figlie” ha detto la donna a Repubblica.

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Caserta

Tragedia a lavoro aveva poco più di 40 anni

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Tragedia nel campo del lavoro uomo che aveva poco più di 40 anni Enrico Simone muore nella carrozzeria di Alife dove lavorava nel casertano. E ancora da chiarire la dinamica del dramma sul quale sono ancora i corso alcuni chiarimenti

Secondo la prima dinamica  l’uomo si è sentito male mentre stava lavorando all’interno dell’officina: sono stati i colleghi a dare l’allarme facendo arrivare un’ambulanza. Gli operatori del 118 hanno accompagnato l’uomo al pronto soccorso dell’ospedale di Piedimonte Matese.

Purtroppo è stato inutile l intervento dei soccorsi che non hanno potuto fare nulla. La comunità di Alife è ancora sotto choc per una famiglia distrutta da due tragedie: pochi mesi fa era deceduta la moglie del 40enne.

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Caserta

Scoperta in un’abitazione coinvolti due coniugi

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Scoperti tre cadaveri in avanzato stato di decomposizione nella villetta in zona Borgo Santa Croce di Macerata si tratta di una coppia anziana con un figlio invalido. ù

I termosifoni sono stati trovati accesi e questo fa pensare che l accaduto risale a qualche mese precedente. A dare l’allarme è stata una loro parente residente a Milano e che non riusciva a mettersi in contatto con i suoi familiari. Sul luogo i Vigili del Fuoco e il 118

Le vittime sono Eros Canullo, di 80 anni, geometra in pensione, la moglie Maria Angela Moretti, di 75, e il figlio Alessandro Canullo, di 54. Quest’ultimo aveva da anni problemi di deambulazione dopo un incidente stradale. Il corpo del padre è stato trovato in bagno quello della madre sul letto e quello del figlio a terra vicino il letto

 Sono in corso accertamenti da parte della polizia scientifica. Al momento si esclude che i decessi siano avvenuti per cause violente, e sembra più probabile una disgrazia.

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Casal di Principe

“Ogni colpo della ruspa è una pugnalata al cuore”. Iniziano le demolizioni a Casal di Principe

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CASERTA – E’ iniziata la fase demolitiva degli immobili abusivi siti in Casal di Principe nella provincia di Caserta.

Nella zona di via Ancona le abitazioni sono per la maggior parte tutte abusive, a causa dell’assenza di un piano regolatore il ventennio passato, quando furono edificate.

Allora non vi erano strumenti urbanistici né la coscienza urbanistica dei giorni nostri. A dimostrazione di quanto detto possono essere citate le strade della zona che non solo non rispettano le dimensioni previste per legge, ma non sono asfaltate.

Nonostante la protesta dei residenti, che ha allontanato la data dell’abbattimento, quest’oggi sono arrivate le ruspe. La resistenza degli abitanti è stata del tutto inutile, i lavori sono iniziati e ciascuno ha dovuto lasciare per sempre la propria dimora.

Sconforto e frustrazione per i visi tristi dei residenti che hanno assistito alla demolizione della loro casa, del loro rifugio.

“Ogni colpo della ruspa è una pugnalata al cuore” dice la proprietaria di un altro stabile vicino, pure abusivo. “Tanti sacrifici inutili”.

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